Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 marzo 2018
Pagine: 218 p., Brossura
  • EAN: 9788804684473

53° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Biografie - Biografie e autobiografie - Letterati

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Recensioni dei clienti

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    FabrizioF.

    07/06/2018 08:13:01

    Finalista al premio Strega 2017, questo romanzo racconta la famiglia Ciabatti: padre, madre, due figli gemelli. Il padre è un famoso chirurgo a Orbetello, dove la famiglia vive. Anche la madre è medico, ma rinuncerà alla professione per la famiglia. La voce narrante è quella della figlia Teresa, che oltre a raccontare un'infanzia e un'adolescenza ricche (ma felici?) è anche alla ricerca della vera identità del padre Lorenzo Ciabatti, stimato da tutti ma circondato anche da personaggi ambigui - politici, imprenditori - che gli fanno corte e dispensano onori. Teresa ha un rapporto controverso con quel padre così famoso e ingombrante. Fino ai quarant'anni non smetterà di cercare la vera identità di quel padre ricco che le vuole bene, si, ma che è poco presente. Sembra che quello che conti veramente, per il "professore", sia la quantità di ricchezza accumulata, che ha il suo massimo nella villa enorme e lussuosa, con piscina mega e una decina di bagni - così ognuno ne ha uno per sé- a Porto Ercole. Teresa si sente fortunata ma non sempre è felice. La più ricca fra i bambini della scuola che frequenta, spesso è sottoposta a sgarbi e isolamento. Romanzo la cui lettura è scorrevole e accattivante, divertente ma anche tragico "La più amata" è un libro che si fa leggere e ti incuriosisce fino al finale.

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    ross

    24/04/2018 13:03:09

    E' un brutto libro. Io credo che l'autrice avrebbe potuto cogliere diverse occasioni per risolverlo ma non l'ha fatto, a me è risultato soltanto autoreferenziale e scritto anche maluccio. A tratti noioso. Non lo consiglio

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    Massimo F.

    09/03/2018 11:29:23

    Decisamente deludente. Una storia a metà tra l’autobiografia e uno sfogo di frustrazione di mezza età. Un’analisi introspettiva molto parziale per un progetto narrativo che rimane poco comprensibile (almeno a me). Si salva veramente poco….

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    BARBAZUK

    16/10/2017 09:50:58

    Un libro coraggioso : mettersi a nudo in questo modo sta tra l'impudenza e la follia. Ma non mi è dispiaciuto e non ho notato particolari pecche lessicali. Non ha vinto lo Strega, ma spero che questo libro sia stato un percorso terapeutico di qualche giovamento per l'autrice...

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    Virginio

    28/08/2017 16:58:46

    Non mi e' piaciuto. Stile di scrittura poco scorrevole e alle volte sgrammaticato. Poi mi chiedo se era il caso di sbattere in piazza vicende di famiglia.

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    Michela

    21/08/2017 12:38:41

    Io sono stanca di autori che, con la scusa del personalissimo e originalissimo stile, scrivono così male! Da quando la grammatica e la conoscenza della lingua italiana sono diventate un optional?

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    Dile

    17/08/2017 06:56:25

    Mi dispiace discostarmi da tutti i pareri positivi ma a me non è piaciuto per niente. Libro insulso, scrittura fastidiosa, mah!

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    Donatella

    09/07/2017 18:09:23

    Il romanzo coinvolge sin dalle prime pagine per l'originale taglio narrativo-linguistico e per la narrazione autobiografica diretta e priva di reticenze. Questo elemento diventa poi una sorta di autocompiacimento, che avvolge su sè stessa la vicenda, fino al deludente finale. Non degno del Premio Strega, come poi è accaduto, anche se altri testi discutibili, in qualche edizione, come da copione, lo hanno vinto.

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    Chiara

    09/07/2017 10:32:09

    Non capisco l'accanimento di certe critiche lette sui giornali. E' un libro forte, coraggioso, estremo: non è facile scavare con tanta onestà nel proprio passato, puntare l'indice fino in fondo contro persone amate. lo stile, personalissimo, risulta difficile all'inizio, ma poi diventa attraente proprio come capita con i difetti nelle facce delle persone che ne sono anche la cifra distintiva. Lo consiglio a chi ama leggere di problematiche familiari, di ferite che uno si porta dentro,

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    alessandraromano@virgilio

    03/07/2017 10:50:42

    Leggero, a tratti asfissiante, piuttosto fluido. Pensavo davvero vincesse il premio Strega 2017!

