Paranoia. La follia che fa la storia

Luigi Zoja

Collana: Nuova cultura
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 8 settembre 2011
Pagine: 468 p., Brossura
  • EAN: 9788833922447

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Descrizione
Il paranoico spesso è convincente, addirittura carismatico. In lui il delirio non è direttamente riconoscibile. Incapace di sguardo interiore, parte dalla certezza granitica che ogni male vada attribuito agli altri. La sua logica nascosta procede invertendo le cause, senza smarrire però l'apparenza della ragione. Questa follia "lucida" - così la definivano i vecchi manuali di psichiatria - è uno stile di pensiero privo di dimensione morale, ma con una preoccupante contagiosità sociale. Raggiunge infatti un'intensità esplosiva quando fuoriesce dalla patologia individuale e infetta la massa. Al punto da imprimere il proprio marchio sulla storia, dall'olocausto dei nativi americani alla Grande Guerra ai pogrom, dai mostruosi totalitarismi del Novecento alle recenti guerre preventive delle democrazie mature. Finora mancava uno studio d'insieme sulla paranoia collettiva, rimasta terra di nessuno tra le discipline psichiatriche e quelle storiche. Per primo lo psicoanalista Luigi Zoja ricostruisce la dinamica, la perversità e insieme il fascino, l'assurdità ma anche la potenza del contagio psichico pandemico, in un saggio innovativo che attinge a vastissime competenze pluridisciplinari. Improvvisamente, vediamo con occhi diversi eventi che credevamo di conoscere, e comprendiamo quanto i paranoici di successo, Hitler o Stalin, fossero tali per la loro capacità di risvegliare la paranoia dormiente nell'uomo comune...

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    maria

    20/02/2018 17:36:27

    E' un libro che ti spiazza per la sua ricchezza e complessità. Zoja, che è uno psicanalista di fama mondiale, sa entrare con padronanza dentro le ragioni profonde e le patologie della mente umana e degli effetti che esse provocano nell'agire quotidiano e quindi anche nelle politica. L'analisi e la concatenazione dei fatti che si riverberano su ogni espressione della vita politica e sociale, sono corroborati da una incredibile conoscenza storica e sociale. Una cultura così profonda e vasta, da lasciare esterefatti. Un libro complesso e completo nel quale ci si immerge con passione e da cui si esce arricchiti. Lo consiglio vivamente.

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    enrico baldi

    29/11/2014 23:50:16

    Ottimo libro di storia e psicanalisi scritto con un montaggio da 'thriller'; blocca la lettura di altri libri che state eventualmente leggendo e tiene la scena fino alla fine. Offre una visione moderna della storia, molto diversa da quella che ho studiato sui libri di scuola degli anni 70; non conosco i manuali attuali ma credo che un giovane curioso non possa lasciarsi sfuggire l'occasione di capire come la storia sia legata al funzionamento della mente. 'La paranoia è tra noi', ci insegna Zoja e dobbiamo vigilare per evitare che prenda possesso delle nostre menti (argomento nelle prime pagine dei giornali di questo novembre 2014). Credo che la paranoia sia così potente perché è l'effetto di una delle funzioni più importanti del nostro cervello: quella di creare un modello del mondo in cui ci troviamo a vivere. Questo modello è essenziale per indirizzare le nostre strategie di sopravvivenza. Il modello di realtà che il cervello crea si manifesta nella nostra mente come una 'certezza granitica', proprio come nel meccanismo della paranoia. In particolare noi viviamo come una 'certezza granitica' la convinzione di vivere come unità separata dal mondo esterno, la convinzione che la Realtà è una sola, la convinzione che il tempo scorre dal passato al futuro e noi viviamo solo nel presente, la convinzione che dobbiamo combattere contro un avversario invincibile: la Morte. Come nel meccanismo della paranoia la mente crea degli avversari immaginari da combattere, basandosi su delle certezze granitiche basate sul nulla. In effetti la scienza moderna ci avverte che il tempo non 'scorre' in quanto viviamo nello spazio-tempo che è un'unica entità (Einstein 1915) mentre non riusciamo a comprendere la teoria quantistica in quanto ci ostiniamo a credere che la realtà sia una sola. Se il tempo è un'illusione, e la realtà è molteplice allora la Morte è con ogni probabilità solo un avversario immaginario.

