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Perché l'Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) - Bruno Vespa - copertina

Perché l'Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus)

Bruno Vespa

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2020
In commercio dal: 28 ottobre 2020
Pagine: 432 p., Rilegato
  • EAN: 9788804732303

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Perché l'Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla d...

Bruno Vespa

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Gaia la libraia

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Questo libro racconta la storia di due dittature, quella di Benito Mussolini e quella del signor Covid (come lo chiama l'autore). Si apre con una passeggiata a piazza Venezia: stracolma per i grandi proclami del Duce negli anni del consenso (1925-1936), deserta durante il drammatico lockdown della primavera 2020. Entrambe le dittature hanno soppresso o limitato la libertà degli italiani (il Covid-19, a 2 miliardi di persone), ma se allora Mussolini ebbe un'enorme popolarità interna e internazionale, l'Italia ha resistito al virus con un odio sordo, sconfiggendolo con la disciplina in primavera e rivitalizzandolo con la confusione in autunno. Nella parte sul fascismo, Bruno Vespa mostra come, superato il trauma dell'opinione pubblica per il delitto Matteotti, Mussolini abbia conquistato il consenso mondiale per aver annientato il socialismo filosovietico in Occidente, ma anche perché i treni arrivavano in orario e per la bonifica pontina, che ispirò alcune iniziative del presidente americano Roosevelt. Gli italiani apprezzarono le grandi opere urbanistiche, la messa in sicurezza dell'economia dopo la crisi del 1929 e, soprattutto, le iniziative sociali: settimana lavorativa di 40 ore, dopolavoro, sostegno alla maternità, colonie marine. La guerra d'Etiopia e la nascita dell'impero guadagnarono poi al Duce perfino il plauso degli antifascisti. Ma il Vespa storico racconta anche la vita privata di Mussolini, dalla condizione di separato in casa a villa Torlonia alle innumerevoli amanti frequentate anche durante la lunga relazione con Claretta Petacci. Nella parte sul Covid ritroviamo il grande cronista, che ha voluto osservare con i propri occhi lo strazio di Codogno, Nembro, Alzano, le terapie intensive e il cimitero di Bergamo, parlando con sindaci, medici, sacerdoti, cittadini che hanno visto sconvolta la loro vita. Vespa mette a confronto le opinioni di eminenti scienziati, ironizza sui virologi da talkshow e prova a distinguere tra allarme e allarmismo, che nell'autunno 2020 ha davvero rischiato di mettere in ginocchio il paese. Negli ultimi capitoli, incontra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e tutti i leader politici, testandone la capacità di utilizzare l'enorme quantità di denaro messo a disposizione dall'Europa per rilanciare un'Italia che non cresce da vent'anni. Conte illustra a Vespa i timori per la ripresa dell'epidemia, la speranza di un vaccino ormai prossimo, i suoi rapporti con il potere e la strategia per rilanciare il paese. Segue un'analisi dei mutati rapporti di forza tra un Pd rinvigorito dalle elezioni regionali e amministrative d'autunno e un M5S che rischia di perdere Casaleggio e Di Battista. L'imprevedibile movimentismo di Renzi e la corsa di Calenda a sindaco di Roma. La svolta europeista di Salvini, la crescita costante di Giorgia Meloni e la fermezza di Berlusconi, uscito dal Covid, nel rivendicare il ruolo determinante di Forza Italia, seppure elettoralmente ridimensionata.
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    Carla

    06/04/2021 06:36:40

    Ottimi spunti che purtroppo molto spesso vengono trascurati. Da leggere!

