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Traduttore: R. Sarchielli
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 294 p., Brossura
  • EAN: 9788806176334
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Recensioni dei clienti

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    Gaia

    05/12/2015 22.31.43

    E' un libro duro, doloroso, ma il dolore è in qualche modo soffocato dal sarcasmo della voce narrante che lo nega, lo smorza, lo ridicolizza. Lo stile è molto piacevole, interessante, mai noioso, soprattutto nella prima parte, in cui è molto innovativo; le metafore sono fondamentali nell'economia dell'opera. Propenderei per un'interpretazione psicoanalitica piuttosto che sociale. Tuttavia, l'interiorità dei personaggi è assente, non è mai descritta, si evince dall'esteriorità, dall'agito, mai dal di dentro dei personaggi, tutti irrimediabilmente negativi e legati da un sottile filo rosso di perversione. Si può intravedere il loro lato umano, soprattutto in Erika, però alla lunga la loro negatività sovrasta e il messaggio che giunge è di totale pessimismo e disincanto. Non lo definirei erotico perchè manca il desiderio, Erika non prova alcun piacere e il signor Klemmer non la desidera, vuole solo dominarla. Il grande assente è proprio il piacere, la gioia per cui esiste un divieto inaggirabile.

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    debora

    26/03/2013 15.22.28

    nonostante lo stile poco scorrevole e la ricchezza di particolari ridondanti che lo rendono un po' pesante a me il libro e' piaciuto,e ho provato dispiacere per la figura di erika e sprezzo per la tirannica madre (man mano che leggevo mi veniva voglia di prenderla a calci e pugni) che l'ha rovinata.un libro che fa molto ma molto pensare.

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    Luciano Stolfi

    20/01/2010 21.14.45

    Un libro molto particolare e bello, questo della Jelinek. Tra i temi del libro, che si avrebbe voluto più approfondito, quello del rapporto della protagonista (la pianista del titolo) con l'anziana madre. E' un rapporto violento, crudele cannibalico: la pianista, nonostante l'età non proprio giovanile, sottostà continuamente ai capricci ed ai voleri della madre e questo rende il libro psicologicamente denso. Ma non solo il rapporto con la madre è crudele: tutti irapporti umani della pianista soffrono di questa crudeltà, compreso quello con un uomo col quale si incontra e con il quale ha una burrascosa relazione. Complessivamente il libro è ben riuscito (da ricordare anche il bel film tratto da esso).

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    ILENIA

    11/10/2008 23.51.56

    FORSE SI STA CERCANDO INVANO DI DARE UN PROFONDO SIGNIFICATO A QUESTO ROMANZO.. SARA' CHE IO SONO UNA SOSTENITRICE DEGLI ANIMI FORTI, MA PENSO CHE LA PROTAGONISTA SIA UNA DONNA SCONFITTA CHE NON HA LA CAPACITA' DI DARE UN SENSO ALLA SUA VITA.. SE IL MONDO FOSSE COSTITUITO DA QUESTE PERSONE CHE SENSO AVREBBE LA SUA ESISTENZA??

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    Franco

    13/01/2008 11.34.00

    Il pregio di questo libro è la particolarità dello stile e, nello stesso tempo, è il suo difetto. All'inizio si è colpiti da questa scrittura fitta di metafore, alla lunga è proprio tale scrittura ad appesantire la narrazione. Se non avessi già visto e piuttosto apprezzato per due volte il film di Haneke(una proprio prima di leggere il libro) forse, se non altro per curiosità, l'avrei letto completamente, invece a un certo punto ne ho avute piene le tasche e sono saltato al finale. Come storia è piuttosto interessante, così come la meccanica dei rapporti sociali ivi descritti. Si scivola sovente nella perversione, ma il libro è tutto fuorché erotico, si tratta infatti di una sessualità respingente, niente affatto attraente, un'altra forma della diversità della protagonista. Il libro è uscito nello stesso anno in Austria del "Soccombente" di Thomas Bernhard e in ambedue le storie compaiono figure di pianisti, ma in comune hanno poco altro. Lo stile dell'autore di "Perturbamento" è sì ripetitivo, ma mai noioso, sempre teso e nervoso, quello della vincitrice del premio Nobel è forse più ricco, ma sicuramente più pesante.

