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Nazzareno Zambotti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Pagine: 217 p.
  • EAN: 9788806163198

Recensioni dei clienti

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    Nick Belane

    27/01/2011 07.59.01

    Un libro crudo e diretto, scritto in maniera molto scorrevole. Davvero bello.

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    anticonemico

    18/03/2009 17.40.42

    La forza di questa storia e' tutta nella semplicita', una semplicita' quasi disarmante e quasi imbarazzante nel suo dipanarsi. Zambotti al paro di Edward Bunker ci parla del suo inferno quotidiano giovanile, un calvario fatto di istituti punitivi ,soprusi, violenza e tanto altro ; un inferno in cui ci vengono mostrate oasi di dolcezza , solidarieta' pieta' umana e tanto altro. Il romanzo e' davvero commovente e ci si affeziona inevitabilmente al protagonista , al suo disperato bisogno d'amore e alla sua vita randagia, picaresca e tanto intensa.

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    ferra

    09/12/2008 17.53.08

    Il libro scorre velocemente di facile lettura il contenuto molto crudo, spiega con particolari il difficile percorso che alcune persone devono affrontare nella propria vita. FORZA NAZZARE'

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    Jacopo

    27/07/2006 21.24.21

    Bella storia, asciutta e dura come piace a me, magari però il titolo è fuorviante. Un buono spaccato sulla microcriminalità degli anni 70-80 comunque.

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    Angelo

    13/11/2005 13.28.02

    Anche se il racconto di per sè è senza dubbio affascinante, trovo la scelta del titolo altamente fuorviante, in quanto il sottoscritto, essendo interessato alla tematica dei serial killer, ha scelto questo libro proprio a causa del suo titolo, non conoscendo nulla sulla storia ivi raccontata, per poi scoprire che con omicidio seriale il racconto non ha proprio nulla a che vedere...o perlomeno, quanto narrato da Zambotti non dà in nessun modo un riscontro al titolo del libro. Summa sumarum, però, si tratta di una storia avvincente avente ad oggetto un destino ben reale e realistico dell'Italia del dopoguerra.

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    Franco

    24/01/2004 11.41.29

    Del tuo libro mi ha particolarmente colpito lo stile asciutto ed efficace usato per la narrazione.La tua una vicenda di vita, singolare e simile nella disgrazia a tante altre, probabilmente sintetizza tutto quello che c'è stato di maledetto e nello stesso tempo vitale nella vita dell'estrema periferia romana. Il tuo viaggio terreno, certo difficile, si è intersecato con altri "mille" ... non era certo facile condividere lo spazio con te, con quello che eri o che ti sforzavi di essere o apparire. In questo tuo tornare al mondo hai mai pensato come la tua esistenza veniva "assorbita" da chi si trovava a doverlo fare ? Forse scriverò anche io un libro sulla tua vicenda e su quel microcosmo umano, per ora ho solo un possibile titolo "l'altra metà del cielo". Come "catalizza" la realtà con due reaggenti diversi? Comunque bravo per la tua caparbietà, bravo per le sfide che non hai rifiutato e ben arrivato al mondo nuovo..... anche perchè quello che abbiamo in parte dovuto/potuto condividere non esiste più (meno male !! ).

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    lisa mastrobattista

    12/08/2003 22.36.50

    Una storia nuda e cruda sulle mille età della prigionia e su come essa nella vita di Neno si sia spesso mascherata da libertà...e viceversa. Lo stile colpisce con semplicità e immediatezza. Si ammira con stupore l'inconsapevole, profonda innocenza del protagonista che, apparentemente corrotta in giovane età, tenta in continuazione di affiorare e finalmente ci riesce.Con coraggio.

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    nora orlandi

    26/05/2003 15.06.44

    Ho sfogliato "Perchè non sono diventato un serial killer", con una certa diffidenza iniziale, ma già dalle prime pagine mi sono dovuta rimangiare tutto il mio scetticismo. Un libro che si legge tutto d'un fiato, scritto con una sconvolgente lucidità, e dovizia di particolari, senza mai appesantire. Zambotti ci fa entrare nella sua vita, lasciandoci condividere i suoi sentimenti: rabbia, paura, sdegno, affetto, ironia e soprattutto, la sua voglia di vivere. Una storia difficile, cresciuto in collegio, rifiutato dalla famiglia, vive per strada entrando ed escendo dal carcere. Per non parlere poi del suo rapporto con l'universo femminile...e proprio parlando delle donne, Zambotti scopre se stesso con sensualità, facendo cadere ogni maschera. I motivi per cui vi consiglio questo libro? perchè sembra di ascoltare le confidenze di un amico, perchè ritrae la Roma delle borgate come mai avevo letto, e perchè sarà tempo speso bene. Spero che qualcuno si accorga della sua storia per un film. Pasolini se ne sarebbe innamorato!

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    Luca

    26/05/2003 12.29.11

    Il libro è stato veramente facile da leggere sia per la sua semplice narrativa che per le sue avvincenti storie.Spero anch'io che ci facciano un film, di sicuro la storia vale e forse potrebbe essere un modo per restituire a nazzareno quello che il FATO CRUDELE gli a tolto. FORZA NAZZARE'

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    Attilio Colitti

    23/04/2003 05.39.06

    Ho letto in una notte questo racconto avvincente... Mi capita spesso di interrompere le letture e molte volte le abbandono per sempre.Il racconto di Zambotti invece, mi ha affascinato, con la sua narrativa semplice, intrisa di crudezza, poesia e a tratti di sensualità. Mi auguro ne facciano presto un film. Credo che nelle sapienti mani di un buon regista ed un bravo sceneggatore, trainspotting gli farebbe "un baffo". Lo regalerò e convincerò amici a leggerlo, anche augurandomi che,un'"anima persa" come Zambotti, possa finalmente ricevere il suo riscatto dalla vita. Compratelo, anche perchè costa quanto tre pacchetti di sigarette o un paio di cocktail e non provoca danni, ma fa bene alla mente e aiuta a riflettere. Mi riservo di dare il quinto pallino e di conseguenza un voto di 5/5 alla prossima opera di Zambotti.

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