La penna in fondo all'occhio. Esercizi di lettura/scrittura

Lino Angiuli

Editore: Stilo
Collana: Officina
Anno edizione: 2013
Pagine: 272 p.
  • EAN: 9788864790725
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    alida airaghi

    14/02/2013 10:07:11

    "Che senso ha una raccolta di scritti paralleli alla scrittura cosiddetta 'creativa'?", si chiede il poeta Lino Angiuli nella premessa a questo volume di contributi critici, che nella sua lunga carriera letteraria hanno affiancato con severe prese di posizione la produzione di versi. E così si risponde nelle stesse pagine: "Sono... dell'avviso che la scrittura cosiddetta 'creativa' non possa fare a meno, come ogni altra forma di manifestazione artistica, di un diuturno esercizio critico da praticare in primo luogo addosso alla propria voce, intrattenendo nel frattempo rapporti dialettici con il mondo circostante e contribuendo, così, a superare quella distanza che finisce per cristallizzare i ruoli e le 'competenze'." A questo "diuturno esercizio critico", indice di consapevolezza e serietà professionale portata avanti con coerenza negli anni, Angiuli rende omaggio appunto con la pubblicazione di questo volume, che si presenta al lettore suddiviso in tre parti fondamentali, più un'appendice di brevi recensioni. Nella prima sezione viene riproposta un'indagine sulla poesia di Guido Gozzano, esplorata dall'autore sin dalla sua tesi di laurea conseguita a Bari nel 1972, e poi continuamente rivisitata con appassionata dedizione. Nella seconda parte del volume vengono ripubblicati saggi e articoli, annoverati come "Altri Esercizi", che Lino Angiuli ha scritto nell'arco degli ultimi quarant'anni, ripercorrendo la letteratura italiana dalle origini della Scuola Siciliana, attraversando poi la produzione leopardiana, per approdare alla contemporaneità, soprattutto commentata affettuosamente nei risultati raggiunti dagli scrittori della sua Puglia. Nella terza sezione ("Ragionamenti") Angiuli sfodera le appuntite armi del suo impegnato interventismo critico, indagando con appassionata coscienza civile "il rapporto tra politica e letteratura, poesia ed engagement", e stigmatizzando la produzione letteraria che non sappia o non voglia fare i conti con la Storia.

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