Il pianto dell'aragosta

Marco Simonelli

Editore: Edizioni D'If
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 20 ottobre 2015
Pagine: 56 p., Brossura
  • EAN: 9788867300228
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    alida airaghi

    12/11/2016 20:23:19

    Le tre sezioni di cui si compone il libro sono comprese tra due poesie che suggerendo e paventando ipotetiche e minacciose persecuzioni o condanne (proprie e altrui, private e sociali), ne irridono sarcasticamente gli effetti, già da subito mettendo in campo le armi formali e di contenuto che caratterizzano il poetare dell’autore, intelligentemente allusive all’eredità dal suo più illustre concittadino, Aldo Palazzeschi: l’ironia e l’uso ribadito e spiazzante della rima. Il lettore è subito colpito dalla franchezza esibita con cui Simonelli si apre a tutto ciò che lo circonda, a qualsiasi cosa riveli un’anima pulsante: personaggi e paesaggi, animali e abitudini quotidiane, amori e delusioni. Raccontando un “noi” coinvolgente e solidale, anche nella critica e nello sbeffeggiamento, con una comprensione canzonatoria ma clemente di tutto quello che è “altro”. Così nella prima parte, un “Bestiario” descrive in otto componimenti l’affanno sofferente degli animali, torturati dall’indifferenza umana: chiocciole, roditori, gatti moribondi, coniglietti, cuccioli di cinghiali, e appunto l’aragosta. Il confronto tra il dolore innocente e la crudeltà impassibile non dà adito a giudizi recriminatori, ma viene semplicemente inquadrato visivamente in immagini esplicite, che hanno un impatto quasi cinematografico. La seconda e la terza sezione ci introducono in ambientazioni decisamente più umane, nei rapporti che si instaurano tra amici, nei paesi, in villeggiatura, nei condomini o nei bar. In esse, la gentilezza rimane comunque da salvare anche quando le relazioni sono improntate all’interesse, alla vanità, a un’inaspettata invidia, al tradimento. Lo stile scelto per raccontare episodi di vita ha un impianto narrativo e teatrale, ma addolcito da cantabilissimi endecasillabi, e attualizzato da espressioni idiomatiche. Una poesia, quella di Marco Simonelli, che non teme di essere dichiarativa, estroversa, antidogmatica e, perché no?, anche sentimentale.

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