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    vitaliano bacchi

    30/04/2012 13:14:58

    E' uno dei pochi saggi sul tema che tratta la bipolarità personale/sociale del pensiero paranoide.L'opera è satura di riferimenti letterari, perchè un economista come Zoja ne fa eccipiente gnostico. In che cosa consista l'essenza della paranoia, il libro lo descrive compiutamente, ma la sua esatta iscrizione in un sistema informativo per l'impiego giudiziario o analitico resta prerogativa riservata a specialisti. Paranoia è la condizione di un soggetto dominato da idee deliranti (irreali)della esistenza di complotti a suo danno e della esistenza di nemici occulti che vogliono distruggerlo. A differenza del soggetto schizoide, il paranoico non considera sempre l'altro come un pericolo, nondimeno la sua esperienza sociale è corrotta dalla idea di una guerra da combattere contro un nemico organizzato che complotta per distruggerlo. La condizione paranoide non è generalmente psicotica; è una razionalizzazione abnorme ma non assurda del disagio sociale di individui non integrati, ma anche di intellettuali più consapevoli della capacità di violenza dell'altro e dell'impiego distruttivo delle istituzioni (giustizia, polizia, amministrazione) che il persecutore può criminosamente consumare a danno della vittima. Lo scrimine classico fra patologia della paranoia se il nemico è irreale e normalità di tale forma mentis se il nemico è reale, anche se esagerato o ingigantito, è divenuto incongruo: il pensiero paranoide ha vinto troppo spesso nell'esame giudiziario di realtà per essere liquidato come psicotico. Beata sia la paranoia fra le sorti oscure della mente, perchè è la fonte di tutti i grandi processi di liberazione: paranoide fu l'idea antifaraonica di Mosè, paranoide l'idea purista di Colui che cacciò i trafficanti dal tempio, paranoide è l'idea che la discriminazione sociale in tutte le sue forme anche più odiose (l'antisemitismo o il razzismo) abbia la stessa forza motivazionale che ha la pulsione alimentare o che a dirittura ne faccia parte e ne sia specie.

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  Con la follia di Aiace come esordio, Luigi Zoja ci introduce al concetto di paranoia, quella individuale, contagiosa, e quella collettiva che ne deriva, i suoi rapporti con la politica e i disastri che ne seguono. Percorre diverse piste: il nazionalismo europeo, la conquista dell'America con lo sterminio dei nativi, la Grande guerra, i pogrom, il massacro degli armeni, i totalitarismi assassini del Novecento e le recenti guerre preventive delle democrazie mature. Naturalmente dà spazio adeguato all'approfondimento di alcuni passaggi del Mein Kampf, paradigmatico nel mostrare quanto il paranoico sia convincente e carismatico, quanto il delirio non venga riconosciuto dalla massa, la certezza granitica che ogni male vada attribuito ad altri facilmente sposata, il rovesciamento delle cose apprezzato come verità. E accanto a Hitler viene Stalin, di cui vengono esplorati il carattere, la diffidenza radicale, le somiglianze e le differenze, la comune "inversione delle cause": la mente del leader come origine della società. Ma non vengono tralasciati la paranoia italiana, la doppia morale alleata, l'entusiasmo romantico per la guerra aerea, le bombe su Hiroshima e Nagasaki, i bombardamenti sulla Germania e sull'Italia, fino alla guerra fredda, la sua scomparsa e la repentina individuazione del nemico islamico. Alla fine l'autore ci invita a non lasciarci andare al non-pensiero, a cercare di riconoscere e comprendere, segnala in particolare la responsabilità di intellettuali e media quando abdicano alla loro indipendenza rinunciando alla morale, mette in guardia dall'illusione che la paranoia sia cosa del passato, chiude illustrando la potenza trionfatrice del bugiardo Jago. Anna Viacava