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La prigioniera dell'inverno - Serge Brussolo - copertina

La prigioniera dell'inverno

Serge Brussolo

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Traduttore: C. Salina
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Anno edizione: 2006
Pagine: 299 p., Rilegato
  • EAN: 9788842914303

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Siamo sulla costa della Normandia, presso l'abbazia di Saint-Thélème. Dopo un lungo periodo - più di vent'anni - in cui la popolazione è stata terrorizzata dai vichinghi, adesso sembra tornata la pace: mai più invasioni, saccheggi o violenze. Eppure, un giorno, un'orda di uomini del Nord sbarca sulla costa e rapisce Marion, una giovane intagliatrice di pietra che lavora per l'abbazia, la porta nella sua terra e le "chiude" le mani in due "guanti" di ferro. Ben presto Marion scoprirà il perché di quel rapimento: i vichinghi - e soprattutto Rök, il loro capo - la considerano capace di restaurare le statue di ghiaccio degli dei della tribù, impedendo che il disgelo e il vento ne alterino le fattezze...
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    Demon Black

    24/06/2012 18:20:58

    ...nel secondo è anche più sfortunata che nel primo, e ce ne voleva per poterlo essere!!!!

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    raffaele

    10/06/2012 11:45:08

    nonostante al termine di un libro io sia solitamente pieno di critiche non concordo con le stroncature precedenti, ho trovato il romanzo molto godibile, la trama non è vasta né complessa, ma Brussolo crea un'atmosfera piacevole e intrigante. I capitoli brevi spingono a voltare pagina dicendo "ancora 5 minuti", lo stile è fresco e asciutto, privo di fronzoli ma senza risultare spoglio. piccoli misteri che si svelano poco a poco creandone altri al contempo, la vita quotidiana dei normanni attaccati più alla superstizione che alla realtà che li circonda è molto interessante. compratelo se c'è il remainder, ne vale la pena.

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    daniele

    27/11/2010 18:20:40

    prima volta anche per me con serge brussolo e penso anch'io sia l'ultima. Un romanzo scritto in modo semplice e scorrevole a volte pero' fin troppo ovvio e sbrigativo. Dei vichinghi e della prigioniera dell'inverno poco da salvare. Un trastullo d'inverno appunto,troppo esile e quindi facile da dimenticare. passo oltre senza rimpianti

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    Fabio

    14/11/2010 15:00:32

    Definirlo un romanzo storico come nella prima di copertina, mi sembra davvero esagerato; si tratta di un libro chiaramente fantasy dove l'ambientazione medioevale agisce meramente da contorno alla narrazione complessiva: non esiste alcuna descrizione dell'epoca in cui si svolge, ne' degli usi e costumi del popolo che viene ritratto, quello vichingo che, osservato con gli occhi dello scrittore, altro non e' se non un insieme di individui superstiziosi ed ignoranti: forse un po' limitante come descrizione... Per quanto riguarda la trama, si tratta di una storia semplice, a tratti banale, che veleggia tra il soprannaturale ed il romanzo d'appendice. Prima esperienza con questo autore che credo rimarra' unica, questo romanzo ha in realta' un pregio: e' scritto con una prosa molto scorrevole che lo rende veloce da leggere, insomma un veleno che agisce in fretta!!!

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    Oscura

    30/10/2006 11:17:10

    Bel romanzo ad ambientazione medievale, scritto con cura e abbastanza coinvolgente e non scontato. L'unica pecca può essere rappresentata dalla fine aperta che ovviamente prelude al seguito. Do 3/5 perché i"I pellegrini delle tenebre" mi era piaciuto di più. Aspetto una nuova avventura della scultrice Marion.

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    Elettra

    23/05/2006 15:02:31

    Bis! ho comprato "I pellegrini delle tenebre" per puro istinto, gironzolando in libreria...e sono rimasta vittima di una specie di fascinazione come accade quando ti risvegli da un sogno..che può anche essere un incubo...e ti senti come se là ci fosse rimasto un pezzo di te. "La prigioniera dell'inverno" ha confermato in pieno questa specie di innamoramento letterario. Brussolo ha la capacità di risucchiarci dentro le sue storie perchè sa toccare la nostra parte inquieta e oscura...va a stanare i nostri incubi... le paure che non credevamo ci appartenessero...ma che sono nell'angolo più profondo e nascosto di noi...

