Traduttore: G. Tavani
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2012
Formato: Tascabile
Pagine: 203 p., Brossura
  • EAN: 9788865591109
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Recensioni dei clienti

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    ALBINO LAURA

    03/12/2014 13:41:17

    E' una scrittrice sorprendente fuori dal comune e avvincente per il suo modo di narrare in una lingua particolare. Lei che di lingue di ogni nazione ne fa uso per la comunicazione di quella pura si è servita, quella vera e naturale che ogni bimbo sa parlare. Empatia, fantasia e gran cultura caratterizzano la sua scrittura perchè il linguaggio infantilizzato risulta essere contestualizzato. Il suo codice linguistico non è comunque semplicistico perchè nella sua sobrietà rivela tante verità. Ogni dire particolareggiato ne fa dello scritto un filmato grazie al suo modo di guardare che sa cogliere ogni particolare. Dura la storia raccontata e in episodi rappresentata di Colombetta si è servita quale metafora della vita; Povera Colombetta ti hanno rapita! e non bella è stata la tua vita atti di violenza e supremazia su di te hanno fatto razzia!!... Tanti colombi hai visto volteggiare ma solo tu non potevi volare in una gabbia di ferro rinchiusa ogni libertà ti era reclusa e così Colombetta emblema di semplicità si offre a noi in grande complessità: guerra civile e dittatura son per te vera tortura, ogni spazio ti è precluso perchè di te ne fan uso quei colombi invasori son dei grandi distruttori.... invasori di un ambiente troppo intimo, ma dipendente così un problema politico-sociale ha prodotto un racconto referenziale: attestare una verità nascondendo la propria identità una storia di donna tutta interiore di frustrazione e di dolore che trova il coraggio di liberazione proprio laddove cominciò la prigione da "Piazza del diamante" cominciò la tortura a "Piazza del diamante" si conclude una vita dura.

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    BARBARA

    24/03/2014 16:09:09

    E' un lunghissimo monologo con il quale Natalia racconta la sua storia, e quella della sua Barcellona del prima, durante e dopo rivoluzione civile e della presa di potere di Franco. Ma non fatevi ingannare dalla parola monologo, perché Natalia è una ragazza bellissima ma di bassa cultura, un po' oca e ingenuotta ed il fluire delle sue parole è il fiume in piena di chi vive e contemporaneamente descrive, con la velocità dell'entusiasmo della gioventù e degli avvenimenti. Viene invitata a ballare, un giorno, sulla Piazza del diamante del quartiere Gracia e balla, bacia e si innamora in un minuto, fino a sposarsi e mettere su casa con Quimet, spagnolo verace focoso ma anche aggressivo e intransigente che la comanda e la coccola, ma soprattutto la comanda e che la indurrà ad avere dei bambini e a vivere con 80 colombi tanto da non riuscire a togliersi il puzzo di dosso mai. E sembra che Natalia subisca, anche se sorridendo, l'entusiasmo del marito e del suo sidecar su cui porta in giro il figlio neonato ad altissima velocità, costringendola a stare in apnea fino al loro ritorno, e delle sue idee mirabolanti, e dei suoi ritorni a casa prima con idee rivoluzionarie, poi con bombe e fucili fino a non vederlo ritornare più. Tanto che dopo avere venduto tutto fino al materasso, e avere buttato il figlio maschio in un collegio per bambini orfani per non avere di che nutrirlo, abbandonata a se stessa e lasciata completamente sola a combattere la fame in quanto moglie di un miliziano che la guerra non è riuscita a vincerla, dovrà trovare il modo di salvarsi e continuare a vivere. Finalmente il ritratto di una donna vera e viva, che sta a tanto così dalla morte ma non si compatisce mai, sanguigna, passionale, un po' serva, un po' puttana e un po' santa, ma sempre piena di grazia

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    Ianì

    11/02/2013 11:42:42

    Letto in 40 ore, bello ed emozionante, consigliatissimo!

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    Cristiana

    14/04/2012 15:34:50

    Tenero, dolce, triste; racconta come meglio non si potrebbe la fatica e (..forse..) il privilegio di essere donna. Probabilmente non lo avrei apprezzato se fossi stata più giovane perchè non lo avrei capito. Può darsi che sia questo il motivo per cui ad alcune il romanzo non è piaciuto.

