E poi siamo arrivati alla fine

Joshua Ferris

Traduttore: K. Bagnoli
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 352 p., Brossura
  • EAN: 9788865590249
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Recensioni dei clienti

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    vincx

    05/06/2017 14:27:05

    Tanti protagonisti vitali e ben delineati con cui si familiarizza a poco a poco (non senza fatica soprattutto nella prima parte). Si racconta dei rapporti umani (pervasi di cinismo ma anche di solidarietà) e delle dinamiche (esasperate e tormentate) in un tipico ambiente di lavoro che mi è sembrato però molto nordamericano. Si legge con piacere ed è a tratti anche spassoso. Non saprei dire quale sia il tema di fondo veicolato nel romanzo; forse la decadenza dei nostri giorni, un vivere borghese ed agiato ma che rende nevrotici, annoiati, insicuri e – peggio - violenti. Interessante la narrazione in prima persona plurale. Bel finale malinconico.

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    silvia

    17/10/2014 12:34:38

    Ferris, non è per tutti. Ferris è difficile, prolisso, lento. Però Ferris è profondo, brillante, sottile ed estremamente intelligente. Manca la passione in questo romanzo, è un po' freddo. Ma la prosa è sublime e la lettura un gran piacere!

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    fabrizio

    31/08/2014 17:13:41

    Innanzitutto non è un romanzo, ma uno spaccato temporale di vita di personaggi che girano intorno ad una stessa azienda. Come genere sarebbe più da spettacolo teatrale che non da narrativa. Interessante l'idea, ma lo svolgimento del tema rimane piatto, claustrofobico e le ultime 100 pagine sembrano un riempitivo per riuscire a chiudere la storia. In generale non mi ha entusiasmato. Non consigliato

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    Lorso57

    02/01/2013 09:10:03

    Molto significativo, specialmente per chi lavora in ufficio. Rivalità, gioco di squadra per raggiungere un obiettivo comune, problemi personali che chiunque può avere e che interferiscono forzatamente con il lavoro e con il rapporto che si è sviluppato con i colleghi. Ferris ci descrive tutto ciò con abilità senza nascondere o evitare sviluppi amari o addirittura tragici. L'unica cosa che non ho apprezzato e che mi ha dato un po' noia è stata l'insistenza ripetuta nell'uso dei flashback. Non mancano pagine toccanti e traboccanti di verità e di vita vera e vissuta come le imperdibili riflessioni di Lynn alla vigilia di un giorno molto importante nella sua vita. Interessante e stimolante.

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    Foxtrot

    27/01/2012 01:19:14

    Dispiace che di fronte a un libro del genere qualcuno si sia annoiato, o abbia fatto fatica a andare avanti, o addirittura non l'abbia capito. A mio avviso, "E poi siamo arrivati alla fine", è un libro considerevole: di una ironia affilata come un rasoio, pieno di inventiva, di trovate. Ce ne fossero, di libri del genere! Mi dispiace soltanto che nel libro successivo, "Non conosco il tuo nome", Ferris abbia cambiato completamente registro,sperperando la sua notevole vena ironica. Consigliatissimo!!!

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    elisa

    04/09/2011 20:53:10

    Entusiasmante, ironico, originale, realistico, bello - non credete a chi dice il contrario!

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    stefano

    05/05/2011 11:51:57

    Ho trovato il libro a tratti divertente, a tratti ridondante, la trama è piuttosto ripetitiva e in certi passaggi la lettura mi è sembrata poco fluida a mio modo di vedere. Però tutto sommato l' ho letto volentieri. Si ha la sensazione di stare davanti alla tv a guardare una commedia, con i suoi lati positivi e negativi.

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    massimo

    18/04/2011 09:57:53

    Sono arrivato faticosamente alla fine di questo volume, che racconta la storia di un gruppo di impiegati abbastanza sfigati. Attratto dalla entusiastica nota sulla copertina a firma di nick hornby, mi ero fatto altre aspettative su questa storia, che di divertente ha ben poco (probabilmente ho un senso dell'umorismo scarsamente sintonizzato su questo autore). Insomma a parer mio la storia non è proprio da buttare, ma neanche da consigliare. Saluti a tutti e buone letture!

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    Libetta

    19/01/2011 03:47:48

    Meccanismi nevrotici validi per ogni tipo di lavoro in qualsiasi ufficio, claustrofobico, angosciante ma con quella sottile ironia a giustificazione di chiunque abbia una sedia, la stessa, da occupare ogni giorno

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    Patrizia Giovannetti

    12/03/2010 15:55:56

    è un bel libro, ma forse avrebbe potuto essere più stringato, spesso è ripetitivo. capisco che non interessi e non venga capito da chi non ha esperienza di grandi ambienti di lavoro popolati da tante persone, soprattutto in settori "creativi". contrariamente ad altri pareri espressi qui, ho trovato una buona idea parlare al noi, dà la dimensione del gruppo. e mi sono piaciute anche le parti "serie": un cammeo il racconto di come il boyfriend prepara una lei terrorizzata all'operazione di cancro.