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    Raffaele Fevola

    29/03/2021 17:11:12

    Il tempo passa per tutti. Questo assioma vale anche per l’ottimo Vespa, che, nella foga di dare alle stampe la sua cadenzata fatica annuale, questa volta pasticcia un bel po'. In prima istanza perché troppo forzato il collegamento tra ventennio fascista e pandemia: il legame, giocando sul termine ‘dittatura’ (del Virus/del Duce) è assolutamente fuori luogo e inconsistente… strutturale ed adeguato soltanto a far sì che il buon giornalista abbia potuto inglobare i due argomenti in un'unica uscita, forse troppo preoccupato di inflazionare ulteriormente la sua pur già inflazionata bibliografia in tempi così stretti. In seconda istanza perché il contenuto stesso, pur se vogliamo ipotizzarlo singolarmente, risulta essere piuttosto debole, scollegato ed unilaterale, e non all’altezza del giornalista che ho sempre apprezzato: la parte che dovrebbe analizzare i motivi per i quali gli italiani amarono Mussolini è assolutamente dispersiva e disallineata, pur se di piacevole lettura, saltando senza cognizione di causa (ed effetto!) dai caratteri dei più grandi gerarchi fascisti della prima ora alle donne del Duce, fino alla campagna in Etiopia e senza una struttura di fondo che leghi i vari argomenti e le dinamiche succedutesi. La porzione che riguarda il Covid è, se possibile, ancora più pasticciata, risultando in una cronistoria – pur se in alcuni passaggi molto toccante, a dire il vero – sterile, confusa e confusionaria, senza alcuna profondità e ‘verticalità’, con l’aggiunta, nelle ultime pagine, di brevi analisi delle posizioni dei leader di riferimento del momento, con relative brevi interviste, a partire da Conte per arrivare a Salvini, Renzi, Zingaretti e gli altri, il tutto in maniera piuttosto frettolosa ed approssimativa come sopra. In definitiva, e senza addentrarmi in riflessioni di coerenza storico/storiografiche che non sono assolutamente di pertinenza di questo tipo di testo, un libro piuttosto debole, lontano dalle migliori pubblicazioni del giornalista.

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    GIUSEPPE

    07/03/2021 10:02:05

    Questo libro non è la giustificazione a Mussolini e al fascismo, ma una riflessione del passato e del nostro pensiero, da una parte e l’Italia del COVID dall’altra, con tutte le propagande politiche in un momento di grande difficoltà. Chiara dimostrazione che tanti politici, buoni solo a criticare, dovrebbero andare a casa.

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    Mastro

    03/03/2021 07:57:33

    Le valutazioni più basse sono di gente che palesemente non ha letto il libro (infatti sono di un generico e di un banale sconcertante) e che è venuta qui solo per abbassare la valutazione media del libro (che in realtà è davvero MOLTO INTERESSANTE e BEN SCRITTO)... Ma non avete di meglio da fare? Vista la vostra idiozia probabilmente no...

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    Aloiso l'inviso

    13/02/2021 00:08:56

    Libro scorrevole e di piacevole lettura. Vespa scrive bene ed è un osservatore acuto ma non è uno storico e questo si riflette nel libro. Testo sicuramente interessante per l'analisi sociologica ma affronta in maniera superficiale diversi aspetti storici che in alcuni casi risultano fuorvianti.

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    lori

    09/02/2021 13:36:48

    Libro interessante, secondo di tre volumi. È chiaro che chi ha valutato negativamente o dimostra di essere fazioso o addirittura non lo ha letto realmente. Vedi chi propone scurati come alternativa: lui di errori storici e di giudizi personali mica li ha fatti... Consiglio la lettura.

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    Giorgio Amalfi

    22/01/2021 05:41:53

    L'n-esimo libro scritto dal Vespa di una pochezza disarmante, puntualmente pubblicato per il periodo natalizio, infarcito di falsi storici, e a uso e consumo di un pubblico mediamente ignorante. In più la correlazione tra la pandemia e una dittatura come il fascismo non ha alcun senso storico ed è motivata solamente da logiche di mercato.

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    valy

    19/01/2021 21:37:30

    Fa molto pensare che vengano stampati libri come questo, che fingono di raccontare una storia che praticamente l'autore inventa senza prendere in considerazione le fonti e le realtà storiche. E che accanto a questo sempre con il patrocinio della rai vengano stampati libri meravigliosi come quelli di Angela. Semplicemente non passate per storici libri che non lo sono. Date crédito a chi è 1 giornalista / scrittore serio.

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    sebi

    19/01/2021 08:29:03

    Saggio scritto in modo semplice e facilmente accessibile a tutti. Le notizie vengono presentate con assoluta terzietà, adducendo prove e accurati riferimenti bibliografici. Interessante il capitolo sulle donne del Duce e in particolar modo quello sui vari gerarchi. La seconda parte, relativa al covid, abbastanza interessante. Non lasciatevi ingannare dalle recensioni negative, evidentemente dietro quell'una stella c'è rabbia o un secondo fine oppure non si è totalmente letto il libro e si vuole solo denigrare l'autore.