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    Pina

    07/12/2011 16:50:49

    Ho acquistato questo libro perchè è stato definito uno dei libri più belli della letteratura spagnola. E' stata una delusione, non lo rileggerei e non lo consiglio a nessuno. non è per niente avvincente.

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    Sara

    10/12/2009 22:06:59

    Ho appena saputo che è stato eletto libro dell'anno dagli ascoltatori di Radio Tre - Fahrenheit! Sono una voce fuori dal coro: io l'ho trovato molto noioso e non mi sento proprio di dare un voto alto...può darsi che sia stata io a non saperne cogliere la bellezza!!!

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    Linda

    17/10/2009 11:54:08

    Pur avendo apprezzato le qualità dell' autrice e alcuni passaggi del libro , non lo metto tra i miei preferiti: non ho trovato quell' intensità e quello spessore che mi aspettavo

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    M.T.

    12/10/2009 11:10:36

    Le prime pagine potrebbero far desistere dalla lettura del romanzo...ma andando avanti si dipana la storia di una donna, moglie e madre paziente e tenace, che nel mostrarci la sua esistenza riesce a muovere l'animo del lettore in modo indelebile. Mi ricorda molto il Cassola di "Taglio del bosco"...

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    jane

    24/06/2009 14:36:08

    Perfetto nell'equilibrio fra apparente semplicità della scrittura, piana e discorsiva e lampi poetici e metaforici. Un racconto fatto di gesti quotidiani ripetuti,di particolari minimi, di frasi dette da altri,come se Natàlia non potesse permettersi il lusso di pensare ai sentimenti, eppure i sentimenti permeano e sottendono tutta la narrazione. Colometa è ingenua e semplice; le feroci contrapposizioni della Barcellona anni 30 sembrano sfiorarla appena, non condivide e non discute la decisione del marito di unirsi ai repubblicani, la accètta come ha sempre accettato tutto da lui, dalla moto ai colombi. Eppure in certi momenti sa prendere iniziative, come ribellarsi ai colombi,trovarsi un lavoro e mandare in colonia il figlio. I capitoli 34-36, quelli dell'acido muriatico,sono forse il momento più alto e drammatico: la disperazione genera una lucida follia, ma il personaggio non è neanche qui melodrammatico o sopra le righe, proprio per l'equilibrio di toni. Anche a me per certi versi la protagonista ricorda la Ida della "Storia" della Morante, pur con tutte le diversità di ambientazione e scrittura. Davvero un gioiellino questo piccolo grande libro.

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    alberto

    01/06/2009 22:37:25

    in breve posso dire che questa storia è descritta in maniera tale da avvincere il lettore e inchiodarlo alle pagine. le vicende di natalia e dei personaggi presenti nel libro sono descritte in maniera molto delicata, quasi che l'autrice temesse di fare l'errore di descrivere i fatti riducendoli a banalità quotidiane. invece c'è tutto un mondo di sentimenti, i quali usano spietatamente i personaggi per emergere nella loro micidiale verità. è un romanzo quindi di sentimenti forti, di passioni mai banali ne retorici, troppo veri anche per essere i protagonisti di un libro. al centro di questa vicenda c'è una guerra, che come tutte le guerre distrugge vite, sogni e non fa sorgere nulla di nuovo. e lo dico con tristezza pur essendo convinto della giustezza di quel conflitto combattuto dalla parte dei repubblicani contro il fascismo franchista. ma la vita di natalia e di suo marito non poteva durare senza che accadesse una rottura traumatica e tragica che avrebbe messo alla prova una donna che io immagino di una passione e di una forza interiore tale da superare anche le durissime prove come il suo matrimonio e poi la guerra. un romanzo dunque sulla sofferenza della donna, provata dal matrimonio con un uomo generoso ma troppo maschilista e dalla guerra che sempre è generata dal troppo poco amore degli uomini verso chi poi ne paga le conseguenze: le donne e i bambini. e tutto questo mercè rodoreda lo dice con molta forza ma anche con molta delicatezza. un libro per uomini direi, e per donne che ancora vedono se stesse e gli uomini non come carne da sentimento facile, ma con la sensibilità e la consapevolezza di essere le depositarie del sapere dell'amore.