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    Sara Maria Serafini

    24/06/2017 10:52:50

    La più amata è un libro vero. È un libro bugiardo. È buono, è bastardo. È il tutto e il niente. Come un buco nero che divora. Ma forse non è neanche un libro. La più amata è scrivere, e basta. Quando lo finisci non hai un pensiero preciso, ma tanti che in fondo sono uno solo. Pensi che ci vuole coraggio. Tanto coraggio. A raccontare la persona che si è senza sconti, senza carezze. A demolire. Tutto il castello dell'infanzia. Della famiglia. La famiglia. Perché è l'unico modo per ricostruire. Per capire cosa resta di vero. La verità attaccata dietro alle fotografie, ispessita dai ricordi. Ecco, questa domanda ti resta: ma la verità vera. La mia verità vera, qual è? Finora non c'era riuscito nessun libro. E se non è potente questo, allora beh, ditemi voi. "Il Professore ripercorrere la strada al contrario, corridoio, ingresso, scale, salone. Spegne le luci una a una. Anche quelle della piscina: in fondo alla dispensa, dietro ai prosciutti. La villa si oscura, e a chi guarda dalla strada sembra una festa che finisce. Invece è di più, molto di più. È un matrimonio, una famiglia."

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    Laura

    21/06/2017 13:34:14

    Romanzo di formazione, diario sentimentale, autobiografia; il bello di questo libro è il suo essere difficilmente incasellabile in un genere predefinito. Il libro della Ciabatti è uno dei più originali e coraggiosi letti negli ultimi tempi. Originale per il contesto sociale e familiare che descrive, per la lingua sincopata che utilizza, per l’abilità con cui ci porta con sé dentro un mondo sospeso tra il ricordo, la ricerca storica e il filtro emotivo. la giovane Teresa diventa un personaggio amico, conosciuto. Una di noi, una come noi, dentro la sua storia ma senza appartenere mai davvero a niente se non a sé stessa e alla volontà di essere altro dall'immenso totem paterno che ne domina l’esistenza. Coraggiosa per condividere in un romanzo pezzi di vita talmente intimi da diventare universali, attraversando una gamma di sentimenti e di episodi che molti di noi non solo preferirebbero non riferire ad anima viva ma neanche vagamente ricordare. Teresa no, lei ci si butta dentro a testa alta, senza paura né vergogna, con ammirevole, chirurgica, determinazione. Meritata finalista allo Strega 2017, autrice da osservare con attenzione nei prossimi anni.

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    fiorella

    19/06/2017 16:38:01

    Uno stile personalissimo, moderno influenzato forse dal suo mestiere di sceneggiatrice che incide come un bisturi, in una storia autobiografica che coinvolge per l'intensità delle emozioni raccontate ma disturba, lascia spiazzati per una certa arroganza mitigata da una sana autoironia. E' sicuramente qualcosa di nuovo nel panorama dei romanzi che sono in circolazione. La stoffa della scrittrice di razza c'è tutta, vedremo cosa ci riserverà nel futuro.

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    costanza

    04/06/2017 07:32:26

    Personalmente dissento dal plauso unanime. Promette e non mantiene. Si perde nella ripetizione di frasette usate come mantra. Personaggi non approfonditi. Passaggi temporali confusi. Un libro "compiaciuto". Mi dispiace, ma il libro deve piacere al lettore. E a me non è piaciuto.

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    giulia

    29/05/2017 10:59:59

    Un padre ingrombantissimo può segnarti la vita? Sì, è la risposta di Teresa Ciabatti. Anche se la tua infanzia e l'adolescenza è trascorsa tra vizi e lussi, scoprire improvvisamente che quel padre così autorevole, così ammirato da tutti, così bravo nel suo lavoro ma anche così "onesto" da dedicarsi a un ospedale minore come quello di Orbetello, in realtà è una figura ambigua, legata a poteri occulti e malavita è uno shock enorme. Un trauma che Teresa rivive affrontandone il racconto attraverso queste pagine, a tratti indisponenti e drammatiche. Con una madre che lentamente si spegne accanto a quest'uomo - ma si riscatterà - e un fratello che non vuole vedere la realtà, resta lei ad affrontare il passato. Lei, la più amata. Un limite del libro: troppo autoreferenziale. Un pregio: molto vivo, viscerale, realistico.

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    furetto60

    17/05/2017 07:32:19

    Un romanzo sulla sottrazione, su una situazione familiare condizionata completamente dalla figura di un padre debordante, uomo importante, il più importante della zona, non ricco, di più, e dalla sua altrettanto invasiva materialità che, in quanto tali, sottraggono spazio e vita, come buchi neri. E proprio quando tutto questo comincerà a venir meno, allora l’autrice deve fare i conti con quanto le è stato sottratto non tanto a livello fisico, quanto conoscitivo. Domandarsi non significa arrivare a delle risposte, ma rabbia e disperazione trovano la loro allocazione in modo da essere almeno gestite. È un romanzo sulla sottrazione anche perché i protagonisti, alla fine, sono quasi tutti morti ed è ad uno di loro, quello rimasto sempre sullo sfondo, quello che vorrebbe sfuggirle, ripudiarla, quello a cui tiene di più che l’autrice rivolge l’opera. Che altro dire se non che di romanzi così non se ne leggono spesso.

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