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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 188 p., Brossura
  • EAN: 9788804574774
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Recensioni dei clienti

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    archipic

    21/03/2017 10.28.41

    Un romanzo breve che racconta uno spaccato di vita che non c'è più. Ci si immerge in quelle atmosfere che i ragazzini dell'epoca vivevano con quell'aura di mistero che le avvolgeva. Una lettura assai gradevole.

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    raffaella

    07/01/2016 17.35.50

    Si fa sempre fatica a leggere un Camilleri senza Montalbano..ma questo libro si fa apprezzare per il momento storico descritto da un punto di vista molto particolare..le case chiuse in tempo di guerra...le difficoltà economiche ...giovani arruolati con poca voglia di uccidere...carino...

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    Fabrizio

    18/03/2015 22.23.42

    Non é certo la miglior opera di Camilleri, ma risulta comunque una lettura piacevole e godibilissima.

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    silvia

    13/04/2013 15.57.26

    E' il mio primo Camilleri e mi è piaciuto molto ! Ho apprezzato il tutto : il linguaggio, la vicenda, l'atmosfera, le battute ... adesso vado a scoprire il resto della produzione !!!

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    Salvatore Palma

    16/02/2012 07.46.53

    Non è un giallo, ne vi compaiono gli abituali personaggi dei libri di Camilleri dei quali ha solo il luogo nel quale si svolge la vicenda: Vigata. E' la storia di una casa di tolleranza, Pensione Eva, nella Sicilia degli anni Quaranta, frequentata dai più vari, e insospettabili, personaggi e dove vi è un continuo ricambio delle giovani "picciotte" che vi prestano servizio. Essa diventa in realtà il luogo in cui i tre giovani protagonisti (Nenè, Ciccio e Jacolino) fanno le loro prime e inusitate "incursioni" erotico-sessuali. Il consueto registro lessicale, il dialetto siciliano e l'arguzia della trovate umoristiche ne fanno un libro di facile lettura. Appare, invece, poco apprezzabile ed alquanto improbabile un ipotetico intento pedagogico.

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    Maunakea

    24/02/2011 21.24.16

    Lascio anche io il mio obolo di esperienza nella piacevolissima lettura di questa chicca della produzione camilleriana, come si e' gia' capito sono dalla parte di coloro che lo hanno apprezzato, per cio' che e' senza dover per forza metterlo in relazione con i romanzi storici o con i polizieschi, e' da ammirare invece come l'autore sia riuscito a creare un'opera diversa dalle precedenti a non rimanere nei solchi soliti e stabiliti. Si divora in un pomeriggio, e' divertente e persino emozionante. E' cosi' dolce. Ma perche' non le riaprono ste benedette case chiuse ?

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    Matteo

    31/08/2009 00.37.52

    Bellissimo libro !! Molto bello il modo in cui ci racconta momenti di vita del periodo della seconda mondiale dalla realtà lontana delle case chiuse ai drammi di una guerra passando x le esperienze di tre adolescenti che animano il racconto .. Grazie Camilleri un altro successo !

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    Pamela

    10/07/2009 18.18.04

    Bellissimo! Peccato però per il finale un po' affrettato =( Ma è stata comunque una vera e propria sorpresa, non mi sarei mai aspettata di trovarlo così bello...

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    Mirko

    24/03/2009 23.54.29

    Un insolito Camilleri ma il risultato è sempre lo stesso...MERAVIGLIOSO! Un bambino che inizia a fare i suoi primi passi nella sessualità mentre "avverte" la fastidiosa presenza della guerra che alla fine lo renderà uomo.

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    alex

    14/12/2008 13.25.01

    Un buon libro, anche se, a mio parere non è al livello di Montalbano, comunque merita di essere letto

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    Pippo

    26/11/2008 16.04.37

    Un buon libro anche se ovviamente ho fatto abbastanza fatica a seguire il discorso in siciliano. Ma molto molto bello; ho letto pochi libri di Camilleri finora ma mi piace abbastanza come scrittore. Semplice ma bello.

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    daniela

    30/10/2008 13.24.18

    Ovviamneto non potevo che gradire anche questo scritto del Camilleri. Credo che sia il primo che leggo che non abbia come protagonista il celeberrimo Montalbano, ma devo dire che le aspettative non sono state deluse. Senza entrare nei dettagli della guerra, l'autore ce la fa vivere con molto intensità, facendoci toccare con mano quelli che erano i sentimenti e gli stati d'animo della gente comune che ha vissuto quei momenti. Il sentimento che permane lungo tutto il libro è di tristezza sottile, che diventa sollievo quando alla fine i due ragazzi si incontrano nuovamente e con delle bottiglie di vino si apprestano di nuovo alla vita. Credo che ora leggerò tutti gli altri libri di Camilleri che non ho ancora letto, certa del fatto che non rimarrò delusa.

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    Gianfranco Baldisserri

    29/09/2008 21.39.02

    Meraviglioso! L'ho letto tre volte!

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    Gian Paolo Grattarola

    30/08/2008 17.00.35

    E’ questo un breve racconto di formazione, architettato con grande sapienza narrativa e mirabile dono della sintesi, al centro del quale si trova uno spaesato Nenè, soprannome giovanile dello scrittore. Il lettore accompagna il protagonista nell’innocenza dello sguardo, si inganna con lui e come lui si sorprende quando afferra la complessa portata di ogni singolo fattore della scena che gli si spalanca dinnanzi. E pur tuttavia il libro non vuole essere il ritratto grottesco di un giovane adolescente alle prese con i primi languori carnali, ma la ricostruzione, più estetica che etica, di un’epoca che l’autore trae dall’archivio di una memoria sociale in cui si cresceva appartenendo alla cultura del tempo, non solo a sé stessi. La storia sembra essere fatta quasi di niente. Ma è invece un concentrato di racconti personali e di vicende dolorose e paradossali, eroiche ed insolite, da cui scaturisce un romanzo crudo e disincantato. Anche per il lettore meno avvezzo a districarsi tra le contaminazioni dialettali della scrittura utilizzata da Andrea Camilleri la lettura de “La pensione Eva” è un’esperienza avvincente, sia per l’interesse dei temi affrontati, sia per il modo di argomentare che cattura il lettore e lo trascina con sé con implacabile leggerezza. Perché Camilleri possiede il raro dono di un linguaggio immediato e che pare sempre sul punto di forare la superficie delle cose per coglierne il segreto inespugnabile. La sua prosa è fluente ma non è corriva. Ricorda sempre l’acqua, non già quella corrente che è dolce, ma l’acqua salata, com’è quella del mare e che come la carne può far pensare perfino alla morte.

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