Pastorale americana

Philip Roth

Traduttore: Vincenzo Mantovani
Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 1,21 MB
  • Pagine della versione a stampa: 462 p.
    • EAN: 9788858407059
    pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

    Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

    Disponibile anche in altri formati:

    € 7,99

    Venduto e spedito da IBS

    8 punti Premium

    Scaricabile subito

    Aggiungi al carrello Regala

    non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

    Recensioni dei clienti

    Ordina per
    • User Icon

      Chiara

      16/10/2018 15:25:13

      Dopo un inizio poco scorrevole, la storia decolla e diventa ammaliante. Assolutamente consigliato.

    • User Icon

      Tina

      12/10/2018 08:17:59

      Pensavo di non riuscire a finirlo di leggerlo data la mole, ma mi sbagliavo. Mi ha catturata fino alla fine.

    • User Icon

      Chiara

      23/09/2018 20:42:19

      “Pastorale Americana” è innanzitutto un romanzo indimenticabile. È una storia generazionale, è il punto d'incontro della generazione che ha fatto l'America moderna e della generazione che l'ha radicalmente rivoluzionata. Non è un romanzo con idee semplici, da inscatolare facilmente: proprio perché si mescolano coscienze così diverse, punti di vista agli antipodi, risulta essere una lettura complessa, che richiede attenzione e pazienza, ma che è infinitamente bella ed appagante. Lo Svedese viene indagato a fondo, nei suoi più profondi abissi. Viene ispezionata e messa al microscopio la famiglia americana "ibrida" tipica, questo senso di continuo mescolarsi di culture - che è inevitabilmente americano -, l'etica del lavoro e del successo, la vita più borghese. Questa vita che è stata rinnegata e linciata dalla generazione dei figli, che hanno imbracciato le armi contro di essa. Cosa c'è di sbagliato in questa vita, in questa famiglia? Cosa spinge una ragazza a un gesto di tale violenza? Domande a cui non c'è risposta, questo il senso dell'intero romanzo. Roth potrebbe dare voce alla carnefice, ma non lo fa, perché sarebbe troppo semplice, sarebbe la risposta della nostra epoca, non quella in cui si svolge il racconto. Perché quando accadde la vicenda di Merry, il mondo sembrava ancora vagamente ingenuo: come se ad un'azione corrispondesse una reazione. E quando Merry pianta la bomba, allora qualcosa si spezza, e non c'è più risposta alla domanda, non c'è più legame causa-effetto. Qui ogni cosa inspiegabile può succedere, qualsiasi atrocità può verificarsi (e si verifica). Qui si apre la faglia dentro lo Svedese, la faglia che lo porta a conoscere la sua più sincera e cruda natura, quella che ha sempre ignorato (perché, in fondo, non esisteva) in nome dell'ideale felice, spensierato della sua vita, di un'America diversa e più giovane. Un po' la metafora dell'ignoranza che ci rende più felici, soltanto che Roth riesce a dirlo con una grande capacità narrativa.

    • User Icon

      giorgia

      23/09/2018 12:52:24

      Mi sono avvicinata a questo romanzo con un po' di preoccupazione, e invece mi ha travolta totalmente. Forse alcune parti un po' monotone, a volte prolisso, ma la storia dello svedese mi ha emozionata molto. La fragilità che si nasconde dietro i personaggi non potrà che farvi empatizzare con loro, farvi riflettere sulla società e su come la vita può decidere di fare scoppiare tutte le vostre sicurezze.

    • User Icon

      Mariaelena

      22/09/2018 22:00:21

      Un libro potentissimo, secondo me non facile, una scrittura magnifica che mi ha lasciata senza parole. Il mio primo Roth e di sicuro non sarà l'ultimo. Questo signore qui sa scrivere, eccome se sa scrivere. Dopo le difficoltà iniziali dovute ad uno stile molto ricercato, fatto di periodi spesso lunghissimi e infarciti di digressioni e parentesi, mi sono completamente persa nella sua scrittura e, lasciatemelo dire, mi sono goduta ogni parola. In questo libro c'è tanto. C'è l'America insanguinata dalla terribile guerra del Vietnam, c'è l'America delle contestazioni e delle contraddizioni, c'è l'America che permette ad una umile famiglia di guantai ebrei di vivere il vero "sogno americano" che ancora oggi alimenta speranze e desideri di milioni di persone, c'è l'America che mastica quel sogno, lo frantuma e lo sputa fuori ormai infranto per sempre. I personaggi sono affascinanti ed indagati perfettamente dalla magistrale penna di Roth, in particolare lo Svedese, protagonista assoluto della storia e sua figlia, l'enigmatica Merry. Una lettura che mi ha fatto capire quanto profonda e straordinaria può essere la letteratura.

