Il pianeta di Mr. Sammler

Saul Bellow

Traduttore: L. Ciotti Miller
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 311 p., Brossura
  • EAN: 9788804589525
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    07/09/2017 05:01:26

    "Le eleganze della mente non cambiano il mondo". Chi si conforma, chi marcia a cadenza, gli uniformati, i proni, i silenti, quelli che fanno numero, quelli che montano una coscienza sociale come ponteggi su cui far passare le assi del mondo, quelli sono forse imbattibili. Assalire la loro fortezza, minare un millimetro dei loro costumi è impresa da geni, da eroi o da insani: "Qualunque pesce lotta, un uncino nella branchia e proprio quel pesce viene scaraventato nella parte sbagliata dell'universo". Il sentimento di chi vive una diversità interiore, culturale, è esattamente questo, se poi ci aggiungiamo un passato in un campo di concentramento, un essere scampato all'Orrore del secolo, i guasti e gli attriti sensibili raggiungono picchi inauditi. Questo è il mondo in cui si muove Mister Sammler, "un cancelliere della pazzia", in una New York di microbi mondani e affaristi ormai consegnati alla sorda stupidità dei loro credi: "Il neolitico in una società automatizzata". Allora sono due le cose: o una follia consapevole, una continua e sofferta girata di spalle a tutto, ma a che prezzo? Oppure adeguarsi, deporre la propria originalità e ripetere ciò che tutti sanno: "Del resto, il Mississippi sulle mappe è sempre nello stesso punto". Spirito e materia, rimozione e memoria, morte e idiozia, il sempre uguale a nidificare senza pause in confronto a chi sente autenticamente la vita, condannato in terre d'incomprensione. Sammler dirà di questa brutta umanità: "Gente priva di sensualità interiore che nel cranio, al posto del cervello, ha uno stupido stampo per dolci". Una lenta e cruda morte dell'anima in definitiva, un'anima "che se ne stava lì infelicemente seduta, povera creatura in cima a sovrastrutture di spiegazioni e non sapeva da che parte girarsi, dove dirigersi". Tutti sanno, tutti indicano, guidano, ordinano, ma non fanno che "esaminare la realtà interiore con una mano guantata". Il nudo delle cose - Sammler lo sa - è ben altro seme. Enorme Bellow!

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    Giuseppe Russo

    05/06/2015 16:42:22

    Come «Herzog» è un'intensa riflessione intorno all'insufficienza del soggetto nei confronti dell'oltranza della vita, così «Mr. Sammler's Planet» si propone come una diagnosi dell'impossibilità per il soggetto di neutralizzare la costante imminenza della morte. Scampato per miracolo ad una strage nazista nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale, Artur Sammler si affida alle soluzioni messe a disposizione dagli USA del dopoguerra per costruirsi una solida identità di studioso. E vi riesce, ma la morte continua a bussare alla sua porta in molti modi e nelle forme più disparate. L'immensa solitudine della condizione patita durante la guerra cerca forme di compensazione attraverso l'affidarsi sincero alla presunta protezione della massa in una città caotica come New York, ma il tentativo è destinato allo scacco perché «dalla convergenza di tutti i cervelli e di tutti i movimenti, la convinzione trasmessa da quella folla sembrava essere che la realtà era una cosa terribile, e che la verità finale sul genere umano era soverchiante» (cap. 6). Non esiste un pianeta di Mr. Sammler: il suo destino è condividere con tutti gli altri le miserie quotidiane del pianeta che ci è toccato in sorte.

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