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Curatore: G. Bott
Editore: Mondadori Electa
Anno edizione: 1996
Pagine: 2 voll., 564 p. , ill.
  • EAN: 9788843540402

scheda di Baiocco, S., L'Indice 1997, n. 3

Il secondo appuntamento con la "Pittura in Europa" Electa ci propone una rassegna dei principali fatti pittorici che hanno interessato - tra l'età carolingia e il Novecento - una molteplicità di territori appartenenti all'"area culturale tedesca".Si tratta però di una definizione problematica: il taglio metodologico, individuato nell'introduzione dal curatore Gerhard Bott, deve non a caso fare i conti con problemi legati alla geografia storica, paralleli a quelli che furono al centro di un acceso dibattito al momento della nascita della einaudiana "Storia dell'arte italiana". I capitoli, scanditi cronologicamente, presentano le opere nel loro contesto storico, aiutando in tal modo a comprendere le differenze regionali e gli influssi (italiani, francesi, olandesi) che hanno condizionato in ogni epoca l'operare dei pittori tedeschi. Si ha a volte l'impressione di un andamento per brevi schede monografiche, con rapidi riferimenti alla biografia dell'artista e con la lettura di alcune opere; soprattutto nella parte dedicata al Rinascimento, questo andamento monografico si dilata per dare spazio ai grandi maestri del periodo (su tutti spicca Dürer, l'unico di cui si contano ben 20 illustrazioni), mentre, alla fine del Cinquecento, un capitolo isola giustamente l'attività degli artisti presso la corte praghese di Rodolfo II. È questo uno dei casi in cui risulta più pesante il vincolo a parlare solo di pittura, una tecnica che in quegli anni dialoga con le collezioni di "mirabilia" e arti preziose. Il fondamentale rapporto con l'architettura è invece in qualche modo recuperato nel capitolo dedicato alla pittura barocca, che lascia emergere interessanti filoni tematici (la pittura di genere, il ritratto, l'illusionismo spaziale), a delineare percorsi meno scontati. Lo stesso avviene nel capitolo sull'Ottocento, dove i riferimenti al contesto storico e letterario suggeriscono una lettura dei fatti pittorici più ricca e modulata. Anche grazie alla ricchezza dell'apparato illustrativo, emerge dunque un panorama ampio e articolato destinato a favorire, presso il pubblico italiano, una conoscenza meno casuale ed epidermica della pittura tedesca.