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    Felice

    12/11/2007 11.26.49

    Non capisco certi giudizi: romanzo noioso, pesante... Vedo tuttavia che le oscillazioni sono forti (si va da 5/5 a 1/5, con poche vie di mezzo). Segno di una forte polarizzazione nel popolo dei lettori, molti dei quali non riescono a digerire le durezze della scrittura e la pesantezza della realtà. Le storie ottimistiche e le mitografie, ma anche l'indecisione postmoderna, hanno certamente più appeal. Ma viva la pesantezza, se ci dà un romanzo così forte e vero, così sapiente nella costruzione e nelle voci.

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    stefano

    15/04/2007 14.49.11

    Libro noioso.Arrivato a 1/3 della lettura ho cominciato ad arrancare,l'autrice si dilunga troppo sulla descrizione delle situazioni dei vari personaggi che si vengono a creare.Il rapporto difficile tra madre possessiva e figlia,Erika quarantenne,succube.Erika però all'insaputa della madre ha una doppia vita, insegnante di musica integerrima durante il giorno e frequentatrice di sexy shop, locali ambigui e "guardona" di coppiette appartate nel parco, durante la notte.Erika instaura un rapporto morboso con un giovane e aitante allievo, Walter,con una lettera chiede di essere maltrattata ed essere violentata anche se nel suo intimo chiede di essere solo amata teneramente. Walter dopo vari tentennamenti obbedirà alla lettera dell'insegnante e .....

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    Annalisa

    04/02/2007 11.24.23

    Una storia abbastanza squallida e malata, mi sono ripromessa di non leggere più niente di Elfriede Jelinek... Se lo scopo era trasmettere delle sensazioni scabrose, ansia, rabbia e volgarità ci è riuscita perfettamente!

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    Cristiana

    18/11/2006 11.41.28

    All'uscita del film tratto da La pianista, me ne ero tenuta lontana, poichè mi sembrava il solito prodotto che attira il pubblico con una storia scabrosa a base di sesso. Invece dopo averlo visto e trovandolo veramente bello, mi sono decisa a leggere il romanzo, che, come sempre accade, supera la pur riuscitissima versione cinematografica. Del testo ho subito apprezzato l'originalità dello stile - solo i grandi scrittori sono capaci di inventare un proprio modo di esprimersi - e l'eccezionale capacità dell'autrice di scavare nell'animo umano, sezionato implacabilmente nella sua tragica debolezza. La protagonista, a cui è stata tolta ogni possibilità di desiderare e di amare, ci conduce nella sua crudele discesa all'inferno, mostrandoci il "lato nascosto" della passione e fronteggiando un "altro" maschile spiazzato e completamente incapace di dare un senso plausibile agli sconcertanti eventi. La straordinaria elaborazione formale e il tono spesso da parodia non scalfiscono la durezza del testo, perfettamente adatta a descrivere la violenza dei rapporti umani, soprattutto nelle loro varianti più ineludibili e devastanti, quelle tra uomo e donna e tra madre e figlia. Lo consiglio come uno dei romanzi migliori della nostra contemporaneità.

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    GAX

    23/10/2006 10.46.56

    Indubbiamente è u opera complessa, scritta con piglio e mestiere, ma la Pianista resta un romanzo rindondante, noioso, fastidioso e presuntuoso. Perchè questi scrittori smaniosi di sfoderare la propria cultura non pensano (quasi) mai che un libro deve trasmettere amore per la lettura e non odio o giustificato rifiuto? insomma, volete un bel romanzo di disagio femminile? leggete "Litio per Medea" della Braverman e rifatevi la bocca.