    • User Icon

      Intenso

      22/09/2018 12:24:40

      Old Rimrock era un posto sereno, una bomba però ne stravolge ogni contorno e cambia la vita di molti, in particolar modo di Seymour Levov. Lui incarnava l'ideale di chi aveva toccato con mano il sogno americano, aveva vissuto un'esistenza perfetta ed intensa ed adesso si ritrova circondato da uno scenario agghiacciante quale quello della guerra del Vietnam. Una trama appassionante che mette a confronto due generazioni evidenziandone contrasto ma anche punti di incontro.

    • User Icon

      Clara

      21/09/2018 21:31:22

      Indubbiamente un libro difficile sulla disgregazione delle certezze della borghesia benestante della provincia ebraica americana. Una superficie calma immota che si incrina e pian piano si devasta e cola a picco senza quasi rendersene conto. Un'esteriorità tutto sommato soddisfacente e di facciata che nasconde però germi tenuti sopiti dal perbenismo e dalla convenienza sociale ma che se lasciati liberi attraverso una prima porta aperta corrodono fin nell'intimo anime per certi versi ignare di ciò che succede.

    • User Icon

      Maria Antonietta

      21/09/2018 10:34:32

      Lo Svedese ha una vita perfetta. Famoso ed ammirato a scuola, stella dello sport scolastico, sposa un ex Miss America, una famiglia felice e un ottimo lavoro. La vita che lo Svedese ha sempre voluto, che ha sempre immaginato e per la quale ha tutta una vita lavorato. Ma qualcosa accade e turba tutti gli equilibri. Un avvenimento che distruggerà la sua vita perfetta e gli dimostrerà come tutto era solo una finzione. Roth è un genio in questo, nessuno tra gli autori moderni ha saputo esprimere meglio la distruzione del sogno americano. La finzione nella quale le persone sono cresciute sperando in qualcosa che non è mai esistito. Questo romanzo è potente, una bomba che lascia una devastazione, una volta concluso. Roth è stato il miglior scrittore americano del 900 senza alcuna ombra di dubbio.

    • User Icon

      Tiziana

      19/09/2018 22:01:01

      Libro struggente in cui l'animo e la coscienza di un padre vengono vivisezionati per fornire un ritratto (forse un po' troppo pessimista) dell'America del suo tempo. In alcune parti l'ho trovato un po' lento e di difficile lettura, ma in generale è un libro che consiglierei.

    • User Icon

      LUIGI

      19/09/2018 13:33:14

      American Pastoral fa parte della " The Trilogy American " che comprende anche I Married A Communist e The Human Stain . In ogni romanzo tratta di un tema centrale della storia Americana del secolo scorso , La guerra in Vietnam , il Maccartismo , e lo scandalo Clinton- Lewinsky . Una chiave di lettura per comprendere appieno la trilogia , ci viene data dalla copertina , la quale , presenta , una fotografia avvolta nelle fiamme che la consumano sul lato superiore , la foto raffigurara un gruppo di famiglia in esterno , i componenti posano per l'obiettivo attorniati dai simboli della ricchezza del SOGNO AMERICANO , fra tutti il marchio della COCA-COLA . Questa trilogia si presta a un felice e variegato catalogo di possibili interpretazioni : 1 ) Rilettura dei classici 2 ) analisi di un periodo storico ben definito 3 ) Variante del canone realistico 4 ) possibile inizio di una forma di letteratura multiculturale. Eppure sono queste le tre tematiche che prendono il sopravvento 1 ) La fine del sogno americano 2 ) Lo sfaldarsi del legame familiare 3 ) Lo scorrere del tempo cui si innesca il motivo inevitabile della morte . i tre protagonisti dei romanzi ci vengono presentati nella ricchezza 1 ) Economica 2 ) Sociale ) 3 Intellettuale . Questa loro ricchezza è spesso associata alla presenza della famiglia , sono 3 personaggi realizzati , conosciuti e invidiati nella cerchia sociale in cui vivono . Visto dall'esterno sono modelli esemplari da studiare e seguire che hanno saputo afferrare con determinazione il sogno americano in quell'America che ( doveva essere il vero paradiso ), apparentemente sono riusciti , ciascuno nella sua personale maniera , a creare ( la sua versione del paradiso ). Da personificazioni del sogno americano dovranno divenire il simbolo della caduta di quel sogno perdendo tutto quello che erano riusciti a conquistare . I tre personaggi si rendono partecipi " alla tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia : cioè la tragedia di tutti ".

