Per una bibliografia di Giacinto Andrea Cicognini

Flavia Cancedda,Silvia Castelli

Editore: Alinea
Collana: I secoli d'oro
Anno edizione: 2002
In commercio dal: 10 gennaio 2006
Pagine: 444 p., ill.
  • EAN: 9788881255122
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Questo imponente e prezioso lavoro dissotterra e riordina un capitolo fondamentale e finora semisconosciuto della storia del teatro italiano: l'attività di un grande drammaturgo seicentesco fiorentino, Giacinto Andrea Cicognini, e, in parte, di suo padre Jacopo, infaticabili animatori della vita spettacolare medicea per molti decenni, fra allestimenti sacri e profani, musicali e drammatici. Siamo in un'area di semiprofessionismo legata alla corte e alle vitali accademie cittadine, che perpetuano il primato toscano guadagnato sulle scene rinascimentali in forme ormai rivolte anche a un pubblico più vasto, grazie all'apporto di gentiluomini letterati, di attori dilettanti, di artigiani e pittori straordinariamente abili e di una nascente editoria specializzata che si stava avviando a quella rivoluzione laica e moderna del mercato librario, destinata, di lì a qualche decennio, a far trionfare una produzione volgare e profana per l'intrattenimento dei nuovi lettori borghesi. Le autrici ricostruiscono con esemplare accuratezza il corpus della produzione di Giacinto Andrea (45 componimenti), che solo dopo la sua morte conosce una straordinaria diffusione editoriale in tutta la penisola, rintracciando ben 368 stampe (e vari manoscritti) identificate e catalogate nella selva oscura della tipografia seicentesca, e corredando il catalogo di una serie preziosa di indici analitici. L'introduzione di Sara Mamone e un saggio di Silvia Castelli ricostruiscono quindi il profilo dell'autore e il contesto ricchissimo della sua attività, facendo finalmente chiarezza su uno snodo storiografico indispensabile per comprendere la vicenda del teatro italiano del XVII secolo e i suoi importanti rapporti di scambio con la grande cultura spagnola, importata a Firenze da attori iberici e da una serie di letterati, diplomatici e gentiluomini legati alla corte e alle accademie.

Marzia Pieri