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    orimai

    22/03/2009 17:40:56

    Tutto comincia lievemente perché Natalia, protagonista e voce narrante, è una ragazza semplice e ingenua, che attraversa la vita con una purezza d’animo sconcertante. A poco a poco però si viene avviluppati non tanto dalla storia in sé, pure molto forte e triste, ma dalla capacità naturale che lei ha di descrivere tutto quello che le accade con un linguaggio unico: “ero come una casa quando vengono gli uomini del trasloco e mettono tutto sottosopra. Così ero io dentro:con gli armadi in anticamera e le sedie gambe all’aria e tazze per terra da avvolgere con la carta e metterle in una cassa con la paglia, e il divano e il letto disfatti e in piedi contro la parete e ogni cosa in disordine.” È come se una apparente mancanza di filtri tra i suoi sentimenti e la descrizione che ne fa, rendesse questi sentimenti ancora più chiari e forti: Natalia pensava di non saper usare le parole, “perché a casa sua, dopo la morte della madre, si viveva senza parole e le cose che portava dentro le facevano male perché non sapeva se erano sue”. In realtà tutto il romanzo è fondamentalmente bellissimo proprio perché questa semplicità del linguaggio è voluta, e le parole aleggiano leggere e magiche creando un’armonia musicale che ci avvolge completamente e, pagina dopo pagina, ci conquista. L’effetto finale è la sensazione di essere in collegamento diretto con l’anima e il cuore della protagonista. E di sentire i suoi battiti attraverso il nostro.

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    M.Gabriella

    11/03/2009 09:04:12

    Un piccolo gioiello della narrativa europea contemporanea. Struggente, drammatico e lirico, tenero e duro nello stesso tempo. Ti prende per mano e senza mai lasciarti andare ti accompagna nell'attraversamento di un periodo storico cupo e crudele, di vicende umane semplici e straordinarie, sempre e soltanto rimanendo dentro lo sguardo di Natàlia-Colombeta, l'incantevole protagonista e l'io narrante: è dalla sua prospettiva che vediamo uno scorcio di mondo, a partire da Piazza del Diamante, simbolo di un universo racchiuso nel cerchio di vita-morte-rinascita. Un capolavoro. Una intensa dichiarazione d'amore.

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    Maria Cristina

    06/03/2009 10:20:02

    Consigliato : è effettivamene un libro che apre la mente non solo dal punto di vista storico ma anche per rammetarci talvolta l'ingenuità e la difficile situazione della donna.La scrittura è semplice ma scorrevole e talvolta ci si aspetta un coup de theatre improvviso e tragico, ma poi la ragione sopraggiunge per sanare le difficoltà.

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    Roberto Magazzini

    22/02/2009 00:02:25

    Questo libro, scritto in prima persona, scritto come un lungo monologo, apparentemente semplice come scrittura, si rivela invece molto efficace e a suo modo complesso. Ma non vi spaventate: e un libro stupendo, una vera boccata d'ossigeno in questo mare di banalità e volgarità. A volte mi ha ricordato la Elsa Morante della "Storia", pur in una forma e sopratutto in un contesto completamente differente.

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    silvia

    21/02/2009 16:28:29

    Che strano, magico, magnifico libro! I primi capitoli li ho letti con perplessità: è difficile immaginare che un rivolo d’acqua possa diventare un Rio delle Amazzoni ma così è stato; un diamante grezzo che , man mano che procedeva la lettura, mostrava tutto lo spettro luminoso. Il linguaggio, apparentemente semplice, che mi causava un po’ di smarrimento è, in realtà, l’unico adatto per poter narrare una storia simile e compenetrarsi nella vita della protagonista che non puoi non amare. Secondo me da leggere “assolutamente” !

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    benedetta

    09/01/2009 22:48:28

    un ottima lettura. per non smarrire il piacere profondo del valore delle parole che parlano di dolore, di gioia, della vita. Un urlo di vita...Munch.....?

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    Silvia

    05/11/2008 21:20:29

    Sono d'accordo con Garcia Marquez: questo romanzo è un piccolo gioiello.

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