Il passato di Shoko

Miyuki Miyabe

Editore: Fanucci
Collana: Collezione dark
Anno edizione: 2007
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788834712368
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Recensioni dei clienti

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    Standbyme

    29/01/2012 12:09:17

    Questo romanzo è la dimostrazione di come si possa scrivere un "giallo" avvincente senza ricorrere ai classici colpi di scena, a descrizioni di azioni violente o a gesti di eroismo da parte del personaggio di turno. Il detective Honma, a casa in convalescenza dopo un grave incidente al ginocchio, riceve una richiesta di aiuto da parte di un suo lontano parente: la sua fidanzata Shoko si è volatilizzata, dalla sera alla mattina, nel nulla senza alcuna ragione apparente. Honma accetta e, non potendo coinvolgere ufficialmente i suoi colleghi, dà inizio ad una lunga e minuziosa indagine privata che lo porterà, passo dopo passo, a svelare il mistero. Ma non è solo l'enigma della fuga di Shoko ad avvincere il lettore; nel romanzo vengono messi in risalto i reali pericoli relativi agli acquisti con carte di credito, dell'indebitamento al consumo che, come una spirale senza fine, porta alla rovina le persone più ingenue e più incaute. Tutto ciò accadeva nella società giapponese agli inizi degli anni '90 periodo in cui è ambientato il romanzo. È una accurata analisi psicologica dove, con poche semplici parole, vengono messi in risalto i pregi e i difetti di tutti i personaggi, nessuno escluso: li puoi visualizzare uno per uno come se fossi lì con loro e tutto ciò senza ricorrere a sterili e noiose descrizioni fisiche. Molto bello anche il rapporto tra Honma con il figlio Satoru, forse fin troppo maturo per un ragazzo di dieci anni, ma una ragione c'è e lo si può intuire fin da subito. A differenza del commissario Matthäi nel libro "La promessa" Honma riuscirà a mantenere la sua ribaltando forse ciò che voleva dimostare Durrenmatt, cioè che si può arrivare alla verità e alla giustizia attraverso la logica dell'indagine di polizia, anche se, e qui Durrenmatt aveva ragione, è spesso il caso a determinare il successo o il fallimento per l'investigatore. Se vi ho convinto a leggerlo due soli suggerimenti: lasciate per ultimo il risvolto di copertina e prendete nota dei nomi.

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    Massimo F.

    27/11/2010 12:37:53

    Interessante questo 'nippon thriller'. Che poi thriller non è, ma piuttosto uno spaccato socio-culturale del contesto giapponese dei primi anni '90. La crisi finanziaria e immobiliare di quegli anni in Giappone mise a dura prova i punti fermi della morale nazionale e ciò emerge chiaramente nello sviluppo della storia che è originale e, pur cucinata secondo canoni 'occidentali', conserva interessanti specificità (la burocrazia, il concetto di morte, ecc.). Buona la scrittura (e decisamente adeguata la traduzione), ben caratterizzati i personaggi (tra l'altro, l'autrice riesce a trattare con delicatezza e comprensione anche le figure più negative). A parte un po' di fatica nel districarsi tra i nomi talvolta troppo simili tra loro (kaori, ikara, ecc) per noi europei, si tratta di una lettura senza dubbio piacevole.

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    kikkokat

    04/05/2009 23:54:25

    Primo libro pubblicato in Italia di Miyabe Miyuki, che ho letto che in Giappone sia molto famosa. Questo libro si presenta come una specie di giallo, ma in realtà mi sembra piu' psicologico - dramma. Non ci sono poi la caterva di omicidi ke uno si puo' aspettare leggendo la trama del libro, solo la ricerca di questa vera Shoko a cui hanno rubato l idendità. I personaggi comunque sono caratterizzati bene e tutto cio' risulta molto piu gradevole anke se dalla storia, mi aspettavo sinceramente qualcosa di piu'. Spero che presta verrà pubblicato un altro suo libro per aver un riscontro un po' piu positivo. In definitiva vi dico, se avete un pochetto di soldi da spendere, acquistatelo pure, sennò comprate un altro libro senza troppi rimpianti.

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    Oz

    23/11/2008 23:13:04

    Se all'inizio si presenta come un giallo, scritto bene e con una trama originale, ma sempre un giallo, continuando nella lettura ci si accorge di avere tra le mani un gran bel romanzo. Bella la caratterizzazione dei protagonisti (sembrano quasi i personaggi di una serie di libri, non di un singolo romanzo)e riuscitissime le divagazioni che apportano poi utili spunti d'indagine. Avrei voluto dare 4 ma nel finale tiene col fiato sospeso in maniera incredibile, sembra quasi di vedere un film. Immagine evocata alla perfezione. Quindi 5.

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