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Traduttore: B. Ventavoli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: 247 p., Brossura
  • EAN: 9788806186173
Disponibile anche in altri formati:
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Recensioni dei clienti

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    And the Oscar goes to ....

    11/07/2016 19.26.54

    Forse non proprio un 5 pieno ma mi è piaciuto ben oltre il 4. Ben scritto e, come ha commentato qualcun'altro, ogni pagina chiama la successiva.

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    Clara

    12/04/2016 19.24.43

    Non sono rimasta del tutto soddisfatta da questo libro. Indubbiamente è scritto benissimo però la storia, forse troppo irreale, l'ho trovata un po' noiosa e non mi ha mai coinvolto al cento per cento nessuno dei personaggi. Peccato, avevo grandi aspettative.

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    Anna

    05/06/2014 16.39.20

    Feroce alter ego di Magda - l'io narrante - Emerenc incarna il principio di realtà nella sua veste più cruda e spietata. La strana affettività di Emerenc, caratterizzata da un'inflessibile coerenza, sconvolgerà gli equlibri canonici e tradizionali di Magda (e, forse, del lettore stesso). Dall'incontro du due antitesi inconciliabili, un romanzo (finalmente) originale, una prosa distaccata ma sempre molto acuta, che non indugia in patetici sentimentalismi autoconsolatori, tanto scontati e, ahimè, altrettanto apprezzati.

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    laura

    30/05/2014 22.33.55

    Libro bellissimo,profondo e intenso,una storia surreale e allo stesso tempo vera, che fa riflettere su temi come l'amicizia l'amore e la morte,preso in prestito in biblioteca ma sicuramente lo comprerò

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    clara

    19/11/2013 11.54.51

    libro meraviglioso. quando ho finito l'ultima pagina avevo già la nostalgia di Emerenc. Mi è rimasto avvolto come una coperta questo libro, ho fatto fatica ad iniziarne un altro. Vi innamorerete di lui

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    rosanna

    06/11/2013 19.35.56

    In crisi profonda.Riconosco un talento straordinario,una prosa fantastica,una capacità di analisi dell'animo umano fuori dal comune,tutto il bello e il grande,il particolare e il corale ,un ritratto di donna,Emerenc,tratteggiato con finezza che rende la stessa un personaggio indimenticabile,però...però questo romanzo definito da tutti un capolavoro,e lo è indubbiamente!,queste pagine così ricche di maestria,suggestione,dolore e tutto quello che caratterizza un grande racconto ,non so come e perché non mi hanno emozionato.Sono arrivata alla fine e mi sono sentita come quando ,finalmente giunta al cospetto della Gioconda di Leonardo,mi sono detta :"Tutto qua?"Nessuna emozione,solo il piacere di aver avuto la possibilità di esserci.Lo stesso sentimento che ho provato per questo romanzo.

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    silvia

    17/10/2013 17.42.54

    Una scrittrice colta e raffinata assume come governante un'energica anziana donna sputasentenze, due mondi opposti entrano in collisione: la cultura e il buon senso pratico, le pagine dei libri e il lavoro manuale. Come tutte le persone che danno molto in una relazione, la governante Emerenc tende a vincolare i beneficiari del suo esclusivo affetto con una rete di rigide regole paralizzanti. L'asse portante del romanzo è l'apertura mentale, quale delle due donne la possiede veramente, chi fra loro è più chiusa sulle sue posizioni e meno disposta a scendere a compromessi? Tema centrale è la figura dell'intellettuale, tollerante ma perso nel suo mondo, quasi ottenebrato dalla scienza, dotato di sensibilità estrema, eppure incapace di comunicare con le persone semplici, che a loro volta si barricano dietro altri tipi di gabbie, a volte fatali. Un triste, piacevole romanzo, che a volte fa anche sorridere, ma finisce con il diventare ripetitivo, come un ritornello.

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    Ida

    06/11/2012 22.43.03

    Ho amato Emerenc da subito, fin dal momento in cui è lei, la donna di servizio, a chiedere le referenze ai suoi datori di lavoro, a mostrare senza paura il suo vero volto, il suo cuore. Ho continuato ad amarla per la sua grande generosità verso gli altri, l'amore per gli animali, primo fra tutti il cane Viola l'unico che l'amerà incondizionatamente. La scrittrice ha saputo raccontare egregiamente il rapporto di amore ma anche molto conflittuale tra loro due, non può il lettore rimanere indifferente leggendo questo piccolo stupendo libro. Emerenc è questa frase secondo me, pronunciata da lei stessa: "non bisogna mai amare nessuno perdutamente perché altrimenti si causa la sua rovina. Se non è prima sarà poi. La cosa migliore è non amare mai nessuno." Da leggere!

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    Lorso57

    22/10/2012 20.15.04

    Non posso condividere l'entusiasmo contenuto nelle recensioni di altri lettori. Evidentemente non sono riuscito ad entrare nella trama e nell'atmosfera create dall'autrice. La storia, pur ben scritta, mi è parsa piuttosto irrreale e poco coinvolgente, lontana da me. Peccato ma proverò certamente a leggere nuovamente la Szabo nella speranza che con una storia diversa si possa accendere la scintilla.

