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Traduttore: V. Mantovani
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 425 p.
  • EAN: 9788806174118
Disponibile anche in altri formati:
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Recensioni dei clienti

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    Hodor

    05/12/2016 23:13:25

    Tutto il romanzo gira intorno agli stupidi sensi di colpa di un padre per la deriva prima terrorista poi mistica di una figlia idiota. Inoltre Roth seppellisce i suoi personaggi sotto decine e decine di pagine piene di divagazioni fastidiose e logorroiche e trattati sociologici al limite della sopportabilità. Questo sarebbe il romanzo cardine della recente letteratura americana?

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    Angelo Cennamo

    30/10/2016 20:52:13

    Seymour Levov, detto "Lo svedese", e' un imprenditore di successo, con una moglie bellissima e una famiglia perfetta. Fin dai tempi del liceo, Seymour e' amato e invidiato da tutti per la sua avvenenza fisica e per le straordinarie doti atletiche. Un imprevisto legato alle contraddizioni della guerra in Vietnam e che coinvolge sua figlia Merry, finirà per mandare in frantumi quella vita così armoniosa e gioiosa. Romanzo sull'ipocrisia della perfezione familiare che dissacra i finti valori della borghesia americana degli anni '60. Cinico, spietato ed ironico. Uno dei quattro capolavori di Roth, con "Il Lamento di Portnoy", "Il Teatro di Sabbath" e "La Macchia Umana".

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    Angela Lombardi

    27/09/2016 16:49:36

    America: tra sogno e contraddizioni. Seymour Levov, detto lo svedese, incarna il sogno americano. Origini ebraiche, il figlio perfetto di un padre che ha lavorato sodo per accedere al benessere americano. Lo svedese è bello, forte, sicuro. Un vincente. Un vincente ai tempi del liceo ed un vincente nella vita. E' lui infatti a continuare gli sforzi del padre e sceglie, da buon nuovo americano, di dirigere la fabbrica di guanti di famiglia. Naturalmente prima di assumerne la direzione passa attraverso una gavetta dura che consente quella formazione pragmatica e concreta, chiave essenziale del successo americano. Tutto è perfetto fino agli anni sessanta. E' allora che le contraddizioni americane, una sorta di contro pastorale, esplodono ed entrano anche nella perfetta americana casa Levov. Irrompono nella casa felice grazie all'ultima dei Levov. Ragazza intelligente e balbuziente, quasi alla ricerca di un'altra lingua, di un altro codice di comunicazione e vita che trova nel subbuglio dell'America ribelle. Marry Levov è una sorta di esplosivo che mette a nudo la fragilità del sogno americano e delle certezze su cui lo Svedese ha costruito una esistenza. Il romanzo è diviso in tre parti in cui il narratore, un amico del fratello di Seymour, cerca di ricostruire l'ascesa e la caduta di quello che era anche il suo "eroe" ai tempi del liceo. La scrittura è quella tipica della letteratura americana: veloce, coglie il bersaglio anche attraverso i dettagli. Come nei migliori romanzi lo stile è una parte decisiva del racconto. La storia incalza lo stile è incalzante. Il finale è aperto, una scelta di lasciare in sospeso perché le domande sono ancora aperte. Forse è questa la ragione per cui vale la pena di leggere questo romanzo, per porsi le domande giuste su questo tempo di crisi e non farsi sopraffare da "paura" e "sbalordimento". "Il vecchio sistema per mantenere l'ordine non funziona più."

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    Giuseppe Russo

    06/10/2015 14:25:30

    La famiglia perfetta non esiste, anzitutto perché non esiste la perfezione. Potrebbe essere questo un sottotitolo di uno dei massimi capolavori di Ph. Roth, che gli ha fatto guadagnare il premio Pulitzer 1998. Quale che sia il background dei singoli, ogni programma di raggiungimento della perfezione è destinato a fallire. Si tratta di un obiettivo illusorio e che alimenta ulteriori illusioni nella vita di tutti: del padre ebreo ashkenazita dotato di fumettistiche virtù, della madre cattolica kennediana ex reginetta di bellezza, degli amici protestanti borghesi dediti al consolidamento del loro status sociale. Le generazioni si susseguono nel tentativo di mostrare al mondo la teologia del successo, ma ogni traguardo raggiunto è solo apparente ed è stato conseguito rinunciando alla propria autenticità di esseri umani. Così, nel lunghissimo giorno del ringraziamento del 1973 in cui le illusioni si sfidano, il mostro generato dalla famiglia perfetta fa da convitato di pietra e concretizza la profezia di zio Jerry: «Volevi appartenere come tutti gli altri agli Stati Uniti d'America? Beh, ora gli appartieni, ragazzone, grazie a tua figlia. Ce l'hai nel culo, adesso, la realtà di questo paese; sei nella merda fin dove è possibile sprofondarci: vera, fantastica merda americana» (cap. 6). Sotto la superficie della vita perfetta, scorrono inesorabili le fogne, e ovviamente non solo in America.

