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Editore: Fazi
Collana: Le meraviglie
Anno edizione: 2013
Pagine: 221 p., Brossura
  • EAN: 9788864118130
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Recensioni dei clienti

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    dario

    30/12/2016 14.44.13

    non ci siamo. sempre il solito umorismo becero. che noia!

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    archipic

    02/03/2016 17.46.12

    Libro spassoso e leggero, scritto bene con buon ritmo narrativo. Non ci si annoia anzi, ci si diverte in più punti e ci si affeziona alle avventure di questo scrittore che sbarca il lunario in un mondo che non è il suo. Se non siete bigotti e bacchettoni leggetelo, vi farà sorridere.

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    luca

    01/10/2015 13.59.57

    Complimenti. Libro scritto molto bene, con gusto del ritmo e della battuta. Salace ma mai irriverente. Un libro per chi vuole ridere- veramente - non tanto per la trama (scontata) quanto per le situazioni. In particolare segnalo le sceneggiature dei fil porno tratti come cover dai più famosi testi della letteratura e della cinematografia mondiale. Belli ed azzeccati i personaggi e le situazioni. Alla fine spiace non essere diventati un autore di sceneggiature per film porno.

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    nicola

    26/07/2015 15.04.12

    Purtroppo l'unica cosa che mi viene in mente ripensando a questo libro è banale. Sia nella storia sia nei personaggi, scontati e senza spessore. Meno male che è corto e finisce subito.

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    Tonino

    25/02/2015 00.26.09

    Libro veloce nello scorrimento, ben scritto, divertente in maniera intensa ed intelligente. Questo scrittore che non conoscevo mi ha colpito. Il tema scabroso di fondo, potenzialmente soggetto a cadute di stile, è invece trattato con garbo ed eleganza. Consigliato.

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    luca

    17/10/2014 23.44.41

    Peccato non poter dare un voto ancora più alto. Mi è piaciuto tantissimo. Si ride e si sorride; si pensa anche ma sempre con il sorriso in bocca. Il racconto del rapporto tra il protagonista e i propri genitori eccezionale, sembrava di rileggermi. Consigliato

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    Lucy

    01/05/2014 14.42.59

    ottimo ritmo, sia della scrittura ( e quando si parla di comicità, è fondamentale) che della narrazione. Nel suo genere, un libro divertente, che fa sorridere, e ridere.

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    Damiano

    21/03/2014 17.33.24

    A me sinceramente non è piaciuto molto...Mi aspettavo qualcosa di più sia dal corpo del libro, sia dal finale... La definizione che mi viene subito in mente è: "banale".... Mi spiace per l'autore (che è anche mio coetaneo), ma sarà per la... prossima volta!

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    giovanni

    24/09/2013 18.44.24

    un libro che si legge col sorriso sulle labbra, ironico, colmo di citazioni cinematografiche e che per l'appunto ricorda la vera commedia all'italiana ed il suo inconfondibile gusto agrodolce.

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    assur

    17/06/2013 12.42.10

    Spassosissimo! Peccato per il finale un po' slegato.

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    Fab

    29/05/2013 15.15.52

    Un piccolo cult. Muzzopappa ha la stessa meravigliosa scrittura sarcastica che ritrovo negli autori di stampo ebraico. In genere o la si ama o la si odia: io la adoro. In particolare, il protagonista del romanzo mi ha ricordato molto il personaggio principale di "A serious man" dei fratelli Coen: gliene capitano davvero di ogni, è lo sfigato per eccellenza, come in "Giobbe" di Roth ma decisamente più divertente. In "Una posizione scomoda" il mondo del porno è attraversato con leggerezza: l'hard infatti fa da sfondo alla storia senza disturbare l'intreccio, ricco di colpi di scena e di sviluppi esilaranti. Ciò che ne fa un gioiellino, secondo me, è la capacità dell'autore di narrare con ironia pungente la profonda umanità dei personaggi che abitano il romanzo. Ho riso fino alle lacrime per tre ore di fila senza mai chiudere il libro. E ho adorato Romina, un personaggio che meriterebbe solo lei un romanzo a parte. E poi i dialoghi sono pazzeschi. Consiglio il romanzo a chi ha voglia di leggere una storia italiana narrata con uno stile nuovo, fresco, al di là delle solite convenzioni.

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    Simone

    29/05/2013 02.22.58

    Uno dei libri più brutti che abbia mai letto in vita mia. Non dico il più brutto altrimenti diventerebbe un cult. 200 pagine di stereotipi e miserabili tentativi di far ridere il lettore. Sconsigliatissimo, leggete gli orari del treno e vi arricchirete molto di più.

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    Christian

    19/05/2013 23.07.39

    Veramente uno dei libri più brutti che abbia letto negli ultimi anni. Muzzopappa in poco più di 200 pagine riesce a dar vita a: 1. un intreccio inesistente; 2. dei personaggi estremamente caricaturali e senza alcun spessore; 3. luoghi e situazioni stereotipate; 4. un uso eccessivo (ed alla lunga nauseante) di metafore iperboliche; 5. un finale completamente slegato da qualsiasi relazione causa/effetto con quanto narrato fino a quel punto. Senza dubbio l'autore è una persona molto spiritosa, ma sono convinto che non basti un buon senso dell'umorismo per essere uno scrittore. Credo che la "posizione scomoda" a cui fa riferimento il titolo sia proprio quella dello sventurato lettore. Vivamente sconsigliato.