    • User Icon

      Giancarlo

      18/09/2018 13:35:57

      Splendido romanzo che da l'idea di quanto l'autore abbia meritato il Nobel che non ha mai avuto. Come spesso accade con la letteratura americana contemporanea, il romanzo è oggettivamente prolisso e questa è una caratteristica che il lettore che si approccia per la prima volta a questo genere deve mettere in conto. Tale caratteristica, tuttavia, non è fine a sé stessa ma è funzionale all'opera di analisi e approfondimento che Roth compie, portando per mano il lettore dalla descrizione della storia di una famiglia americana alla morte dell'american dream e al durissimo conflitto generazionale degli anni '60 e '70.

    • User Icon

      Mar

      18/09/2018 08:25:59

      Leggo in giro commenti di persone che hanno lamentato la presenza di troppe digressioni... sì è vero, ci sono, ma inizialmente non me ne sono accorta. Mi sono letteralmente bevuta questo libro, sia per la storia, sia per la scrittura di Roth che rende coinvolgente qualsiasi argomento. La cosa che mi è piaciuta di più di questo libro è l'ambiguità, per tutto il corso della lettura non facevo che chiedermi: ma lo Svedese è un eroe o un anti eroe? E Merry è vittima o carnefice? Ancora non sono riuscita a deciderlo, ma ci rimugino sopra nonostante sia passato del tempo dalla lettura, e penso che questo sia un buon segno.

    • User Icon

      Ilaria

      17/09/2018 16:04:41

      In questo libro Roth crea un personaggio perfetto nella sua ordinarietà, summa dei sacri ideali americani, apparentemente intoccabile fino a quando, dopo poche pagine dall'incipit encomiastico, l'autore decide di smontarlo pezzo per pezzo, per poi prendere tutti i frammenti rimasti e, dopo averli calpestati ripetutamente, dargli fuoco. La cosa che colpisce di più nel percorso di distruzione messo in atto da Roth è l'ambiguità del risultato: lo Svedese è davvero un ipocrita oppure sono gli altri che non riescono a tenere il suo passo? e nel caso in cui sia un ipocrita, la sua ipocrisia è davvero un male?. È la terza volta che mi cimento in questa lettuea ed è sempre un percorso complesso, la prima volta l' abbandonai perchè trovai alcune parti eccessivamente prolisse e con il tempo la sensazione non è cambiata, ogni volta devo impegnarmi per portarlo termine nel minor tempo possibile però, ad ogni lettura, scopro un tassello in più.

    • User Icon

      andricci

      15/09/2018 17:17:26

      Meglio di quello che credevo, un po' pesante, ma comunque un capolavoro. Il film tratto dal libro è agghiacciante (non guardatelo se volete mantenere un bel ricordo della storia tratta dal libro)

    • User Icon

      Gaia

      02/08/2018 20:37:07

      E' un bel romanzo con qualche pagina di troppo, mi riferisco soprattutto a quelle dedicate alla descrizione prolissa dell'industria del guanto nell'America anni sessanta. Molto interessante l'analisi psicologica dei personaggi e quella delle dinamiche familiari, evidentemente un tema centrale per l'autore, come pure si riincontrano la malattia, la sensibilità alla bellezza, il decadimento fisico, la malattia, la morte, la fondamentale solitudine dell'essere umano per impossibilità di conoscerci reciprocamente. Nulla è come sembra, nessuno è come sembra, anche Levov lo Svedese dovrà imparare questa dura lezione.

