Recensioni Poesie

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    16/05/2020 21:45:08

    Quando si ha a che fare con una dittatura che usa l'ideologia per controllare e espandere il potere, anche la mente più brillante è sottoposta al dilemma se andarsene dal proprio paese o restare, con calcolo delle conseguenze per entrambe le scelte. Quando la Storia si è sostituita a Dio, ovvero quando non solo era impedito scrivere ciò che si sentiva ma anche pensare dopo aver vissuto totalitarismi, guerre e rischiato di perdere identità nella tempesta della prima metà del secolo scorso. Eppure non è un saggio, ma un narrare fluido e poetico che entra dentro. Consigliato veramente.

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    23/09/2019 07:47:43

    Un'antologia curata benissimo, con una traduzione all'altezza delle poesie. Milosz è, a parer mio, uno dei più grandi poeti del Novecento e non solo. Alcuni suoi versi hanno una profondità incredibile, pur nella loro complessità sono in grado di parlare a chiunque abbia la sensibilità necessaria per prendersi un momento di tempo da dedicare alla conoscenza dell'opera di questo grande artista.

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    21/03/2008 17:51:36

    Questa raccolta raccoglie alcune delle piu belle poesie di Milosz.Una delle voci piu alte del novecento letterario europeo.Da leggere e mai dimenticare!

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    11/01/2008 13:12:30

    Non è la prima traduzione italiana, ma certamente è l'antologia di suoi testi poetici più significativa e - soprattutto - l'unica ancora in commercio. Incredibile, perché Milosz è stato un poeta molto prolifico ma in Italia hanno prediletto la sua saggistica. Poeta immenso, basti dire che l'amatissima Szymborska si riconosce sua devota figlia e lo stesso Carver lo cita più volte nei suoi saggi sulla scrittura. E lo si capisce leggendo la semplice meraviglia che trapela da una composizione come «Dono»: "Un giorno così felice. / La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino. / Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere. / Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare. / Il male accadutomi, l’avevo dimenticato. / Non mi vergognavo al pensiero d’essere stato chi sono. / Nessun dolore nel mio corpo. / Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele." Spero che qualche editore pazzo ci regali ancora qualche sua traduzione... ci sono tutte le composizioni postume... Scheiwiller, ti prego, pensaci tu!

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    24/12/2007 16:11:36

    credo sia la prima traduzione italiana di un'ampia scelta dalle poesie di questo grandissimo poeta, in seguito al suo conseguimento del premio Nobel nel 1980. resta tutt'ora validissima, anzi direi indispensabile, per ogni amante della letteratura e per ogni persona desiderosa di una lettura profonda, ricca di significati. è una poesia fortemente impregnata di pensiero, a tratti quasi severa e aspra, sempre di grande suggestione e forza di ispirazione. lascia indelebile l'impressione di un uomo forte che molto ha sofferto, di un uomo di grande dignità e spessore umano e intellettuale. banalmente dico che è un libro imperdibile.

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