Un piccolo gesto crudele

Elizabeth George

Editore: TEA
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 giugno 2015
Pagine: 715 p., Brossura
  • EAN: 9788850240111
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Quando il professor Azhar scopre che la figlia di nove anni è scomparsa dalla sua casa di Londra insieme a quasi tutte le sue cose, non può che bussare disperato alla porta accanto e chiedere aiuto alla vicina e amica, il sergente Barbara Havers. Presto si scopre che a portar via la bambina è stata la madre, trasferitasi in Italia, a Lucca, per seguire il suo nuovo amore. In bilico tra i sentimenti e la ragione, Barbara si impegna a indagare ufficiosamente sul caso, ritrovandosi presto nei guai con i superiori a causa delle ingiustificate assenze dal lavoro. Qualche mese dopo, però, la bambina sparisce davvero da un mercato della città, e sul caso si accendono i riflettori dei media. Viene chiamata in causa Scotland Yard, e a indagare sul probabile rapimento della piccola è Thomas Lynley, mentore e superiore di Barbara. La Havers, dal canto suo, in questa vicenda sta mettendo a rischio la propria carriera, e forse molto di più: che cosa nasconde Azhar dietro l'immagine del padre affranto? Insieme a un ostinato ispettore italiano, Lynley e la Havers devono affrontare una situazione delicatissima, in cui si mescolano questioni razziali, difficoltà linguistiche e pregiudizi culturali, che si complica ulteriormente quando al mistero sul rapimento si aggiunge quello di una misteriosa morte...

€ 11,05

€ 13,00

Risparmi € 1,95 (15%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:

€ 7,02

€ 13,00

Usato di Libraccio.it venduto da IBS

Altri venditori

Mostra tutti (3 offerte da 13,00 €)

 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    lettore

    04/05/2018 18:33:18

    l'autrice secondo me si dilunga troppo in particolari , ma si può leggere.

  • User Icon

    Cinzia

    06/07/2016 17:59:24

    Il peggior libro di Elizabeth George che abbia letto, una vera delusione, considerato che ho letto tutti i precedenti.... Pieno di preconcetti e luoghi comuni sull'Italia, ove è in buona parte ambientato. Evidentemente senza fare alcun tipo di verifica preliminare, l'autrice descrive, alla data del 2012, un sistema giudiziario ancora inquisitorio, governato dal capriccio e dall'incompetenza del singolo, senza diritti per gli accusati che, secondo lei, vengono incarcerati e tenuti in gabbia senza acqua cibo e avvocato per costringerli a confessare delitti mai commessi! La trama poi non regge, la Havers in questo libro supera ogni confine, anche di illegalità, senza patire alcuna conseguenza negativa....sono davvero delusa! Non ho più comprato libri suoi, dopo aver letto questo...

  • User Icon

    Monica

    21/03/2016 11:39:21

    Ho letto tutti i suoi libri e sono perfettamente d'accordo con chi parla di una vera involuzione narrativa. Per questo libro in particolare, mi associo a chi lo definisce inverosimile, ripetitivo e pieno di errori grossolani (v. cognomi dei personaggi, per dirne una). Il ritratto dell'Italia e del nostro sistema è costruito su avvilenti luoghi comuni. Non lo consiglio proprio.

  • User Icon

    chicca

    07/12/2015 17:13:53

    Premetto che fin da ragazzina ho avuto una passione smodata per i thriller inglesi e per i libri della George in particolare. Riconosco che gli ultimi romanzi, da "Prima di ucciderla" per intenderci, sono di livello nettamente inferiore agli altri. Di questo l'intreccio non è male, ma le sciatterie e i luoghi comuni sull'Italia mi hanno infastidita enormemente. A partire dai cognomi dei personaggii italiani: un toscano Lo Bianco?? Capitano Merenda??? sig. Squali??? Maddai... Senza contare gli errori grossolani sul sistema giudiziario che fa sembrare l'Italia un paese del Terzo Mondo (che figura fa il PM?!) Un ispettore che praticamente da solo indaga sul probabile rapimento di un bambina inglese in un territorio che campa sul turismo, come minimo si sarebbe mosso il Questore con tutto il personale al seguito, vi ricordata la storia della piccola Maddie in Portogallo? Per fortuna non conosco Lucca e non ho potuto scoprire altre magagne sulla città, ma sicuramente ci sono. Una banale ricerca su Internet avrebbe permesso di evitare errori davvero macroscopici. Grossa delusione!