    • User Icon

      Itala

      19/07/2018 15:22:43

      Un libro davvero memorabile che rende vivida l'immagine di un'America dove due generazioni si scontrano: quella dei padri reduci dal conflitto mondiale e quello dei figli che combattono contro la guerra del Vietnam. Storia di una provincia americana dilaniata dalle contrapposizioni padri/figli, bianchi/neri, media borghesia/poveri scritto con vera maestria. I personaggi riescono a coinvolgere il lettore fino a renderlo partecipe in prima persona dei pensieri e delle tribolazioni dei personaggi. Assolutamente imperdibile!

    • User Icon

      n.d.

      13/07/2018 22:56:41

      Ottimo libro da un autore che meriterebbe il nobel

    • User Icon

      uso mio nome: rita

      07/07/2018 14:17:00

      è stata una lettura di gioventù che ho apprezzato molto più adesso. Grande!

    • User Icon

      Sergianni

      05/07/2018 21:30:05

      Un must per ogni buon lettore che si rispetti...premio nobel mancato.

    • User Icon

      n.d.

      29/06/2018 19:53:45

      Un altro capolavoro della letteratura del 900. Complesso ma assolutamente da leggere

    Vedi tutte le 37 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione


    «La vita di Ivan Il'ic, scrive Tolstoj, era stata molto semplice e molto comune, e perciò terribile. Forse. Forse nella Russia del 1866 [...] La vita di Levov lo Svedese, per quanto ne sapevo io, era stata molto semplice e molto comune, e perciò bellissima, perfettamente in linea con i valori dell'America.»

    Philip Roth è uno scrittore entrato ormai "nella leggenda", i cui romanzi hanno in qualche modo influenzato più di una generazione e fatto scoprire una certa mentalità americana a chi, specialmente negli anni Settanta, sognava gli Stati Uniti, mitizzando una società che poi così ideale non era e non sarebbe mai stata.
    Il fatto che appartenga a quella fascia di popolazione americana di origine ebraica non è marginale, è infatti un fattore tutt'altro che secondario nelle sue opere. Anche in Pastorale americana i protagonisti sono ebrei e vivono in un quartiere popolato prevalentemente da ebrei. È l'affresco di un ambiente borghese, metropolitano. Quel mondo che abbiamo imparato a conoscere negli anni: con ironia, grazie ai film di Woody Allen, a Lenny; con drammaticità con altri come l'Uomo del banco dei pegni, e così via.
    Pervade l'opera quella difficoltà che caratterizza ormai i rapporti tra le persone, se si esclude una forma di relazione formale e menzoniera in cui tutto è narrato come si vorrebbe che fosse, oppure è taciuto. Ma il romanzo è anche lo spaccato di un momento storico che toccò tutta la società americana, coinvolgendo ogni strato sociale e ogni gruppo etnico: gli anni che impegnarono lo Stato nella guerra in Vietnam. Queste le componenti che incidono maggiormente sulla vita del protagonista, Seymour Levov, di origine ebraica, ma detto lo Svedese per il suo aspetto fisico. E "ordigno dirompente" nella sua vita sarà la figlia Merry che, proprio negli anni del Vietnam, diventerà militante e terrorista, sbalzando fuori lo Svedese dalla "tanto desiderata pastorale americana" e catapultandolo "nel furore, nella violenza e nella disperazione della contropastorale: nell'innata rabbia cieca dell'America".

    Tutta la storia è narrata dal tradizionale alter ego dell'autore, Nathan Zuckerman, attraverso una analisi complessa dei fatti e dei comportamenti che devia il romanzo verso una sorta di psicoanalisi della società americana contemporanea.
    Roth è un uomo complicato, che afferma di scrivere con difficoltà, con fatica. "Adesso vivo completamente isolato nel Connecticut" racconta in un'intervista a Fiamma Arditi per La Stampa "Ogni tre settimane vengo qui a New York per vedere delle facce. D'altra parte il mio lavoro richiede isolamento. Non c'è dubbio che mi manca qualcosa. Ma se ti concedi alla tua vocazione, inevitabilmente devi fare delle rinunce." Rinunce che "fruttano" un capolavoro ogni due anni circa.

    A cura di Wuz.it da Cafeletterario 1998