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    luca

    14/05/2006 13:00:02

    Come lettura non si può dire che sia impegnativa, ma l'utore in questo libro ha la capacità di tenere il lettore attaccato alle pagine ed incentivarlo alla lettura fino alla fine. In alcuni passi può essere banale ma nel complesso posso dare un giudizio positivo.

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    Elena

    03/05/2006 14:19:53

    Insomma... Ho letto altri libri di Serge Brussolo e mi hanno emozionata di più. Non mi sembra però sostituibile con dieci minuti di pessima televisione! Non me la sento di dare meno di 2\5 perchè ho letto libri peggiori. (100 colpi di spazzola prima di andare a dormire). Dai, Brussolo, un po' più grinta!!!

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    fabio j.

    22/04/2006 11:48:25

    Non condivido la stroncatura di giovanni, anche se posso capire che lo stile di Brussolo possa non piacere. A parte alcune lacune (è un po' ripetitivo in certi frangenti), Brussolo è uno scrittore istintivo e di talento: i suoi romanzi hanno un fascino oscuro che inchioda il lettore alla storia.

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    giovanni

    19/04/2006 08:18:30

    Devo dire che questo per me è il libro peggiore che ho letto. Assolutamente privo di ogni contenuto morale, ideologico. Quando ho finito di leggerlo, ho avuto la certa sensazione di aver perso del tempo. Questo è il genere di lettura che ti fa rimpiangere la televisione. Sicuramente sarebbe stato più interessante guardare dieci minuti di pessima televisione. La storia è continuamente forzata ad andare avanti verso una direzione che rimane indefinita fino alla fine, tutto sembra costruito per dirti qualcosa, ti aspetti una spiegazione nelle ultime righe e invece rimane tutto aperto per una continuazione che sinceramente mi auguro che non venga pubblicata in italia. Scontato dalle prime battute, banale anche nelle poche postille che mette a fondo pagina per spiegare alcuni termini che sinceramente sembrano inseriti con il solo pretesto di dare spessore al romanzo. Peccato che si trovino questi libri in circolazione, danneggiano la letteratura. Consiglerei a coloro che hanno voglia di leggere dei libri, di evitarlo. Forse andrà bene per un lettore giovane, che cerca nella lettura la pochezza quotidiana, ma se il senso che si ricerca nella lettura è quello di migliorare il senso critico, certamente si deve mantenere la distanza da tale tipo di letteratura, degna della casa del grande fratello. Peccato non poter dare zero.

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    Malleolo

    14/04/2006 18:54:37

    Brussolo ha scritto molto e vinto molto, sopratutto in ambito fantasy/horror, e credo che quei premi gli abbia meritati tutti. L'autore ha la capacita, con il suo stile variegato ma mai banale, di incollare il lettore alle pagine. Questo libro come per il precedente "I pellegrini delle tenebre" si legge quasi in apnea. Speriamo che la NORD lo pubblichi sempre più frequentemente. I libri sono fatti anche per "staccare" temporaneamente la spina dalla realtà, e con Brussolo ci sono riuscito.

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    Giampietro Stocco

    11/03/2006 22:40:40

    Seconda puntata della saga medievale che vede protagonista la scultrice Marion, stavolta rapita da una tribù di vichinghi per salvare delle statue scolpite nel ghiaccio: siamo al disgelo primaverile e comincia un'agghiacciante corsa contro il tempo e verso il gelo, con la protagonista costretta a portare manopole di ferro per non incappare nelle sue magie: chi ritrae le fattezze degli dei è infatti considerato portatore di terribili poteri magici. Dopo I pellegrini delle Tenebre tornano i personaggi crepuscolari di Serge Brussolo e le loro interazioni complesse e sofferte. Un nuovo, grande capolavoro, sospeso a metà tra saga storica e fantasy.

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