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Persecuzione. Il fuoco amico dei ricordi

Alessandro Piperno

Illustratore: W. Dell'Edera
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 417 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788804615354
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Roberto

    25/11/2016 19:01:05

    E’, questo, il primo libro di Piperno che ho letto e non so se avrò la voglia di leggerne altri. Premetto che non mi è del tutto dispiaciuta la scrittura di Piperno, sebbene mi sia apparsa, spesso, noiosamente insistente nella sua prolissità. E’ un libro dei perché ai quali, quasi mai, è data risposta. I personaggi sono irreali, la trama (che pure risulta scheletricamente tracciata) viene malamente affogata in un contesto scarsamente verosimile. Mi ha fatto pensare, più che ad un romanzo (del quale nulla ha), agli appunti di uno psicanalista tendenzialmente portato allo spreco di carta (oltre 400 pagine!). Dimenticavo: è stato uno dei pochi libri in grado di farmi innervosire.

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    Raffaele

    30/01/2015 18:51:47

    Romanzo bellissimo, personaggi, situazioni e stati d'animo descritti con grande maestria.(2011)

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    Lei fang

    04/03/2014 18:42:30

    E' la prima opera che leggo di Piperno,e a onor del vero la prima parte del libro non mi è piaciuta tanto, poichè era molto concentrata sulla figura della moglie Rachel, successivamente però mi ha interessato sempre di più. Trovo incredibili come senza le lettere di Camilla esplicitamente scritte (almeno non tutte) lo scrittore sia riuscito a tessere la trama su questi scambi. D'altro canto mi è sembrato irreale un isolamento così totale e persistente della famiglia, se posso capire la decisione della moglie (poichè moltissime volte si è evidenziata la sua educazione) ,quella dei figlio proprio non la capisco,troppo intrasigenti. Penso proprio di leggere il seguito di questo ottimo libro.

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    Marco Ferraro

    29/12/2013 10:11:12

    Avevo già messo da un pezzo Piperno fra gli autori da provare e dopo aver saltato "Con le peggiori intenzioni" sono caduto su questa "Persecuzione" perché l'intreccio della storia mi sembrava particolarmente calzante alla società odierna. Un medico, che per una serie incredibile di circostante e leggerezze, si trova a precipitare da un piedistallo di ammirazione e rispettabilità in un pozzo di disprezzo ed ignominia, isolandosi volontariamente da tutto e da tutti in primo luogo dai propri affetti. Certo la vicenda ha delle motivazioni inverosimili, come quando nei film anticipando le scene pensiamo "Non farà mica ? !", ma gli sviluppi successivi non sono poi tanto irreali. Al di là di ciò è il quadro della società che è convincente, in cui l'ipocrisia è il sentimento dominante, ma quello che viene fuori indirettamente è che questa è una parte della società ed esasperandone gli aspetti negativi non si fa altro che accentuare la frattura con il resto riproponendo la divisione del paese che dagli anni '80 si è palesata, non a caso infatti il professor Pontecorvo è un craxiano convinto.

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    Romolo Ricapito

    19/08/2013 19:49:47

    "Persecuzione" di Alessandro Piperno è un autentico capolavoro. L'ho letto a un anno e mezzo di distanza dal suo seguito letterario , quell' "Inseparabili", che fu premiato con lo Strega nel 2012. Quanto il secondo è superfluo, ridondante, forzato, tanto il primo risulta straordinario nel focalizzare l'attenzione su di un medico che vive una vita a metà, incentrata sulla professione, ma avulsa dalla realtà per quanto riguarda gli affetti. Egli è infatti un ignorante dei sentimenti, laddove imposta un rapporto sbagliatissimo con la moglie, donna dal carattere deciso e intollerante. La famiglia di ebrei romani è ricorrente in Piperno. Qui l'essere ebrei si esplicita nella moglie, Rachel, in un atipico rapporto con la realtà che la rende severa e teatrale nell'intenzione di dare forma e contenuto alle sue origini. Il marito, incapace di atti pratici come il pagamento delle bollette e di gestire il denaro, compito che delega alla moglie,onnipresente , è un ebreo atipico. Ma il romanzo non si incentra sull'ebraismo, piuttosto descrive variegate situazioni psicologiche che partono da una falsa accusa, messa in atto da una dodicenne figlia di parvenu della rozza medio borghesia . L'autodistruzione del medico Leo Pontecorvo avviene anche a causa della mancanza di dialogo, autorità e quant'altro esercitati con moglie e figli. Nel romanzo il secondo personaggio più interessante ( dopo quello del padre) è Herrera, un avvocato penalista compagno d'infanzia del protagonista, che ricorda nell'aspetto e nella sua vis polemica l'on.Renato Brunetta. La narrazione è avvincente, accurata e straordinariamente accattivante per leggibilità e penetrazione degli eventi. Abbondano i riferimenti agli anni Ottanta, da Bettino Craxi (episodio di Sigonella ) sino a Last Christmas, la canzone che la Lolita dodicenne suona di continuo nel suo juke box.

