Traduttore: G. Pintor
Editore: Einaudi
Edizione: 6
Anno edizione: 1979
In commercio dal: 1 gennaio 1997
Pagine: 133 p.
  • EAN: 9788806026752
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    Paolo G

    21/09/2018 17:05:50

    Quando si parla di libri di poesia straniera non si può prescindere dalla considerazione del traduttore. A meno di non conoscere pressoché a perfezione la lingua di partenza, infatti (ma in questo caso si presume che ci si rivolga all’originale), dobbiamo completamente affidarci alle parole e ai versi di questa figura purtroppo ancora un po’ oscura e sottovalutata, che si occupa di traghettare nella nostra lingua i sensi di una bellezza che va al di là della lingua. Un’impresa quindi difficile, audace, talvolta destinata al fallimento. Nel caso di Pintor che traduce Rilke ci si trova invece quasi davanti ad un miracolo, il miracolo della poesia che ricrea se stessa. In una nota in fondo al libro Pintor lascia un avvertimento al lettore, che è una pacata ma sicura assunzione di responsabilità….. Per una volta, si può dire che la versione italiana non sminuisce affatto l’originale rilkiano, anzi è come se ricevesse una spinta nuova, luminosa, che fa rivivere la visionarietà pura e la trasfigurazione mistica della natura e delle cose di Rilke nel poetare ardente ed evocativo di Pintor. Tra tutte le versioni della poesia dell’eccelso poeta praghese, la presente è sicuramente la più alta, se non la più riuscita.

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