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G. Bernard Shaw

Traduttore: F. Saba Sardi
Editore: Mondadori
Formato: Tascabile
Pagine: 160 p.
  • EAN: 9788804368342

Una fioraia procace e volgarotta viene educata per scommessa da un professore di fonetica e diventa simile a una principessa, ma perde gran parte della sua spontaneità e del suo fascino. Una delle opere più famose di Shaw

Recensioni dei clienti

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    Ivano

    19/10/2016 15.38.26

    Pungente e ben riuscita commedia con cui Bernard Shaw fa riflettere sulla (poca) importanza della lingua come elemento di classificazione sociale di una persona, tema peraltro attualissimo nel 1912, quando quest'opera fu scritta. Curiosa la scelta di sostituire il cockney londinese con una sorta di dialetto padano-lombardo misto, comunque ben riuscita e che non spezza troppo la lettura.

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    Mauro Lanari

    26/08/2013 12.23.19

    I LIMITI DELLA MAIEUTICA Solo dopo la morte del commediografo nel '50, Nobel per la letteratura nel '25, nulla poté più opporsi agli adattamenti teatrali e cinematografici ("My Fair Lady", '64) terminanti con le nozze fra Higgins ed Eliza. Ma aveva, ha e avrà sempre ragione Shaw: l'effetto Pigmalione non può che fallire, essendo un'uguaglianza e non un'identità, una corrispondenza ottenuta tramite un processo operazionale (demiurgico) e non una coincidenza che si dà, si trova e si scopre già pronta-fatta. Quest'aspetto logico ha un'immediata ricaduta ideoaffettiva, cioè tanto sul piano cognitivo, docenti vs discenti scolastici, cattedratici e universitari, quanto sul piano delle relazioni sentimentali. A meno che, nel rapporto servo-signore, la condizione servile non nasconda e occulti una preesistente indole signorile. Ps: uno dei primi programmi d'intelligenza artificiale fu chiamato ELIZA come esplicita dedica alla "morale" di questo lavoro. Tuttavia pure la maieutica reca con sé delle magagne gigantesche. Essa infatti gravita ancora nell'orbita del bene solo riparatorio, e curve ebbinghausiane di riapprendimento, nonché cure riabilitative e rieducative, sono sempre vanificate da quel tempo perduto di cui è insensata la ricerca e che lascia indelebili le tracce, le stigmate del "fuori tempo massimo": il male c'ha già sfregiato e per sempre. Non si viene guariti davvero, sanati e, peggio ancora, non è semplice accanimento terapeutico: è intossicazione iatrogena, ingravescenza degl'effetti collaterali. Continuità e gradiente fra bene riparatorio e bene preventivo non dovrebbero consentire la demonizzazione del primo, ma finora il transito al secondo lascia intendere la coesistenza anche d'un effetto soglia con annesso punto di discontinuità e di rottura. Da non augurare a nessuno.

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    Maria Luisa Valeri

    09/04/2013 11.54.53

    Dalla genialità di un grande scrittore, un bellissimo omaggio all' unicità, che ogni donna dovrebbe coltivare.

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    Travax

    03/04/2013 19.15.16

    Non posso proprio cimentarmi in commenti prolissi, le cose geniali si chiamano con una parola sola: geniale! E' un opera geniale. In particolare quando Shaw fa "parlare" il padre di lei, adesso il nome mi sfugge, sia prima nei panni dello spazzino sia nei panni del borghese poi. E la moralità borghese riuscì a inculare pure lo spazzino che era l'anti-borghese per eccellenza. Cosa dire; visti i risultati... oggi la morale borghese ha fregato tutti, dato che tutti quanti facciano parte della borghesia anche quelli che la deplorano. E Shaw c'aveva visto giusto già un secola fa.

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    Mauro Lanari

    10/09/2010 10.39.09

    Shaw impose alla propria opera l'assenza d'un lieto fine, così da differenziarla dall'omonimo mito greco e da "Cenerentola", "perché la vera conclusione è evidente a chiunque capisca qualcosa della natura umana in generale, e dell'istinto femminile in particolare". "La decisione di lei dipende dal […] risentimento per la superiorità dominatrice di Higgins, la diffidenza che le ispira l'abilità di lui nel rabbonirla, nel prenderla per il suo verso, nel sottrarsi al suo risentimento quando è andato troppo oltre con la sua prepotenza impetuosa [;… allora] vedrete che l'istinto di Eliza ha le sue buone ragioni quando le dice di non sposare il suo Pigmalione" (Shaw, note dell'autore in postfazione). Solo dopo la morte del commediografo nel '50, Nobel per la letteratura nel '25, nulla poté più opporsi agli adattamenti teatrali e cinematografici ("My Fair Lady", '64) terminanti con le nozze fra Higgins ed Eliza. Ma aveva, ha e avrà sempre ragione Shaw: l'effetto Pigmalione non può che fallire, essendo un'uguaglianza e non un'identità, una corrispondenza ottenuta tramite un processo operazionale (demiurgico) e non una coincidenza che si dà, si trova e si scopre già pronta-fatta. Quest'aspetto logico ha un'immediata ricaduta ideoaffettiva, cioè tanto sul piano cognitivo, docenti vs discenti scolastici, cattedratici e universitari, quanto sul piano delle relazioni sentimentali. A meno che, nel rapporto servo-signore, la condizione servile non nasconda e occulti una preesistente indole signorile. Ps: uno dei primi programmi d'intelligenza artificiale fu chiamato ELIZA come esplicita dedica alla "morale" di questo lavoro.