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    Francone

    09/01/2021 14:19:47

    Da semplice insegnante di Storia, mi permetto di dire che quanto sostiene il sig. Vespa è l'ennesima variazione dell'ignobile "Mussolini fece anche cose giuste", posizione storicamente insostenibile. Fa rabbia vedere la storia italiana ancora violentata da simili offensive e pericolose sciocchezze. Se Vespa non crede agli storici di professione, non scriva di Storia o almeno creda al presidente Mattarella che in passato si è espresso chiaramente sul giudizio storico da dare al fascismo. Un libro simile è un insulto alla correttezza intellettuale e una violenza infame alla memoria di chi ha patito quel periodo. E, ovviamente, il parallelo con il covid è di una sciocchezza disarmante.

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    roberto

    05/01/2021 17:23:13

    Ma veramente qualcuno pensa di ricavare informazioni storiche ed analisi critica da un giornalista modesto(e non uno storico)come Vespa, semplicemente affascinato dalla figura del Duce, sul rapporto Mussolini-Italia?

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    ILSanto

    28/12/2020 10:21:52

    Un buon libro, peccato che Bruno Vespa non dice che il 95% delle cose buone che ha fatto Benito Mussolini, sono tutte idee del grande Italo Balbo. Italo Balbo filo-americano, contro le leggi razziali e che odiava sia Stalin che Hitler. Italo Balbo ha suggerito e imposto al Duce di mettere la mutua., di risanare i terreni paludosi. Altra idea di Italo Balbo poi messa in atto da Mussolini, era di fare passare ogni 2 mesi una squadra di Balilla nelle scuole elementari e superiori, per portarli a fare una visita medica e una visita dal dentista, e se i denti erano guasti venivano curati gratis grazie alla mutua. Il fascismo di Italo Balbo era quello di aiutare tutti (in particolare la povera gente), mentre Mussolini guardava verso la nobiltà. Italo Balbo non voleva entrare in guerra e ha pensato con Gabriele D'Annunzio di assassinare Benito Mussolini. Il libro doveva essere intitolato "L'Italia di Italo Balbo"

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    pier

    25/12/2020 16:14:48

    In perfetto stile vacanze di Natale di Carlo Vanzina

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    allievo1

    23/12/2020 16:04:09

    Bruno Vespa dovrebbe dedicarsi ad altro, libro con tante inesattezze. Il suo punto di vista fa però capire come le fazioni interpretino le cose sempre a modo loro

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    Franza

    21/12/2020 12:49:59

    Un libro comico. Semplicemente comico nella sua pochezza.

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    Non leggetelo

    20/12/2020 10:04:34

    Non fate l'errore di acquistare e leggere questo immondo libro. Se volete leggere qualcosa su Mussolini, optate per Scurati: un altro pianeta.

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    MicheleS

    19/12/2020 16:28:51

    Un testo pieno di inesattezze storiche oltre che impresentabile nel merito e nel metodo.

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    Peter

    15/12/2020 21:44:36

    Una fedele ricostruzione storica e un'ottima analisi della situazione attuale

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    Francesco

    12/12/2020 08:58:02

    Un consiglio: non compratelo. Risparmiate 20 euro e compratevi qualche altro bel libro, magari di storia, storia vera, scritta da chi la sa raccontare e ha voglia di impegnarsi nella ricerca. Probabilmente Vespa ha speso più tempo a parlare in televisione di questo libro che a scriverlo. I libri di storia sono altri, non abbiamo bisogno di questa roba. Se avete proprio voglia di leggervi qualcosa su Mussolini compratevi Scurati. Altro livello. Altro scrivere.

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    matteo

    08/12/2020 08:16:21

    Per quanto riguarda la storia lasciamo che siano gli storiografi a proporcela e non dei personaggi come Vespa; teniamo a mente la differenza tra ricerca scientifica e ricerca commerciale.

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  • Bruno Vespa Cover

    Bruno Vespa ha cominciato a sedici anni il mestiere di giornalista e a diciotto le collaborazioni con la Rai. Laureatosi in giurisprudenza, nel 1968 si è classificato al primo posto in un concorso nazionale per radiotelecronisti ed è stato assegnato al telegiornale. Dal 1990 al 1993 ha diretto il Tg1. Dal 1996 la sua trasmissione «Porta a porta» è il programma di politica, attualità e costume più seguito. Tra i premi più prestigiosi, ha vinto il Bancarella (2004), per due volte il SaintVincent per la televisione (1979 e 2000) e nel 2011 quello alla carriera; nello stesso anno ha vinto l'Estense per il giornalismo. Per Mondadori ha pubblicato: Telecamera con vista (1993), Il cambio (1994), Il duello (1995), La svolta (1996), La sfida... Approfondisci
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