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Eva Weaver

Traduttore: M. Gozzi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2013
Pagine: 274 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804624493

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    monica

    07/10/2015 17.40.18

    Un buon romanzo, una storia originale per raccontare gli orrori perpetrati dal nazismo. Vale la pena leggerlo.

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    stefy75

    11/02/2015 15.27.48

    Una bella storia, scritta bene, inserita in un contesto storico che tutti abbiamo avuto modo di conoscere, ma vissuta con gli occhi di un bambino. Protagonista un piccolo burattinaio e i suoi personaggi che, insieme, diventano i protagonisti e gli spettatori di un mondo fatto di disperazione, dolore e sofferenza. Ma protagonista è anche un soldato tedesco che nella seconda parte del libro si trasforma da carnefice a vittima.   Una scrittura limpida, scorrevole, commovente. Una storia intensa, che arriva dritta al cuore. Emoziona e fa riflettere.

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    Betty

    19/09/2014 16.24.16

    Mi è piaciuto molto.Un libro fortemente coinvolgente, tenero, ricco di suspence.La descrizione del ghetto di Varsavia con tutti i suoi personaggi e la loro vita in quel posto orrendo,è cosi' realistica da destare infinite emozioni: rabbia, pietà, paura....Sicuramente da leggere

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    MANUELA CAPRI

    15/09/2013 09.52.59

    Indubbiamente un libro ben fatto. L'opera del male, compiutasi con l'Olocausto, si muove al passo di un piccolo teatro di burattini, alcuni dei quali si spostano da mani innocenti a mani colpevoli. Ma chi sono i colpevoli? "Maledetti, il mondo non sa quello che ci sta succedendo?" (pag. 138, parla il protagonista principale del romanzo). Senza dubbio al di là di quei ghetti, di quei campi di morte molti "potenti" sapevano, eppure non intervenivano. Si ripropone per l'ennesima volta il tema delle responsabilità storiche. "Ma stavamo solo eseguendo degli ordini! Eravamo dei semplici soldati della Wehrmacht ...." (pag. 181 parla un altro personaggio -tedesco- del romanzo). Quante volte, in quanti casi la storia dovrebbe essere riscritta? Resta la tenerezza di questi burattini che sanno parlare al cuore di chi, seppure tra mille atrocità, conserva nell'anima un briciolo di amore e di umanità.(Da togliere l'ultima pagina dedicata all'Epilogo).

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