Poesie. Opera completa

Emily Brontë

Editore: Mondadori
Collana: Oscar classici
Anno edizione: 1997
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804431503
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    giusy sangiovanni

    21/02/2002 17:11:09

    da premettere che io amo emily bronte, charlotte e, relativamnte la sorella anne. ho 18 anni e, a soli 16 ho letto cime tempestose e jane eyre: inimitabilmente fantastici! non erano delle semplici scrittrici ma delle dee che fluttuavano nella bellezza dello yorkshire... se fossero ancora in vita sarei una pazza di cui preoccuparsi, le attenderei invano per tutta la vita, inimitabilmente fantastiche, non smetterò mai di gridarlo!!! w le bronte sister!!!!!

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scheda di Bacigalupo, M., L'Indice 1998, n. 3

Le 188 poesie lasciate da Emily Brontë (1818-48), solo nel 1992 ristampate in Inghilterra, sono ora offerte al lettore italiano in un'ottima edizione: precisa nel testo e nella traduzione, accompagnata da un'introduzione umile e competente, e arricchita di 60 pagine di note che sono vere e proprie discussioni critiche. Le annotazioni sono opportune perché Emily e la sorella Anne avevano inventato un mondo fiabesco, Gondal, e molte poesie fra le più lunghe e a volte tediose sono episodi e discorsi del ciclo. Le poesie di carattere più personale riguardano soprattutto la natura, la libertà, l'immaginazione, la solitudine. Ma la distinzione fra finzione e realtà non è sempre netta, come non lo era nelle tre visionarie sorelle dello Yorkshire. Ritroviamo qui le brughiere e l'amore oltre la tomba di "Cime tempestose", l'unico sbalorditivo romanzo di Emily, scritto fra le ultime poesie (1846) e la morte: "Ora sei uno spirito che effondi / la tua presenza nel tutto - / essenza della tempesta ruggente / e della tempesta placata - // Una influenza universale / che alla tua influenza sfugge - / un principio di vita intenso / perduto alla mortalità..." (n. 141) . Lo stile di Emily è semplice, i temi possono apparire convenzionali, ma il lettore non tarda a scoprire l'intensità di questi esercizi solitari, quasi preletterari, ed è tentato dalle date a leggerli come un diario: "Sono in torto se mi inchino a venerare / là dove la fede non ha dubbi, né la speranza dispera, / poiché la mia stessa anima può esaudire la preghiera? / Parla, Dio delle visioni, parla per me, / spiega perché io ti abbia scelto!".