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    Cristiana

    11/07/2013 22:37:13

    Un po' farraginoso e spiegabile solo con una profonda misoginia dell'autore(perchè Camilla agisce così? per non parlare della moglie, medico casalinga senza rancori nè furori ma con una solida incrollabile, inflessibile, stupida legge morale come a me risulta abbiano solo alcuni maschi...); tuttavia è un libro avvincente e ben scritto: forse possiamo perdonare Piperno anche se probabilmente non sa quanto bisogno abbia del perdono dell'altra metà del cielo!

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    Cristiana

    11/07/2013 22:35:55

    Un po' farraginoso e spiegabile solo con una profonda misoginia dell'autore(perchè Camilla agisce così? per non parlare della moglie, medico casalinga senza rancori nè furori ma con una solida incrollabile, inflessibile, stupida legge morale come a me risulta abbiano solo alcuni maschi...); tuttavia è un libro avvincente e ben scritto: forse possiamo perdonare Piperno anche se probabilmente non sa quanto bisogno abbia del perdono dell'altra metà del cielo!

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    Marta

    09/06/2013 19:36:28

    Mi è piaciuto tutto : lo stile , innanzi tutto , la capacità di "sviscerare " tutti i personaggi , anche quelli che sembrano solo di contorno , la possibilità di entrare talmente nella storia da percepire tutta l angoscia del professore Pontecorvo e la rabbia di un qualcosa non risolto .....spero nel prossimo libro !

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    Paola

    10/03/2013 12:06:01

    Sicuramente meglio da metà in poi anche se sempre lento,ridondante e con lunghissimi flash-back. lettura un po' pesante ma che tiene con il fiato sospeso fino alla fine anzi anche oltre...dato che il "continua" dell'ultima pagina apre l'immaginazione a innumerevoli futuri scenari.

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    francesco

    03/09/2012 18:57:32

    Penso che Piperno sia una delle voci più interessanti nel panorama della letteratura italiana. Usa lingua come un pennello, dipingendo quadri di singolare bellezza.

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    patroclo

    10/06/2012 12:03:48

    ah boh. no, non chiedetemi perché Piperno polarizza cosí tanto - o si ama o si odia/ ci schieriamo come Guelfi e Ghibellini. a me pare sopratutto un ottimo scrittore, forse il migliore che abbiamo in Italia in questo momento. é uno scrittore che a 50 pagine dalla fine ha il coraggio di continuare ad abbozzare personaggi e ad aggiungere episodi e ti chiedi "e ora? quindi quando arriva il finale e lo scioglimento?" - e quando questo arriva, avresti voglia di averne ancora (non per niente é il primo capitolo di un dittico). la storia é Roth, ma é anche italiana fino al midollo, una storia di caduta senza redenzione che é anche Monicelli, é anche Alberto Sordi, é anche Detenuto in attesa di Giudizio, é Tangentopoli, é giornalismo di alto livello e commedia all'italiana di quella vera. Piperno é bravo e basta, e se manca una stelletta é perché forse il meccanismo ci mette un pochino troppo a innescare la scintilla nel lettore. e ora vado a cercare Camilla, che meriterebbe una bella lezione...

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    Carlo Romano

    24/04/2012 12:45:28

    3 libri di 3 diversi scrittori italiani ( Vitale,Mazzantini e Piperno)sono più che sufficienti per dire...basta! e bastaaa! Non si può sprecare tempo e denaro per leggere libri che non hanno nemmeno la parvenza di romanzo! Eppure per Piperno si sono sprecati i giudizi tipo "romanzo bellissimo". Qualcuno ha avuto la sfrontatezza di paragonarlo al grandissimo "Roth": vergogna! Ripensate un pò alla fantascientifica, irreale,assurda trama del libro ( non oso chiamarlo romanzo, i romanzi sono altri!). Se volete leggere un libro noioso e prolisso, ormai è certo, rivolgetevi agli scrittori italiani, sono degli esperti. Sì l'unica nota positiva è la scrittura di Piperno, davvero bella, anche se non rispecchia la quotidianetà . Il suo modo di scrivere veramente piacevole mi ha fatto arrivare fino alla fine. Allora chiedo all'autore,così talentuoso,perchè questo libro?

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    Gaecanelli

    08/04/2012 18:51:44

    Il piacere di leggere un libro scritto in Italiano e non tradotto dall'Americano. Evidenti gli echi di Roth, Leo è uno Svedesone della media borghesia romana degli anni ottanta, e la bimba che gli distrugge la vita è la figuretta spaculare di Merry. Non c'è redenzione, come in Roth e, in maniera diversa, in McCarthy. Resta il fatto che raramente ci si trova a leggere un'opera così ben costruita, strutturata e raccontata da un nostro connazionale (che non si chiami Calvino o Pirandello o Bufalino). Assolutamente da leggere e rileggere. Domani inizio "Inseparabili".Nulla è devastante quanto il fuoco amico dei ricordi (ovviamente di Proustiana memoria).