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    rainbow

    24/09/2006 15.04.30

    Grandissima prova della Jelinek, forse il suo lavoro migliore. E’ percorso, questo romanzo, da una sensualità morbosa, da un’angoscia mista a ironia che ne fanno un’opera di prim’ordine. Erika sembra di vederla, di toccarla, di capire come fa l’amore, cosa vuole dall’amore, e cosa non riesce a ottenerne. Un romanzo ‘nudo’ che Jelinek riesce a non vestire, e fa benissimo.

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    Amelia

    17/09/2006 19.51.14

    Non credo di poter commentare un libro così complesso. A me è piaciuto tantissimo leggerlo proprio nel senso di piacere della lettura della parola scritta, dei generi, della lingua. Il personaggio di Erika poi è indimenticabile e straziante. Un libro da leggere e basta secondo me.

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    paolo grugni

    29/08/2006 11.04.03

    E' un libro fastidioso, a tratti insopportabile per il senso di soffocamento, angoscia e finitudine che trasmette. Perché la Jelinek, al contrario della letteratura usa e getta, non fa nulla per compiacere il lettore, anzi lo istiga ad abbandonare. E la sua protagonista, essendo tutto e il contrario di tutto, mette a disagio. Sottomessa e ribelle, bigotta e sessualmente perversa. Lo stile narrativo si fonde con il personaggio della pianista, irritante, disperato e impietoso. Ma ancora più disperata e profonda è l'analisi critica della società, in moto verso un declino cui nessuno può fare più fronte.

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    stefano melani

    20/07/2006 08.40.27

    E' di una pesantezza unica! Ridondante di particolari che sotto sotto dicono poco e niente. Un vero mattone. Il film (che ho visto prima di leggere il romanzo) invece mi e' piaciuto. Se avessi letto prima il libro, il film lo avrei gettato nella spazzatura. Meno male che e' successo l'opposto

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    Argante72

    24/11/2005 12.20.42

    Assolutamente geniale. Avevo visto il film che mi era piaciuto moltissimo ma il libro...il Nobel è pienamente meritato. Certo, un libro forte, ma commovente, straziante e scritto in modo impeccabile. Leggetelo!

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    Andre

    19/10/2005 20.05.29

    Ragazzi, roba che scotta! Uno stile scorrevole come l'acqua, come al solito il genio riesce a raccontare con immensa delicatezza le cose più atroci. "La pianista" è insieme un pugno nello stomaco e un fiore delicato, ti accarezza e ti porta per mano attraverso le perversioni e i dolori di due donne sole e doboli, e di un ragazzo alla ricerca di affermazione e gratificazione del suo ego. Cos'è la dipendenza dagli altri? Cos'è la morbosità? Cos'è il ricatto? Cos'è la voglia di vivere, nonostante tutto? Non fa sconti questo romanzo, niente concessioni al sentimentalismo. Solo la verità, nuda, cruda e complessa, narrata con la magia di una composizione di Bach. Stupendo e delicato il discorso indiretto. Vi darà tantissimo.

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    sistemina

    12/10/2005 18.29.56

    non ho neanche finito di leggerlo! odio lasciare a metà un libro, ma con questo non ce l'ho proprio fatta! lento, pesante, monotono...l'insegnante mi pareva una "demente"...lo boccio!

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    Rossa

    27/09/2005 15.58.16

    Non male. ma perfortuna l'ho finito.....pesante e poco scorrevole, ma non posso dire che non mi è piaciuto.

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    Keye

    20/09/2005 18.38.41

    Un libro completamente isterico. La scrittrice non riesce a nascondere la rabbia (forse non voleva) e questo "tono" di frustrazione-sofferenza impedisce la lettura ad un lettore che vuole rimanere obiettivo e imparziale. Come se prendessi il caffé con una persona iper-ansiosa. E io davvero non avevo voglia.

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    Serena

    13/09/2005 09.20.54

    Ho le lacrime agli occhi. Questo libro è davvero stupendo...Che tristezza per Erika

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