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James G. Frazer

Traduttore: A. Malvezzi
Editore: Il Saggiatore
Collana: Le silerchie
Anno edizione: 2016
Pagine: 343 p. , Rilegato
  • EAN: 9788842822004

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    alida airaghi

    10/02/2016 14.07.12

    La tesi espressa da Frazer in questo volume è che "la credenza quasi universale nella sopravvivenza dello spirito umano" derivi dalla paura dei morti, e che sia diffusa e radicata in tutte le civiltà e religioni, a partire dalle società primitive e non evolute. L'idea (lusinghiera e consolatoria) dell'immortalità dell'anima e della sopravvivenza dell'individualità personale non trae dunque origine dai fondatori delle grandi religioni storiche, ma era già presente in epoche antichissime: a tale convinzione le varie fedi e chiese mondiali hanno solo in seguito attribuito un carattere etico e un messaggio di salvezza o di riscatto dalla sofferenza. Frazer indaga miti e riti riguardanti le pratiche funerarie, le preghiere, gli esorcismi che presentano incredibili analogie in tutti i continenti e in tutte le epoche, e che dimostrano quanto l'umanità abbia sempre creduto, e in buona parte creda tuttora, che i trapassati possano influire (sia negativamente che positivamente) sull'esistenza dei viventi. Il terrore degli spiriti poteva spingere i primitivi a blandirli seppellendo i cadaveri dei parenti in casa, gratificandoli con offerte di cibo e bevande, ammansendoli con canti o litanie; oppure al contrario li induceva ad allontanarli dall'abitato, a legarne le membra o a spezzarne le ossa perché non tornassero a pretendere qualcosa o a vendicarsi dei torti ricevuti. In genere le popolazioni primitive ritenevano che i morti mantenessero le abitudini e il carattere avuto in vita, con un aumento di potere tale da poter costituire sia una minaccia sia un aiuto per i vivi. Frazer racconta dei più vari stratagemmi messi in atto per impedire ai fantasmi di uscire dalle tombe con lo scopo di rapire i bambini, tormentare le vedove, fare malefici sui campi o il bestiame: usanze e credenze che rivivono anche nei riti di purificazione e negli esorcismi praticati oggi da molte chiese. A ribadire che l'umanità non è progredita granché, nei millenni.

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