Un po' più in là sulla destra

Fred Vargas

Traduttore: M. Botto
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 258 p., Brossura
  • EAN: 9788806204211
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Recensioni dei clienti

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    simona proietti

    14/10/2012 15:08:19

    È un brodo lungo e insipido. Troppi indugi descrittivi, ripetizioni e dialoghi inspessiti a forza per tirare avanti un'indagine improbabile e difettosa fin dall'inizio. In conclusione, è una rete dalle maglie troppo larghe questo giallo di F.V. Non cattura l'attenzione ed annoia un bel po'. Ho letto quasi tutto della sua produzione e fino ad oggi questo è il peggiore. Un ultima cosa sul personaggio di Kehlweiler (il Tedesco) proprio non ce la faccio a trovare simpatico un tipo che gira con un rospo in tasca?.

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    Batablam

    22/05/2012 14:25:35

    Bello. Non riesco a trovare di meglio di VARGAS!!!

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    puzzailsignorvincenzo

    10/03/2012 14:37:48

    Della Vargas ne ho letti di migliori, in particolare quelli del commissario Adamsberg, questo a parte il rospo resta un pò monocorde.

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    Andrea

    01/12/2011 18:04:37

    Dopo aver letto un - noiosissimo - romanzo thriller di stampo americano, mi sono buttato per caso su questo romanzo di Fred Vargas - più che altro per via della presenza dei simpaticissimi Evangelisti. Finalmente un giallo ambientato in un piccolo paesino e non in una grande metropoli, con personaggi semplici e "reali" che fanno sorridere - e con la pioggia (e il vento) della Bretagna, che riescono benissimo a dare un'aria autunnale al tutto. Niente di trascendentale, ma una lettura piacevole. Consigliato.

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    Andrea

    01/12/2011 18:03:50

    Dopo aver letto un - noiosissimo - romanzo thriller di stampo americano, mi sono buttato per caso su questo romanzo di Fred Vargas - più che altro per via della presenza dei simpaticissimi Evangelisti. Finalmente un giallo ambientato in un piccolo paesino e non in una grande metropoli, con personaggi semplici e "reali" che fanno sorridere - e con la pioggia (e il vento) della Bretagna, che riescono benissimo a dare un'aria autunnale al tutto. Niente di trascendentale, ma una lettura piacevole. Consigliato. Voto: 3,5/5

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    Gianni F.

    27/08/2011 15:19:23

    Un romanzo acuto e molto arguto. Personaggi strambi ma decisamnte simpatici. Una storia non irresistibile, ma comunque coinvolgente.

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    Angelo

    17/07/2011 16:35:35

    E' il primo romanzo della Vargas che leggo: non mi è particolarmente piaciuto. Una trama quasi inesistente e poco convincente. Vorrà dire che leggerò altre cose sue, magari per ricredermi.

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    Bischera

    09/04/2011 19:39:33

    un libro da cui non ci vuole staccare...ecco cosa cercavo, ed ecco cosa ho trovato! primo libro di Fred che leggo..eh be non c'è che dire sono già sua fan...ha una maestria nel stimolare la curiosità che non è da tutti...mi accingo a comprarli tutti...

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    MB

    08/04/2011 15:19:48

    Non indimenticabile come i precedenti, ma bello davvero!

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    Milena

    30/09/2010 10:49:30

    Ho gradito molto di più "chi è morto alzi la mano" della stessa autrice. Questo libro non mi sta coinvolgendo per nulla infatti la sto faticando molto a concluderlo. Peccato.

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    Massimo Gatta

    18/06/2010 13:38:08

    Avevo salutato Fred Vargas dicendole "alla prossima", dopo aver letto il suo penultimo romanzo, Prima di morire addio, davvero molto bello. Ma non pensavo proprio di incontrarla di nuovo e così presto in questo suo straordinario giallo metafisico fatto di dialoghi perfetti e tradotto alla grande. Gliel'ho detto subito: sei grande Fred Vargas, chiunque tu sia dietro questo pseudonimo; grande donna se è in grado di scrivere dialoghi così belli dove il protagonista raccoglie i cocci di un'esistenza solitaria e forse dolorosa per, alla fine, voler scoprire il segreto delle cose nascoste, anche le minute, le più piccole, le quasi invisibili che costellano la vita di tutti i giorni. Il segreto inquietante nascosto nelle pieghe irrisorie della Storia e della storia, quella nostra quotidiana. Così sarà per quella cacca di cane nella quale, una sera, Kehlweiler scopre un piccolo osso umano, una falange di piede forse femminile, e da quel particolare insignificante risalire indietro nel tempo a un delitto e a personaggi strani e, insieme, ai paradossi della vita e ai suoi lati oscuri. Insieme a tre perdonaggi, tre storici, ognuno con una propria Storia sulle spalle. Insomma leggetela la Vargas e godete della sua scrittura intelligente, arguta, visionaria e dolorosa; e le pagine si apriranno all'improvviso come un film francese (la vicenda parte infatti da Parigi), di quelli che abbiamo tanto amato (c'è sempre, nella vita di ognuno, un film francese che abbiamo tanto amato).