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    Adriana

    13/05/2013 10.38.53

    Potente, folle, tagliente. Se dovessi descrivere il romanzo userei questi tre aggettivi. Muzzopappa non ha paura di usare la penna per accanirsi sul suo protagonista. Lo mette continuamente in "Una posizione scomoda". È davvero strepitoso. Le situazioni passano dal tenero al grottesco al quasi drammatico con una velocità sorprendente. È come essere a cavallo di un puledro di razza che ogni tanto si impenna per mostrarti la sua forza. E tu ti ritrovi lì, attaccata alle briglie e non lo molli. Descrizioni impietose, metafore a tutto spiano e una storia che ti cattura sin dalle prime pagine. Traspare inoltre una conoscenza del cinema mostruosa. Lo consiglio a chi ha voglia di divorare un buon libro che rilegge l'attualità attraverso una dose massiccia di ironia.

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    Anna

    17/04/2013 15.21.20

    La fascetta ti porta subito a pensare che si tratti un libro "alla Zelig", ma non lo è. Si muore dal ridere, certo, ma come si farebbe davanti a un film di Woody Allen. Adoro Muzzopappa. Spero del libro ne facciano un film. E' spassoso. Complimenti.

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    Luca

    15/04/2013 11.55.28

    Conoscevo Muzzopappa per le Fiabe brevi che finiscono malissimo: per me è un genio. Adoro il suo modo di scrivere, l'utilizzo della scrittura per metafore e i suoi improvvisi cambi di prospettiva che ti lasciano spiazzato. Devo dire che il romanzo non ha deluso le aspettative. La sua penna, secondo me, ha il pregio di unire la narrativa d'attualità (descrive alla perfezione una generazione di trentenni condannati alla ricerca estenuante di un lavoro che non c'è) alla tradizione della letteratura d'oltreoceano - di cui personalmente sono fan accanito - dove se un romanzo fa anche sorridere non è scandalo, contrariamente alla tradizione italiana in cui è sempre più gradito un pianto. A mio avviso il pregio di Muzzopappa è infatti la sua capacità di riuscire a trasformare le mortificazioni dell'esistenza in autentici capolavori della comicità. Una posizione scomoda è una commedia intelligente e io, da amante di Moore, Auslander e Woody Allen, davvero non potevo chiedere di meglio. Mi sono ammazzato sulla descrizione della famiglia di Fabio (il protagonista) e ho riso molto sui riferimenti al porno, che a mio avviso è però un argomento quasi incidentale (insomma non è il centro della storia, contrariamente a quanto ci si può aspettare da copertina, che secondo me trae in inganno). A mio avviso, trovo sia un libro che si può leggere su più piani: io per esempio da cinefilo ho gradito anche le varie citazioni che grondano copiose senza mai disturbare la lettura. Una posizione scomoda è un romanzo che ti svolta la giornata. Finalmente un autore nuovo e fresco. Aspetto il secondo.

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    antonella

    03/04/2013 14.17.13

    Storia diversa, dei giorni nostri, potrebbe essere vera ma forse non lo è. E' scritta benissimo, lascia un sorriso un po' amaro in sottofondo e si continua così fino alla fine, godendo delle parole messe lì una dietro l'altra, nel modo giusto. Bravo!

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    radiolinablu

    02/04/2013 21.08.41

    "Una posizione scomoda" non è un romanzo erotico, nonostante copertina e titolo facciano sorgere qualche dubbio, ma un romanzo ironico e dissacrante, che si legge tutto con un sorriso acido stampato in faccia. Perchè non sono le battute di spirito a far ridere il lettore, e neppure le scene comiche: l'ilarità deriva dall'ironia della vita stessa, che sembra giocare con il protagonista, rimbalzarlo come una marionetta, riempirlo di speranze e poi scagliarlo a terra, lasciandolo da solo a ricomporre i cocci in attesa della prossima mazzata. Il protagonista non si piange certo addosso, e forse è questo che lo salva e lo riabilita anche ai nostri occhi. E' caparbio, forse troppo. Perchè lui ha un grande film nel cassetto, sa che non farà porno per sempre, che qualcuno finalmente scoprirà il suo talento e la folla potrà acclamarlo come merita. Francesco Muzzopappa avrebbe potuto parlare nello stesso modo di un autore emergente, o di un pittore che non riesce a esporre, o un cantante da karaoke che aspetta di essere scovato da un famoso discografico: di sicuro la sua scelta è stata la più originale, e coraggiosa, possibile. Lo stile è colloquiale, moltissimo, il lettore ha libero accesso alla mente del protagonista senza filtri o censure per cui, evidentemente, il testo è costellato da termini un po' forti che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Io, che non userei mai certi termini ad alta voce, non posso negare di farne largo uso nei miei pensieri per cui non ne sono uscita scandalizzata e anzi ho apprezzato il realismo e mi sono sentita più vicina al protagonista. In conclusione consiglio caldamente questo romanzo.

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    Carmen

    02/04/2013 14.47.35

    Un libro divertentissimo, ti inchioda alla pagina grazie a un ritmo incalzante di battute irriverenti. Lo stile è fresco, la voce è nuova e l'argomento esilarante. Fa ridere con intelligenza, e tra una battuta e l'altra si delinea un ritratto lucido del mondo del lavoro di oggi. In più è un inno alla forza di volontà, per non smettere mai di credere nei propri sogni. Per me, un gran bell'esordio.

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