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    paolo

    14/08/2015 14:42:51

    Fosse stato 7 il voto massimo l'avrei dato perché è un grande grande romanzo, e forse l'unica vera remora e' propria la sua perfezione che talvolta (ad esempio nelle descrizioni della produzione guantaria) sembra cercata con ostinazione dal magnifico Philip. Secondo me il tema principale (tra i molti toccati, e tutti con acutezza e profondità, senza la sciatteria commerciale e cialtrona che purtroppo spesso si trova nella letteratura recente, che Roth non è certo tipo da trattare qualche casa che gli sta a cuore con superficialità) e' la sopportazione. La morale ebraica, innestata sul sogno e sul moralismo americano, quanti colpi può far reggere all'uomo perfetto Seymour Levov, venuto al mondo con le migliori carte in mano, dotatissimo di tutto e in tutto, e che per ripagare queste fortune rifiuta ostinatamente ogni comportamento che possa spiacere anche vagamente al prossimo. Una figlia prima assassina e poi derelitta, un padre e un fratello opprimenti, una moglie traditrice, dipendenti senza riconoscenza, un ambiente sociale che oscilla tra irrisione e indifferenza. Quanti colpi dove ancora sopportare il modo di vivere americano per risvegliarsi dal sogno di una perfezione senza fine?

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    Andrea

    11/04/2015 23:22:39

    Un bel libro che si presta a varie chiavi di lettura. Io ci ho visto soprattutto una amara ricostruzione del disfacimento del sogno americano, simbolizzato dalle sfortunate vicende familiari dello Svedese. Un eroe sportivo abituato a vincere, sposato ad una bellissima Miss, le cui vite dorate vengono frantumate da una figlia militante e antiborghese. Il libro alterna però parti molto belle ed emozionanti ad altre prolisse e piuttosto noiose. Anche lo stile é di non facilissima fruizione, rendendo la lettura abbastanza impegnativa. Comunque alla fine si esce soddisfatti dalla lettura.

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    Simone Capponi

    25/02/2015 17:44:14

    Leggendo le recensioni viene il sospetto che ognuno dei "recensori" abbia letto un libro diverso. E già questo potrebbe essere sufficiente per comprendere la grandezza e la complessità di quest'opera. Sorvolo su chi si lamenta della "trama" o del "finale poco comprensibile" (sigh!): andate a leggervi Faletti (RIP). Voglio invece soffermarmi su chi distorce volutamente (a mio avviso) il senso del libro, volendovi vedere la critica ad una presunta superficialità ed ipocrisia della società americana. Secondo questi, il bersaglio principale di Roth sarebbe addirittura lo Svedese, contro il cui successo capitalista (ovvove!!) lo Scrittore arriverebbe quasi a voler legittimare l'uso di atti terroristici. Costoro forse fanno finta di non capire che invece ciò che viene messo alla berlina in tutta la sua sconcertante idiozia ed ipocrisia è proprio quel sottobosco sinistroide e quella pseudocultura radical-chic capace solo di distruggere e di odiare chi invece, al contrario loro, ha la capacità di costruire: di costruirsi una giovinezza felice all'insegna della bellezza, di costruire in maniera operosa il proprio successo, di costruire una famiglia bella e felice. L'eroe di Roth non è la sadica e disgustosa Rita Cohen, l'eroe amatissimo di Roth è lo Svedese. Seymour Levov è il Bene, è il Giusto la cui vita viene distrutta quando l'amatissima figliola Merry cade sotto l'influenza del Male, impersonato dalla ipocrisia e dal sadismo di quella generazione di vigliacchi, disgustosi, cattivi maestri che hanno saputo costruirsi carriere politiche ed universitarie di successo mandando giovani ingenui a morire ed uccidere per loro conto. Libro bellissimo ed indimenticabile, trasmette in maniera fisica l'angoscia del protagonista per la spirale di follia e distruzione nella quale ingiustamente ed incomprensibilmente vede precipitare tutto ciò che di bello e giusto ha costruito nella propria vita.