  • User Icon

    Davide La Morella

    28/11/2014 14:26:17

    Premetto due cose: 1)sono un lettore appassionato della George ed ho letto tutta la serie Linley/Havers. 2) le due stelle anzichè la bocciatura senz'appello è dovuto al fatto che il libro è un pò meglio rispetto al Castello di Inganni. Proprio per questo bisogna essere sinceri: dopo "Nessun Testimone" i libri hanno subito un'involuzione pazzesca, con trame sempre meno credibili e personaggi in preda a nevrosi. Questo libro rispetto al penultimo è sicuramente un passo avanti (ma fare peggio di "Un Castello di Inganni" era sinceramente difficile): la trama è costruita e appassiona il lettore. Quello che delude è secondo me un'approssimativa ricostruzione del sistema giudiziario e polizesco italiano (l'idea che ha la George del PM italiano è quanto meno balzana) ed anche una Barbara Havers che sembra una scheggia impazzita, senza che questo abbia gravi conseguenze (ma avete idea di un poliziotto di Scotland Yard che si comporta come una psicopatica senza che nessuno possa fermarla). Le descrizioni di Lucca e dei personaggi italiani è frutto del meglio sui pregiudizi sull'Italia (temo che la George non sia mai stata a Lucca in vita sua). Insomma aspetto con ansia il ritorno della George agli splendidi libri scritti prima che la morte di Lady Helen portassero lei più che i suoi personaggi in un buio pesto.

  • User Icon

    Isa

    13/10/2014 08:39:09

    Non potevo crederci ma devo aggiungere anche la mia profonda delusione! Si legge ma con tempi infiniti!

  • User Icon

    alberto

    28/08/2014 18:38:27

    Sono da sempre un affezionato lettore della George, con i suoi romanzi, che sono più che polizieschi, ho trascorso ore di piacevole lettura. Con quest'ultimo invece ho tirato la fine solo per vedere come riusciva a cavarsi dall'impiccio in cui ha cacciato i suoi protagonisti (triplo salto mortale senza rete e senza credibilità). Mi spiace dare un voto basso, ma proprio non ci siamo, anche perchè il ritratto che da dell'Italia, è solo un concentrato di pregiudizi. Sorry Elizabeth, non mi sei piaciuta.

  • User Icon

    EmyDC

    25/08/2014 15:24:19

    Cara Elizabeth, ho voluto darti un'altra possibilità, ma l'hai gettata nel baratro insieme a te stessa!! Trama poco avvincente a tratti, lunghi tratti, noiosa e ripetitiva. Italia derisa. Personaggi quasi ridicolizzati! Lynley con le "mani legate" è tristissimo ed anche sfigato visto che, tra milioni di donne che potrebbe incontrare ogni giorno, si ritrova con una conoscenza ripescata da un vecchio libro! La Havers descritta quasi come un clochard, senza un minimo di amor proprio, con un comportamento antiprofessionale e ai limiti del patetico!! ... Che delusione ..

  • User Icon

    Carlotta

    25/08/2014 09:32:32

    Veramente un brutto libro, sbagliato e noioso. Da italiana devo dire che detesto i consueti luoghi comuni sull'Italia. Lucca, una città raffinata come poche, appare come il borgo chiassoso e volgare di un film neorealista di serie B. La madre di Lo Bianco, una signora altoborghese che vive in una torre, si veste e si comporta come una massaia rurale dei tempi del fascismo. L'orribile magistrato Fanucci tortura il povero mendicante Casparia e prende a calci il commissario Lo Bianco: dobbiamo credere che la magistratura italiana sia proprio come la descrivono anche i suoi detrattori interni? I personaggi non se la passano meglio. Lynley è un pupazzo anche disarticolato. La sua veterinaria non sa parlare d'altro che di gorilla costipati. Barbara Havers dalla donna trascurata ma decente che era in precedenza diventa una inverosimile sciattona: e dalla poliziotta sempre un po' sopra le righe ma sagace e attiva che era, diventa una specie di pazza insubordinata che in qualunque polizia del mondo sarebbe stata giustamente cacciata con disonore. La trama poi è eccessivamente lunga, "intorcinata" e noiosissima quando si arriva agli investigatori privati e all'insopportabile giornalista Corsico. Non so se la George faccia veramente scrivere i libro a qualcun altro: se sì, dovrebbe perlomeno rileggerli prima della pubblicazione. Ognuno degli ultimi è peggiore del precedente.

