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Editore: Einaudi
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806145330
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DURAS, MARGUERITE, Storie di amore estremo

DURAS, MARGUERITE, Il pomeriggio del signor Andesmas. Alle dieci e mezzo di sera
recensione di Ferrero, A., L'Indice 1997, n.11

"Titolo italiano accattivante, "Storie di amore estremo", ma ingannevole per questa raccolta di articoli degli anni sessanta per "France-Observateur". Il francese, "Outside, Papiers d'un jour", chiariva invece il rapporto di Duras con il giornalismo: un modo di scrivere nato non dall'urgenza assoluta della letteratura, ma in risposta a un richiamo irresistibile della realtà, qualcosa di legato e limitato al momento. A noi piace comunque riconoscerla nella densità della scrittura e in quel suo sguardo capace di sondare tenebre che il giudizio comune cerca con soffocante stupidità di circoscrivere.
Sospesi nell'immobilità dell'attesa, i protagonisti dei due romanzi brevi, "Il pomeriggio del signor Andesmas" e "Alle dieci e mezzo di sera, d'estate", assistono, nell'incanto delle loro solitudini, all'ineluttabile spettacolo del destino. Il signor Andesmas, vecchio affondato in poltrona, vicino alla sua casa isolata, ha appuntamento con Michel Arc. La sua è in realtà un'attesa assoluta, inframmezzata dall'apparizione di personaggi-epifanie, messaggeri di un eterno ritardo e guide all'incontro vero, doloroso: quello con se stesso. Nel secondo romanzo, sullo sfondo di un temporale estivo notturno, le attese sono moltiplicate. C'è un uomo che resta su un tetto, immobile, per ore: ha ucciso per gelosia e ora non aspetta che la morte, certa quando all'alba sarà scoperto. Ci sono i poliziotti, gatti che giocano col topo: sanno che lui è là, che col chiaro non avrà scampo, e scandiscono con le loro ronde il silenzio della notte. C'è l'attesa, duplice, di Maria, che da una terrazza spia la distesa dei tetti cercando di riconoscervi una sagoma e intanto aspetta che suo marito e Claire scoprano di amarsi. E c'è l'impazienza dei due amanti, l'ansia di esplodere, non appena sfiorate, delle passioni proibite.
L'attesa porta, in entrambi i romanzi, alla stessa conclusione. Andesmas esce dal torpore letargico delle lunghe sieste cui s'abbandonava per non vedere il trascorrere della vita, e scopre, con la propria vecchiezza, il distacco dalla figlia adorata, ormai donna e amante dell'uomo che lui aspetta. A insegnargli la rassegnazione è la moglie tradita di Arc, come se la capacità di aderire al flusso della vita fosse più femminile che maschile, come se lo sguardo delle donne avesse un'atavica, terribile lucidità. È lo stesso eccesso di consapevolezza che permette a Maria non solo di arrendersi, ma di assecondare la passione tra suo marito e Claire: fin dal primo momento che lui ha desiderato l'altra, è stata cosa fatta, per sempre. Ci sono cose che non si scelgono, che capitano, come scadenze inevitabili, e si possono tuttalpiù riconoscere. È necessario accettare la sconfitta. Sapersi allontanare dalla felicità dell'amato: forse è questo l'amore estremo."