Curatore: P. Crovetto
Editore: Einaudi
Collana: Nuovi Coralli
Anno edizione: 1993
Pagine: 151 p.
  • EAN: 9788806121310
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    Prof.Davide Guglielmino

    30/04/2015 19:58:07

    Prestatomi da una collega,mi ha profondamente emozionato: è difficile, penoso, identificarsi con il rancore, la solitudine ed il profondo dolore del vecchio Andrés De Casas Sosas, il solo ed ultimo abitante di uno paesino abbandonato dei Pirenei aragonesi, Ainielle. Il suo allucinato monologo è lo smarrito girovagare di un'ombra in mezzo ad altre ombre, la lacerante e prolungata agonia di un uomo verso il suo destino. Un viaggio tra i fantasmi -Acín, che nascondeva il figlio dalla mostruosa deformità e lo legava al letto; il Vecchio, mai uscito da Ainielle, presenza muta e immobile sul bordo di una panca; fantasmi di chi è morto -Sara, la figlioletta che graffia alle porte, lacerando il vento e la sua anima; la madre, che siede silenziosa e immobile in un angolo della cucina; Sabina, la moglie suicida e la sua immensa sofferenza.<< Il tempo finisce sempre per lenire le ferite. Il tempo è una pioggia gialla e paziente che giorno dopo giorno estingue persino i fuochi più violenti. Ma ci sono braci che covano sotto terra; ci sono anfratti della memoria così protetti e profondi che neppure il diluvio della morte sarebbe sufficiente a cancellarli. >> Llamazares non scrive "per intrattenere", ha dichiarato con orgoglio, ma per "emozionare" e per "far pensare", ci riesce magistralmente.

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    oliviero bonfanti

    04/12/2006 18:15:33

    Il pensiero che si fa concreto, tessuto anche nelle sue pieghe più nascoste…elogio alla memoria . Un racconto singolare ed intrigante… ma a mio modesto parere intriso “bagnato” di una lirica troppo razionale e catastrofica manca cioè di vera… poesia Oliviero (Petosino)

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    lidia zappalà

    03/07/2006 12:27:43

    giallo palpabile,corporeo,che ti bagna e ti acceca che investe i tuoi sensi e ti stordisce,questo è ciò che ho tratto dalla forza che emana questo capolavoro..

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scheda di Papuzzi, A., L'Indice 1994, n. 9

Storia della morte di un paesino pirenaico, sotto una pioggia di foglie ingiallite, questo racconto ha vinto l'edizione di quest'anno del premio Itas per il libro di montagna. Poeta e narratore, quasi quarantenne, Llamazares è nato in un villaggio del Le¢n in seguito sommerso da un lago artificiale: si può immaginare una vena autobiografica nella nostalgica disperazione con cui descrive la borgata di Anielle, abbandonata dal 1970, "le case a marcire in silenzio, sommerse dall'oblio e dalla neve". L'io narrante è l'ultimo abitante, Andrés de Casas Sosas, "un uomo comune, tanto comune da non possedere quasi identità o biografia - come scrive il traduttore in una postfazione -, suo malgrado testimone di un evento di lunghissima durata e di risonanze straordinarie. La fine di un mondo, la morte del suo paese. Si tratta di una sorta di big-bang alla rovescia: l'implosione di un universo". Scritto in una lingua straordinariamente plastica, carica di vibrazioni, densa di effetti, il racconto si dipana attraverso rievocazioni in cui la memoria di una persona diventa il prolungamento della vita di cose e individui. Raro esempio di letteratura di montagna, Spoon River di una comunità pirenaica, "La pioggia gialla" può essere interpretato anche come un impressionante ammonimento a chi, governanti e cittadini, chiude gli occhi sullo spopolamento delle montagne europee e sulla progressiva fine di una cultura.