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    gabril

    02/04/2012 16:43:15

    "Con gli occhi prossimi a spegnersi K. fece in tempo a vedere i signori che, vicino al suo viso, guancia contro guancia, osservavano l'esito. 'Come un cane!'disse e gli parve che la vergogna gli dovesse sopravvivere." E' il celebre explicit del "Processo" di Kafka. Ed ecco l'incipit di "Persecuzione": "Era il 13 luglio 1986 quando un imbarazzante desiderio di non essere mai venuto al mondo s'impossessò di Leo Pontecorvo". Man mano che procede la lettura delle vicende che a poco a poco, fatalmente, si chiuderanno come un nodo scorsoio intorno al collo dell'affascinante, benestante, celebre oncologo Leo Pontecorvo -distruggendolo- ci rendiamo conto che l'imbarazzo iniziale è destinato a mutarsi in profonda, cupa, inesorabile vergogna. Piperno è scrittore scaltrito dalla consuetudine con i grandi classici europei: studioso di Proust e della letteratura francese, amante e cultore di Kafka. Al centro delle sue opere un ebraismo di cui ha esperienza e di cui narra, che lo avvicina a P.Roth. E mi pare che basti a delineare l'orizzonte di una scrittura e di una costruzione narrativa impeccabili. "Persecuzione" è un racconto impegnativo, non vi è dubbio. La parabola discendente del dottor Pontecorvo è descritta con dovizia di particolari; vi si aprono parentesi che sono gorghi entro i quali occorre lasciarsi avviluppare: episodi dell'infanzia; differenze di pensiero e di consuetudini tra le famiglie di Leo e della moglie Rachel (entrambe ebree ma di estrazione sociale differente); il rapporto reciprocamente avvinghiante e morboso tra i due figli e infine, al culmine della storia, l'incontro con la piccola dark lady, la dodicenne Camilla, a cui è affidato il potere più distruttivo, la miccia che, accesa, innescherà una serie di reazioni a catena che inesorabilmente porteranno alla fine di tutto. A Leo in quello scantinato. "Come un cane".... L'eredità di questa fine immonda (più volte lo scarafaggio viene nominato) è lasciata al secondo libro.

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    angela

    24/03/2012 21:14:41

    Finalmente un bel romanzo, un romanzo che ti riconcilia col piacere della lettura. Dopo tanti autori moderni e relativi romanzi piuttosto insignificanti ecco qualcosa che vale la pena di leggere. Il profilo di Leo Pontecorvo e la persecuzione di cui è vittima difficilmente si dimenticano. Romanzo denso di cose e significati. Da leggere sicuramente.

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    Barbara

    21/02/2012 19:49:59

    Un romanzo perfetto! Leo Pontecorvo si aggiunge alla mia parsonalissima lista di martiri...e mi mancherà moltissimo. Da leggere avidamente!

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    Giorgia Di Porto

    09/01/2012 05:46:55

    una piacevolissima lettura!

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    Giuliana

    02/01/2012 18:41:41

    Finito di leggere ora e quindi le emozioni sono fresche. L'ho letto con estrema attenzione ,mi sono gustata tutte le parti riguardanti i ricordi ,ogni volta l'ho posato con un atto di volontà ,poiché avrei continuato la lettura dimenticando tutto il resto e sapendo che più in fretta l'avessi letto prima sarebbe finito .0ra mi rimane una nostalgia infinita del professore Pontecorvo e di tutti i personaggi del libro ,mi rimane una pena nel cuore per questa storia così triste ,forse surreale ma anche molto vicina penso,a certe situazioni che nella vita purtroppo possono capitare .Se un libro riesce a suscitare emozioni così forti ,io lo chiamo UN GRANDE LIBRO Giuliana

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    luigia

    17/11/2011 08:52:57

    Una buona scrittura (ce ne sono poche in circolazione).Storia dolorosamente toccante.Aspetto il seguito.

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    Andrea

    29/08/2011 11:06:17

    Una premessa doverosa: non è un libro per tutti, e non si tratta nemmeno del classico giallo accattivante, un page-turner all'americana per intenderci. Lo stile di Piperno è complesso, il linguaggio forbito, i riferimenti culturali non evidenti. Talvolta si deve persino ricorrere al dizionario. Però è un romanzo splendido. La vicenda personale di Leo Pontecorvo - un uomo fondamentalmente buono, che perderà tutto quanto gli è caro a causa della sua "indolenza" - e dei famigliari è coinvolgente nella sua drammaticità. Man mano che la lettura avanza, aumenta la rabbia per le circostanze che condurranno a un finale purtroppo chiaro fin dall'inizio. Magistrale, come nel primo libro, la caratterizzazione dei personaggi. A mio parere il miglior autore italiano degli ultimi cinque anni. Attendo con impazienza il seguito!

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