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Perché mangiamo troppo (e come fare per smetterla)

David A. Kessler

Traduttore: S. Cherchi
Editore: Garzanti Libri
Collana: Saggi
Anno edizione: 2010
Pagine: 375 p., Brossura
  • EAN: 9788811601104
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Molti di noi sanno che resistere alla tentazione di certi piatti a tavola è quasi impossibile: sono troppo appetitosi. Ma perché poi non smettiamo di mangiare, anche quando dovremmo sentirci sazi? Perché, mentre diciamo «no», continuiamo a sgranocchiare, a spizzicare, fino a ingozzarci? Il dottor David Kessler, pediatra americano famoso per aver condotto una dura battaglia contro le multinazionali del tabacco che alteravano le sigarette con addittivi, in questo libro ci spiega perché non riusciamo a resistere a certi cibi, in particolare a quelli ricchi di grassi, zucchero e sale. Per farlo, utilizza le più recenti ricerche scientifiche, soprattutto una serie di esperimenti sul funzionamento del nostro cervello.
L’autore, che quando fu ai vertici della Food and Drug Administration statunitense riuscì a far cambiare le etichette di molti prodotti alimentari rendendole più trasparenti per i consumatori, in queste pagine si sofferma sui fattori che impediscono alle persone di smettere di mangiare troppo. Ad esempio, è stato scoperto che alcune sostanze alimentari innescano in noi una sorta di circolo vizioso: mangiare certi cibi ci stimola a continuare a mangiarne, e a mangiarne ancora, e poi ancora. È un meccanismo che le aziende alimentari e le catene di fast food conoscono benissimo: infatti lo usano per progettare prodotti «appetibili», che creano vera e proprio dipendenza. È lo stesso meccanismo che porta molti di noi a ingrassare, o addirittura all’obesità: una drammatica emergenza sociale e sanitaria non più solo statunitense, ma ormai diffusa anche in Italia dove, apprendiamo dal libro, un milione di bambini ha problemi di sovrappeso. Ma come fare a resistere davanti a un «cibo tentatore» e ad abbandonare le vecchie abitudini? Per ottenere questo risultato ci vorranno, secondo Kessler, alcune pratiche ripetute nel tempo e un cambiamento nel comportamento individuale. I passaggi evidenziati dal libro per smettere di mangiare troppo sono quattro: la «consapevolezza del fatto che c’è da fare una scelta»; l’«adozione di comportamenti antagonisti»; la «formulazione di pensieri che possano contrastare quelli vecchi e zittirli» e infine «il sostegno» delle persone vicine per non ricadere nel problema dell’«iperfagia condizionata».
Perché mangiamo troppo è un’analisi seria e approfondita del modo in cui mangiamo capace di spiegarci perché rischiamo addirittura di diventare ostaggio del cibo, attraverso una serie di informazioni utili, che possono aiutare a trovare una soluzione. Non a caso questo libro di Kessler, che ha fatto un record di vendite negli Stati Uniti, è diventato per la first lady Michelle Obama il punto di partenza per la sua battaglia contro la cattiva nutrizione, e una sorta di Bibbia nella lotta all’obesità infantile e nella sua campagna per la corretta alimentazione.

Recensioni dei clienti

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    llwellin

    07/09/2010 15.17.58

    Se esistesse darei un 4 e mezzo perchè è sì un ottimo libro ma sarebbe perfettibile. Come? evitando le ripetizioni (certi concetti sono ripetuti fino alla nausea) e strutturandolo in maniera più uniforme. Non si capisce, infatti, quale sia il destinatario di questa lettura: leggendo alcuni capitoli il libro sembrerebbe destinato a lettori con qualche base scientifica mentre in altri capitoli il tono è più paternalistico e c'è la ricerca della semplicità estrema. Queste, da lettore pignolissimo, le pecche ma si tratta di un'opera che ha anche dei pregi. Il contenuto è destinato a far riflettere ed è senz'altro una lettura consigliabile a molti sebbene vi è il rischio che i capitoli più lenti e complessi inducano qualcuno ad abbandonare la lettura. Va infine ricordato che il quadro da Kessler è quello della società americana ma la nostra sembra destinata ad assomigliarle sempre di più, per lo meno dal punto di vista alimentare. Peccato non ci sia un cenno all'impennata dei cibi processati nei supermercati che stanno man mano sostituendo gli ingredienti "base" (in certi supermercati è più facile trovare bistecche impanate che bistecche normali) ma, forse, in America sono ormai rassegnati...

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