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    Estelgard

    23/01/2007 12.03.50

    Difficile tradurre in italiano il cockney sul quale Shaw basa i momenti più divertenti dell'opera, ma indubbiamente la storia merita di essere letta sia come insegnamento etico, che come semplice racconto d'intrattenimento. Una menzione particolare per i personaggi, tutti ben definiti e con dei tratti caratteriali molto accentuati.

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    Enny

    03/11/2006 18.55.03

    è un bellissimo libro. una storia avvincente, che lascia senza fiato, dove tutto è imprevedibile, dall'inizio alla fine. dovete leggerlo, o almeno andare a vederlo. può sembrare il classico "sogno che si avvera", ma è un libro interessante che fa riflettere e può aiutare. oppure può essere soltanto una lettura piacevole. detto così a parole è un po' sminuito, ma vi assicuro che è veramente un'opera ben scritta e divertente! complimenti al signor Shaw!

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    ale bedica

    05/06/2006 15.26.43

    Può distrarci come una lettura d'evasione;interessarci come un saggio sulle aspettative dell'insegnante e le frustrazioni dello studente;può turbarci come una battaglia contro la discriminazione sociale e la emarginazione della donna. Shaw ci permette tutte le scelte,perchè è nato in una classe che"ha le pretese e i pregiudizi dei ricchi senza averne il denaro e la povertà del povero".Chi invece non ha dubbi sulla propria posizione è l'orgoglioso e misogino professore di fonetica Higgins:"Una donna che emette suoni così deprimenti e disgustosi non ha il diritto di stare da nessuna parte-neanche quello di vivere".Pigmalione non è un libro semplice,come sembra.Nasconde una trappola che Shaw scava con l'uso del cockney con cui si esprime la protagonista femminile,Liza Dolittle.Vi cade dentro Francesco Saba Sardi,non ostante abbia ammesso che è stato orribile aver usato una parlata lombardo-veneta nella sua traduzione per Mondadori.Comunque,giudizio analogo meritano anche la voce barese della Hepburn al cinema e quella toscana della Bargilli a teatro.Non era necessario inventare come Burgess in Arancia meccanica il gergo pirotecnico dei Drughi:sarebbe stato più interessante provare a giocare con le possibilità della nostra lingua e dei dialetti quanto meno per ricordare l'idea originaria di Shaw di "un dramma didattico riguardante la fonetica".Bastava ricordarsi di Pasolini e Gadda ,rileggere i Ragazzi di vita per appropriarsi di un romanesco scarno e ridotto a insulto gridato;riprendere Quer pasticciaccio..e ritrovare il romanesco coacervo di tre strati linguistici:il letterario,la koiné ed il dialetto della cultura operaia meridionale.Peccato.Concludo con queste parole scritte da Borges insieme a Bioy Casares:"Per i romani scrivere era un gesto armonioso,una danza,non la severa disciplina del barbaro,che cerca di supplire con mortificazioni monacali allo spirito che Minerva gli nega".Ave,Caesar.

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    Francesco

    24/05/2006 19.34.41

    Una commedia molto carina. Nonostante gli ideali poco belli di Shaw, devo dire che questa commedia è leggibile e spassosa. Una vera impresa per il traduttore! anche i dialoghi: sono scritti molto bene, e l'attenzione del lettore/spettatore è sempre tenuta in attivo dalla giocosità delle espressioni e dalle vicende. diciamolo pure, non è una storia intricata e complicata, in un certo punto un pò veloce. ma devo dire che mi è piaciuta molto.

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    ayrinne

    14/12/2004 09.34.30

    Da leggere assolutamente. Divertente, intelligente, scritto benissimo. I personaggi sono VERI e ottimamente costruiti. Finale assolutamente non banale e ragionato.

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    Giorgio Riso

    09/09/2002 00.58.39

    il Pigmalione di G.b.Show racconta la storia di una volgare e rozza fioraia ,Eliza Doolitle,che desidera diventare una lady quando incontra il professore di fonetica Herny Higgins,un uomo nobile ,egocentrico "plasmato dal fuoco divino". la scommessa parte quando il colonnello Yu Pickering mette alla prova Higgins.se in tre mesi Eliza Doolitle fosse divenuta una donne dell'alta società,capace di discutere con ambasciatori e uomoni della altà socità ,Higgins avrebbe vinto la scommessa.il professore di fonetica ovviamente vincerà la scommessa.ma eliza deciderà di andare via.. libro importante nella letteratura mondiale.diventerà uno dei piu' noti musical di broadway che renderà famosa Julie Andrews(Mary Poppins)e vincitore di premi oscar il film "My Fair Lady" interamente basato su questo libro.

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    Hideyoshi

    11/10/2001 08.56.30

    Racconto di come un'artista riesca a plasmare la creta umana in perfezione divina. Ostentatamente attuale, opera degna di attenzione.

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