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    Antonella

    14/07/2008 17:22:52

    Nelle prime pagine non si capisce niente. Non sono riuscita ad andare avanti. Il puù brutto libro dell'anno. Non leggetelo e soprattutto non compratelo!

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    sasso

    08/03/2008 01:09:34

    Non è un romanzo perfetto: a momenti sfiora la noia ed immagino che la sensazione sia accentuata per chi non abbia mai lavorato in un ufficio. Però Ferris, pur non avendo le qualità narrative di un Franzen o di un Lethem, si capisce che ha del talento di scrittore.

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    Gaia

    17/01/2008 20:04:25

    Questo libro me l'ha regalato un'amica x natale, non è gran chè..All'inizio non ci capisce niente con tutti quei nomi di personaggi ma leggendo man mano piu'avanti si prende forma qualche personaggio. Cmq sia niente di che, a volte l'ho trovato noioso e monotono. ci sono di meglio!!!

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    Matani

    14/01/2008 13:26:11

    Ho seguito i consigli precedenti, scollinare - scollinare, però pur avendo superato la metà da tempo, il libro non si è ancora rivelato avvincente o interessante. Anzi, faticoso e noioso. Lettura sconsigliata.

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    Zac

    08/01/2008 12:10:40

    Ci vogliono un po' di pagine per entrare nelle vicende descritte da Ferris, per ricordarsi i nomi e le vicende di ognuno, ma poi ti prende e non puoi fare a meno di andare avanti anche se ogni tanto risulta un po' faticoso districarsi tra le numerose parentesi che si aprono senza chiudersi. Comunque piacevole e da laggere

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    Laura

    24/11/2007 11:30:28

    L'ho comprato di getto dopo aver letto i super commenti, ma io l'ho trovato soporifero, da intervallare con altre letture!!!!!

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    Mirko

    17/11/2007 18:57:27

    "Il rumore delle nostre vite che scorrono" scrive Nick Hornby di questo libro. Non c'è definizione più azzeccata per descrivere l'opera prima di Joshua Ferris, che, uscita in anteprima mondiale in italia presso neri pozza, ha poi scalato le classifiche americane. è stupefacentemente reale, ma in un modo naturale, non costruito, a tratti malinconico ma dannatamente divertente. C'è di tutto in questo *e poi siamo arrivati alla fine*: dal cancro al seno di Lynn, le battute fuori luogo luogo di Jim, il cinismo di Karen, la simpatia di Benny, la pazzia di Tom, il dolore di Janine..... non resta altro che leggerlo e dopo, vi assicuro, inizierete a classifichare le persone come nel romanzo..... Ecco un'estratto: “Il lunedì mattina ci affrettavamo a tornare e a fingere di lavorare […]Hank Neary tirò fuori una citazione ed educatamente gli dicemmo di ficcarsela nel culo. >. Disse di non ricordare se era di Ovidio o d’Orazio e noi rispondemmo che non ce ne importava un accidente di quello che aveva detto Ovidio d’Orazio. Ovidio d’Orazio non aveva capito niente della morte e del lavoro”. Noi volevamo morire su una barca. Volevamo morire su un'isola o in uno chealet di montagna o in una fattoria di quattro ettari con una finestra aperta da cui entrava un abrezza gentile"

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    Loris

    21/03/2007 15:43:30

    Lettura interessante per chi spende la maggior parte della giornata in ufficio e finisce spesso per confondere questo microcosmo con l'intera esistenza. A dispetto della locazione americana e della scelta settoriale (un'agenzia pubblicitaria), ci si ritrova col familiare spettacolo di amicizie e lotte di potere, flirt e antipatie feroci. Si sorride, certo, ma, quando lo spettro della recessione avanza, il clima cambia e le domande sul senso ultimo di tutto questo fare riaffiorano ineludibili. E pochi hanno risposte salde. Difficile rinunciare all'apparente sicurezza della routine, anche quando ci si sente non realizzati. Più facile che sia l'azienda a risolvere il dilemma, dando il ben servito con 'il volo alla spagnola'. Ma forse la vita è altrove, come pare suggerire la carrellata finale di matrimoni e figli. Ferris ha confezionato un romanzo assolutamente 'contemporaneo', perfetto per gli intenti della Bloom. Come lui stesso afferma (per bocca di Hank), ha accantonato il furore del pamphlet sociale in favore di una narrazione più attenta all'umanità dei personaggi. Il risultato è un misto di ironia e malinconia che accompagna piacevolmente il lettore, specie quello abituato a muoversi nei cubicoli di un open space.

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    Simone

    11/02/2007 16:51:00

    Secondo me per apprezzare questo libro bisogna solo riuscire a scollinare. Superato lo scoglio dei molti nomi, della prima persona plurale, dello stile narrativo, il libro diventa davvero avvincente e alla fine di trovi a dire: sono loro, siamo noi. Simone

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    Cavanaugh

    27/01/2007 00:06:05

    Capolavoro della nuova letteratura americana. Ca-po-la-vo-ro. Ho detto tutto.

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