  • User Icon

    manuba75

    20/07/2014 07:51:53

    Un brutto libro. Un calderone di luoghi comuni sull'Italia, una trama pasticciata in cui sono stati inseriti troppi elementi, male amalgamati e uno sviluppo del personaggio di Barbara Havers impietoso. Il nostro povero sergente Havers è ridicolizzato da comportamenti al limite dell'assurdo. 700 pagine di cui almeno la metà superflue. Consiglio caldamente a chi ha amato Elizabeth George di lasciar perdere questo prescindibilissimo libro. Da italiana poi ho trovato davvero penoso l'utilizzo di imbarazzanti luoghi comuni (in Italia l'unica cosa che si fa veloce è parlare, e la madre dell'Ispettore -di Lucca!- è una vedova vestita di nero con una crocchia di capelli bianchi che fa la pasta fatta in casa) e mi viene da chiedermi se i libri che parlano dell'Inghilterra siano più precisi e attinenti alla realtà. Insomma, un brutto libro che mi fa mettere in discussione anche l'autrice.

  • User Icon

    Valeria

    19/07/2014 11:53:36

    Ho letto tutti i suoi libri, ma devo dire che gli ultimi sono stati decisamente scadenti.Vorrei ritrovare la George dei primi libri, assolutamente imparagonabili a questo.Poco avvincente la storia, a tratti noioso, assolutamente poco carino il ritratto di Barbara. Peccato, spero che ritorni a scrivere i bei romanzi di un tempo.

  • User Icon

    giuliano

    07/07/2014 17:54:19

    Da evitare accuratamente, soprattutto dai lettori che hanno conosciuto la vera George, prematuramente mancata insieme ad Helen. Questo in particolare credo l'abbia scritto la sua segretaria, la stessa che ha scritto "Un castello di inganni"

  • User Icon

    simona

    26/06/2014 12:00:06

    Un voto nella "media"... oserei dare a questo romanzo, l'ennesimo della George che aggiungo alla mia lista. Anch'io li ho letti tutti, ma in effetti, ultimamente, si denota un certo calo narrativo che ha decisamente colpito con "un castello di inganni". Questo romanzo è a tratti piacevole, ritrovo la George di una volta, sempre attenta ai minimi dettagli, e a tratti noiosissimo, con dei concetti ripetuti troppe volte. Simpatica l'immagine che ha voluto dare dell'Italia e di noi italiani... nulla da ridire! Lontana però dall'affascinarmi come con i suoi primi romanzi.

  • User Icon

    pm

    20/06/2014 23:10:55

    Questo libro e'uno dei migliori della scrittice, e io li ho letti tutti

  • User Icon

    ELEONORA

    09/06/2014 08:30:51

    Sicuramente quest'ultimo della George è meglio di "Un Castello di Inganni", però non allo stesso livello dei precedenti libri della George. Fino alla metà, è risultato un po' noioso, poi c'è una ripresa della storia che alla fine risulta avvincente. Senza infamia e senza lode.

  • User Icon

    Simona

    04/06/2014 21:49:32

    Speravo che la George riscattasse quello che per me è stato un passo falso, ovvero "Un castello di inganni", ma ben presto mi sono dovuta ricredere. Personaggi ed ambientazioni italiani al limite del grottesco; un Thomas mai protagonista ed una Barbara, invece, fin troppo presente e con un comportamento professionale a dir poco discutibile. Rivoglio la George pre - morte di Helen, e comunque valuterò bene l'eventuale acquisto della sua prossima opera.

  • User Icon

    Ludovica

    01/06/2014 02:59:04

    Semplicemente meraviglioso.credo uno dei suoi migliori libri .sono di parte perché adoro il personaggio di Barbara così passionale, casinara, ma sempre leale , qui è finalmente protagonista insieme con l'Italia , per una volta non narrata solo come luogo di delizie culinarie o al contrario di nefandezze mafiose!!!!l'ho letto di getto , non riuscendo a fermarmi con la voglia di scoprire il finale. Chapeau Elizabeth

  • User Icon

    DONATELLA

    30/05/2014 14:23:59

    Mi mancano le ultime 60 pagine e sto facendo il conto alla rovescia per finirlo soprattutto per toglierlo di mezzo. Che peccato! L'avevo aspettato un anno! Pieno di luoghi comuni, banale, viene fuori un ritratto dell'Italia alla pizza e mandolino. Non me l'aspettavo proprio.

  • User Icon

    anna

    28/05/2014 23:02:27

    che delusione, che ritratto della magistratura, sì puo' dire povera Italia? ma per carità, la George che mi piace è un'altra

  • User Icon

    Maria Cristina

    19/05/2014 14:33:43

    Ho letto tutti i romanzi della George ma questo proprio faccio fatica a finirlo. La storia si sviluppa in modo lento e stiracchiato, i personaggi , in particolare il sergente Barbara Havers, sono a tratti fastidiosi, i luoghi comuni si sprecano. Peccato ..

Vedi tutte le 22 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione