Traduttore: T. Gibilisco
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2007
Pagine: 467 p., Brossura
  • EAN: 9788807017285
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Recensioni dei clienti

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    Titti

    12/06/2010 15:20:36

    Anche per me è stata una faticaccia leggere le prime 30 pagine. Non mi sono mai arresa così....E pensare che l'avevo preso perchè si parlava di romanzo divertente...

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    Elisa

    25/06/2009 09:48:52

    Non si va avanti. Lentooo. Io ho cercato fino all'ultimo di ritrovare nella scrittura l'aggettivo "spassoso" usato in quarta di copertina. Giuro, non l'ho trovato.

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    a.

    07/11/2007 16:21:33

    a dire la verità ho letto finora circa un centinaio di pagine ma che fatica!! frasi lunghe, incise dentro incise inserite in digressioni infinite che richiamano altre digressioni...risultato: le frasi non finiscono mai e quando finalmente finiscono non ricordi quello che hai letto venti righe sopra (quando il periodo della frase aveva avuto inizio). finirò il libro per missione ma è davvero una lettura faticosa. spero sarà più coinvolgente e 'semplice' a lettura inoltrata ma finora mi pare una autoesaltazione stilistica dell'autore. una specie di sfida con se stesso per vedere se riesce a mettere per iscritto il miliardo di pensieri che ha in testa. il dono della sintesi sarebbe stato una manna

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Il passato è la prima opera dell'autore argentino a essere pubblicata in Italia, a seguito del successo di pubblico conquistato nel suo paese e della critica positiva riscossa a livello internazionale. L'assegnazione del premio Herralde nell'anno della pubblicazione (Anagramma, 2003) segna l'inizio di una storia fortunata. Il regista Héctor Babenco ne ha tratto un film dall'omonimo titolo (2006). Alan Pauls è autore di saggi critici sull'opera di Borges e Puig e ha all'attivo la pubblicazione di tre opere narrative precedenti (El pudor del pornografo, 1984; El colloquio, 1990 e Wasabi, 1994). Attualmente collabora con il quotidiano bonaerense "Página/12".
Il suo stile è vivace, esuberante al punto di rendere una storia d'amore un turbine di delirio. Sembra che aspiri a brillare per sagacia, per originalità tutta sudamericana e "giovane", questa storia. È la cronaca della fine di un matrimonio da favola che si guasta dopo anni di perfetto equilibrio. Cresciuti insieme, Sofía e Rímini, quest'ultimo è il nome del protagonista maschile, si conoscono alla perfezione. Simbiotici, costituiscono un modello per tutti coloro che li frequentano e il loro rapporto è considerato indissolubile. Un giorno, però, Rímini si scorda di leggere uno dei messaggi che Sofía ha l'abitudine di scrivergli dietro la lista della spesa o sul biglietto dell'autobus e di infilargli ovunque ci sia la possibilità che le sue mani li trovino. I messaggi di Sofía sono lettere d'amore in incognito e la dimenticanza di Rímini è fatale, causa di un distacco inspiegabile e improvviso. Comincia a scappare a gambe levate da quella donna che lo conosce bene e sa prevedere ogni sua necessità. Deve dimostrare a se stesso che può fare a meno di lei. Spudoratamente Sofía impazzisce d'amore.
Il ritmo incalzante del romanzo concede spazio a lunghe divagazioni in cui risiedono, forse, le soluzioni narrative più originali di Pauls. In particolare c'è una storia che vale la pena ricordare. Jeremy Riltse è un pittore contemporaneo, capofila della Sick art (l'arte è malata o l'arte incarna la malattia del suo autore?), corrente che, come il nome lascia intuire, non promette niente di pittoresco. La vita vagabonda dell'artista, che si svolge in Europa, non confluisce mai nella corrente narrativa principale. Lungo le strade di Sofía e Rímini vi sono incontri e oggetti che si riconoscono come epifanie dell'esistenza dell'artista idolatrato da entrambi. Riltse è il correlativo oggettivo di un legame indissolubile poiché fondato su affinità elettive superiori. La vivacità della voce narrante che caratterizza tutto il romanzo trova qui la sua collocazione naturale, poiché sa rispecchiare le increspature improvvise di un'incredibile serie di peripezie. Cambiano le priorità dell'autore: la storia delle persone passa in secondo piano, subordinata alla vita delle opere. Buco posticcio, la tela più importante nella storia dei due amanti, è seguita in ogni spostamento attraverso l'Europa fino al suo approdo in Argentina. Persino la morte dell'autore viene trattata come una mera appendice.
Diventa invece fondamentale dire che Buco posticcio nasce in serie grazie a un coito, da una sequenza di tele sovrapposte e penetrate da Pierre Gilles, l'amante di Riltse, a sottolineare che quest'opera apre nuovi orizzonti: la rappresentazione della superficie malata del fisico dell'autore realizzata grazie a episodi di automutilazione (sono rappresentativi i titoli delle opere della serie dal titolo Storia clinica: Afta, Herpes, Placca; tra queste anche Glande, la quale, invece, non è mai stata rinvenuta, dando vita alle più stravaganti leggende) cede spazio all'esposizione del regno organico dall'interno. Un richiamo che, nello stile di Pauls, va interpretato in modo letterale e che costerà a Riltse la vita stessa. La storia dell'artista è trascinante e ben scritta, al punto che i particolari splatter non sono per forza percepiti come il frutto di un'intenzione sensazionalista. Le scelte forti dell'autore riescono a trasformarsi in rappresentazioni grottesche e paradossali della vita che incalza. Fino al prossimo romanzo in traduzione, Alan Pauls andrebbe ricordato come il miglior biografo di Jeremy Riltse, artista e clochard. Eva Milano