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    elena

    07/05/2010 13:57:16

    Ho trovato questo libro noioso, poco trascinante. Della stessa autrice mi è piaciuto di più "L'uomo dei cerchi azzurri".

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    Kat70

    29/04/2010 10:13:01

    Interessante, anche se non indimenticabile come "Chi è Morto Alzi la Mano", divertente e piuttosto coinvolgente. Non molto riuscito il personaggio del Tedesco che come unica nota divertente ha il rospo Bufo, ma è compensato dal meraviglioso collaboratore Marc che avrebbe dovuto essere il protagonista assoluto. La storia è ben scritta e sa decisamente catturare l'attenzione. Lo consiglio.

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    Proto Ulpianciccio

    09/04/2010 00:07:08

    Le atmosfere della Vargas sono sempre intriganti, il libro si legge con piacere e, obiettivamente, i personaggi sono originali e divertenti. Però il troppo stroppia. La trama è risibile, l'autrice calca tantissimo la mano nel tratteggiare i personaggi, cercando una caratterizzazione che alla lunga è un po' stancante. E un po' snob anche. Non è possibile che ogni cosa che dicono sia per forza originale, non è credibile che ogni snodo narrativo sia così intellettuale, che ogni azione suggerisca una riflessione. Questo alla lunga è veramente noioso, anche se, va detto, la scrittura della Vargas è fluida e piacevolissima. Merita comunque un approfondimento. Francese fino alla punta delle dita dei piedi!

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    Robin

    24/08/2009 14:45:51

    Intrigante, strano a sufficienza e alquanto "francese". L'unica pecca, all'inizio e per quasi più della metà, risulta un pò noioso e la storia avanza a fatica. Poi è tutta un'ascesa. Godibile.

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    MAURO

    07/04/2009 23:51:49

    intrigante

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    alby

    23/03/2009 11:12:26

    Ho trovato faticoso leggere questo libro della Vargas. Un po' perchè occorreva allontanarsi dal suo personaggio più riuscito (Adamsberg) per riavvicinarsi a Kehlweiler, ma soprattutto per la necessità di passare ad un registro di lettura meno dinamico. Mentre con Adamsberg, la mente vola tra i suoi pensieri, nelle sue statiticità, nelle sue uscite meno prevedibili che portano il lettore a percorrere una strada non lineare, ma che giunge a rischiararsi completamente in prossimità della fine del racconto; in questo caso, la lettura incespica, tra personaggi appena delineati e quindi difficili da ricordare, improbabili risvolti della storia, e un calarsi nel finale pasticciato e poco credibile che lascia delusi e poco soddisfatti alla chiusura del libro. La dinamicità del lettore qui non si esprime nella fantasia che naviga ben guidata dall'andatura del racconto ma bensì nel movimento delle mani che ripercorrono avanti e indietro le pagine cercando di riprendere in mano, i pezzi persi durante la lettura. Solo in alcune descrizioni del personaggio principale, si intravvedono per poche righe, quelle sfaccettature della parte più intima ed emotiva del personaggio che la Vargas è in grado di farci vibrare dentro mentre si legge.

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    CRISTIANO

    11/03/2009 12:19:24

    Libro molto divertente scritto in modo estremamente fluido pur non essendo affatto banale, e' pervaso da una certa malinconia,e si evince che l' autrice e' molto piu' interessata a scandagliare l'animo umano piuttosto che a strutturare un classico libro giallo, preferendo puntare il suo sguardo verso quelli che la letteratura americana definisce dei losers..In sintesi puo' apparire un libro molto lieve ma in realta' offre innumerevoli spunti che accompagnano il lettore per giorni anche a lettura abbondantemente ultimata.Non e' un libro per tutti ma chi ha amato certe di storie di pepe carvalho o anche alcuni scritti meno trucidi di bukowsky lo consiglio caldamente.

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    KINE

    08/02/2009 12:30:43

    Carino ma non indimenticabile... ho fatto fatica a capire chi erano tutte quelle persone che il protagonista incontrava per strada, e ricordarmi i loro nomi... nel mazzo.

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    lhl

    16/01/2009 10:50:20

    La trama si stiracchia come un gatto al risveglio per quasi tutto il libro, durante il quale ti ritrovi a cercare di capirci qualcosa di tutte queste persone incontrate per strada, nel bar, nelle case. La confusione regna abbastanza sovrana fino a dipanarsi in poche pagine ed in un paio di "sfoghi" dell'indagatore, mitragliate in faccia agli accusati, durante i quali occorre prestare grande attenzione alle conclusioni di Kehlweiler in quanto fino a quel momento poteva essere tutto ed il suo contrario. Meno brillante di altre opere, liquido per molte pagine, condensato in altre.

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