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    Raffaele

    25/01/2015 13:06:59

    Generalmente per una serena valutazione di un romanzo non è possibile prescindere dalle proprie inclinazioni letterarie e dalle proprie aspettative, quindi, non mi stupiscono i molti giudizi negativi.Roth scrive come nessun'altro e questo romanzo ne è l'ennesima dimostrazione.

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    donato

    09/02/2014 20:36:48

    Non semplice esprimere cosa sia questo romanzo. Quattrocento pagine che descrivono la storia esteriore ma anche intima di ben tre generazioni made in USA. Un'introspezione continua, incessante, spesso ostica da mandare giù, senza la quale però questo capolavoro non sarebbe tale. Storia contemporanea, politica, psicologia, economia, rapporti umani, troverete tutto, ogni parte connessa all'altra in un equilibrio mai artificioso. Imprenscindibile

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    bea

    27/01/2014 23:08:25

    scusate, ma dove è la TRAMA? non riesco davvero a concepire l'innumerevole quantità di commenti positivi, dal momento in cui, secondo un mio personale parere, questo libro è una totale noia dove non si arriva mai a capire quale sia la trama, quale il senso, il suo ''perchè''. perdonatemi, forse non rientra nei miei gusti ma considero questo libro un testo inutile. bisogna ammettere la maestria dello scrittore: buonissima la scrittura, pessimo il contenuto.

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    valentina

    23/11/2013 07:26:51

    libro difficile e pesante. ho preferito 'nemesi'. non vedo alla fine alcuna speranza e questo mi lascia sempre l'amaro in bocca nel leggere un libro.

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    zia dahlia

    13/10/2013 17:15:05

    Un capolavoro, di quelli che raramente capita di incontrare.

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    patrizia

    08/10/2013 11:27:30

    Libro faticoso, da leggere e da reggere. Forse un libro troppo "americano", rimane comunque immutata la bravura Roth nel rovistare nella memoria.

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    ivonne

    23/08/2013 14:43:23

    Mi unisco a chi dà un voto medio basso. Certo non si può dire che sia un brutto libro, banalmente bisogna avere una certa testa per scrivere un libro così. Ma concordo, anche io ho trovato la fine davvero poco convincente e certi passi troppo verbosi (e anche io non parlo dei guanti).

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    Alinuccia80

    22/08/2013 23:13:45

    Pagine indimenticabili! Bellissimo!

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    WALLIS78

    15/05/2013 15:40:48

    Libro stupendo, da leggere assolutamente! Una tecnica narrativa veramente travolgente. Confermo che gli altri libri di Roth non sono sempre allo stesso livello.

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    Cristiana

    30/03/2013 15:21:50

    Ok: sembra inutile recensire un libro così meraviglioso, unirsi al peana degli altri adoratori, ma voglio farlo se non altro per giustificare a me stessa il fatto che poi ho letto tutti gli altri libri di Roth e non sempre ne valeva la pena....

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    Cristiana

    30/03/2013 15:20:09

    Ok: sembra inutile recensire un libro così meraviglioso, unirsi al peana degli altri adoratori, ma voglio farlo se non altro per giustificare a me stessa il fatto che poi ho letto tutti gli altri libri di Roth e non sempre ne valeva la pena....

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    Giovanna

    28/02/2013 09:09:37

    Devo ancora capire se questo libro mi è piaciuto o no. Emotivamente sì, impossibile non rimanere colpiti da alcune pagine dove Roth ha sviluppato degli intensi dialoghi con parenti vari. Tuttavia alcune pagine le ho lette con una certa distrazione, perché erano pesantine e inutili secondo me; non parlo di tutta la descrizione dei guanti che tutto sommato è interessante, ma di varie altri infinite parentesi. Oltretutto non ho ben colto la fine. Ho apprezzato alcune chicche letterarie (ad esempio sulla professione dei padri di Shakespeare e Scott. Certo è che se fossi americana forse sarei rimasta ancora più sconvolta di quanto già non sia.

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    giusi

    23/02/2013 19:17:55

    il tema del romanzo è interessante, ma probabilmente lo sarebbe stato anche di più se l'autore lo avesse trattato con maggiore agilità. Alcune parti del testo infatti sono inutilmente lunghe e praticamente inutili ai fini della storia, con l'unico risultato di rendere la lettura in alcuni tratti veramente pesante. Altro elemento negativo, a mio parere, è l'indeterminatezza, cioè non si capisce il ruolo di alcuni personaggi e non ha un finale ben definito nemmeno la storia principale. Sarà abbastanza difficile per me andare in libreria e comprare un altro testo di Roth.

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