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    Lupo '58

    18/10/2012 23.58.09

    Un libro bellissimo, "insolito" e coinvolgente: Magda Szabo è stata per me una vera rivelazione. La sua scrittura è elegante, ma assai efficace nella descrizione dell'animo dell'animo umano in tutte le sue possibili sfaccettature. Anche nei passaggi più tristi e drammatici la sua narrazione non è mai pesante e mantiene costante, anzi accresce il piacere della lettura. In più il grande merito di aver creato un personaggio, quello di Emerenc Szeredàs, la protagonista, assolutamente indimenticabile. DA LEGGERE, TASSATIVAMENTE!!!

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    strummercave

    15/10/2012 10.14.26

    Romanzo importante e scritto in maniera impeccabile. La bisbetica Emerenc colpisce e rimane scolpita nel cuore e nella memoria, ma tutti gli altri personaggi concorrono a farne un libro pieno di emozioni e di suggestioni.

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    claudio

    06/08/2012 20.36.43

    Veramente uno dei più bei libri letti negli ultimi anni, che confermano il valore di Magda Szabo. Anche se Emerenc e la scrittrice narratrice (la stessa Szabo?) sembrano uscite da un quadro quasi irreale, la poesia che si percepisce nelle duecentocinquanta pagine è superlativa. Grande, veramente. Da consigliare!!!

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    Federica

    13/05/2012 16.46.52

    Questo libro merita un 7 più che un 5: è meraviglioso! Da leggere, assolutamente.

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    mau

    05/05/2012 00.45.45

    Un libro bellissimo, toccante e profondo assolutamente da leggere! Mi ha commossa fino alle lacrime.

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    Francois Sanders

    02/03/2012 17.40.18

    Emerenc mi ricorda la mia governante Albina, non solo per l'aspetto fisico ed il carattere lapidario delle sue parole, ma soprattutto per una esortazione che mi ripeteva ogni volta che mi preparavo ad uscire di casa, e che solo ora, leggendo il romanzo della Szabò, ho drammaticamente compreso : - Lascia la camera in ordine! Potrebbero riportarti da morto!- Ne La porta ho rivisto quel tempo, ed ho ricordato la figura di una donna che con rigore ed immenso amore (non aveva avuto figli) mi ha accompagnato nei primi 25 anni della mia vita, lasciandomi perle di saggezza appartenenti ad una lunghissima e preziosa collana che continuo a ritrovare e custodire gelosamene. Sono sicuro che anche Magda, la scrittrice-protagonista, ha fatto lo stesso sino al termine della propria esistenza. Tutti noi, prima o poi, assistiamo impotenti alla apertura di quella Porta che ci ha nascosto e difeso dal mondo. Solo l'amore di chi ci è acconto può farci sopportare la vergogna della nudità.

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    gabril

    13/01/2012 19.31.37

    La costruzione di un personaggio straordinario, dai tratti mitologici: Emerenc, la donna delle pulizie di Magda -la scrittrice- una donna che, tanto per cominciare, pretende le referenze dagli eventuali padroni, capovolgendo fin dall'inizio la consuetudine della relazione servo-padrone e dando prova della tempra di cui è fatta. In prima persona la scrittrice narra, mentre gli eventi dell'Ungheria degli ultimi cinquant'anni scorrono nello sfondo, la relazione intensa e controversa con Emerenc, capace di amore incondizionato e imperativo (di cui il cane è simbolo per eccellenza) ma anche di gelosa difesa di sè e della propria intimità: la porta inesorabilmente chiusa rappresenta la separazione dal mondo esterno, ma anche la protezione degli affetti più puri e veri. Anche se narrativamente imperfetto, il racconto della Szabò delinea personaggi indimenticabili e struggenti: Emerenc in primo luogo, la scrittrice-narratrice e il cane Viola che, al pari della rude donna delle pulizie, non obbedisce affatto alla regola morale che Emerenc stessa si è data: "non bisogna mai amare nessuno perdutamente perché altrimenti si causa la sua rovina. Se non è prima sarà poi. La cosa migliore è non amare mai nessuno?" La barriera, innalzata a difesa della contaminazione del mondo e dell'intrusione altrui, putroppo non può difendere l'essere umano dai propri inevitabili errori.

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    ALESSANDRA

    21/09/2011 22.02.01

    Pieno di insegnamenti. ma davvero inverosimile la storia, impensabile il rapporto tra le due donne.

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    Uli

    16/05/2011 22.20.35

    Probabilmente il libro più bello che abbia mai letto. Veramente un capolavoro, ve lo dice una che ne salva veramente pochi di libri in circolazione. Avevo io l'angoscia che sentiva la protagonista. Mamma mia, uno spettacolo! NON SI PUO' NON LEGGERLO, consigliatissimo!!!

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    jane

    25/02/2011 16.44.24

    Il rapporto conflittuale fra le due donne così diverse per temperamento, abitudini e idee crea una tensione narrativa che lo fa leggere con piacere fino alla fine, anche se verboso e certo non allegro.

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    erminia francesca

    29/01/2011 22.43.31

    Uno dei libri letti che piu' mi ha fatto soffrire. Intenso, emozionante, scritto benissimo. Ho percepito talmente tanto il dolore delle protagoniste che se ci penso ancora mi sento turbata! Ma lo consiglio e lo rileggerei proprio per questo! La bravura di un'autrice è quella di riuscire a farti immedesimare nell'animo dei protagonisti. Ci riescono tutti? Non credo. La Szabò questo merito ce l'ha!!!

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