Traduttore: L. Briasco
Editore: Fazi
Collana: Le strade
Anno edizione: 2013
Pagine: 247 p., Brossura
  • EAN: 9788864112596
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    Federico

    15/11/2015 17:43:58

    Per me una scoperta felice. Il racconto, crudo, disperato, forte è scritto benissimo e si legge in un fiato. La grande crisi del '29 produce fame e risoluzioni insensate dando il via libera a sentimenti ancestrali che tutto travolgono. Questo romanzo, come l'altro "La via del Tabacco" anima tragedie familiari ineluttabili. L'autore è considerato uno dei cinque migliori scrittori del '900 americano. Leggetelo.

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    rosanna robbiano

    12/12/2014 10:04:43

    Non so quante persone leggano oggi Caldwell, che, come Steinbeck, Remarque e tanti altri è stato parecchio dimenticato. In ogni caso, a chi non lo conosce, suggerisco di leggere questo libro. Si descrive la vicenda di uan famiglia di contadini della Georgia, nell'America povera e depressa dei primi anni '30; famiglia costituita da individui semplici e sensualmente primitivi, con una narrazione cruda e - per l'epoca - forte, con dialoghi a volte stralunati e surreali, quanto efficaci. Un grande romanzo, a cui in seguito abbinerei anche l'altrettanto convincente e traico "La via del tabacco".

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  Parlare di Erskine Caldwell e di questo libro significa, oggi, guardare in primo luogo alle scelte editoriali di Fazi che sta ripubblicando tanti capolavori della letteratura americana del secolo scorso, traducendoli nuovamente e dando loro una veste grafica bella e riconoscibile. È il caso di Caldwell, appunto, con questo titolo ma anche con Le vie del tabacco. Oppure di John E. Williams, con Stoner e Butcher's Crossing, grande successo editoriale fondato in buona parte sul passaparola. Il piccolo campo è l'ulteriore conferma di una strategia coraggiosa e intelligente. Uscito nel 1932, il romanzo non ebbe una buona accoglienza tanto che ne fu vietata la diffusione mentre l'autore fu addirittura arrestato per via delle scene di sesso troppo esplicite e immorali per l'epoca. A leggerlo oggi, quello che emerge con più forza è la miseria di una famiglia che lotta per uscire dalle maglie della depressione economica e che inutilmente si affanna per scavare tutta la terra di sua proprietà sperando di trovarvi una vena d'oro. Per definire i Walden non c'è altra parola che "poveracci": il vecchio Ty Ty, i figli, le nuore e tutti coloro che transitano nella loro sfera d'azione sono schiacciati dal bisogno e travolti dalle proprie passioni, che in molti casi li inducono a ignorare anche le più elementari convenzioni sociali. L'autore ne offre un ritratto disturbante, dove la classe rurale appare spogliata di ogni elemento positivo, a partire dalla solidarietà. Ognuno asseconda i propri istinti primordiali di sesso e di morte, e il fatto che portino a tradire apertamente la propria moglie o a uccidere il proprio fratello poco importa. La vera tragedia in cui Caldwell trascina il lettore, con un ritmo narrativo incalzante e un linguaggio impietoso, è il fatto che "Dio ci ha messo in un corpo da animali e ha cercato di farci comportare da esseri umani". Ed è più che comprensibile come un romanzo che questa bestialità la sbatte in faccia senza compromessi abbia scandalizzato a suo tempo il perbenismo americano.   Silvia Ceriani