Prima che scenda la notte

Enrico Graziani

Curatore: A. Riccardi
Editore: Robin
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 24 aprile 2013
Pagine: 478 p., Brossura
  • EAN: 9788867401499
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Descrizione
"Prima che scenda la notte" è il denso racconto di vita di un ragazzo che si forma rifiutando ogni compromesso e che parte alla conquista del mondo convinto di poter tradurre nella realtà i suoi sogni e le sue speranze. Nato nel centro-meridione poco prima della seconda guerra mondiale da una famiglia di piccola borghesia, egli, sentendosi fin da bambino estraneo alle scuole frequentate, ha preso a costruire da sé la propria formazione attraverso ampie letture. "Chi legge vive molte vite" è la sua scoperta. In gioventù ha esperienze di un innamoramento adolescenziale e poi dell'amore di una prostituta. A vent'anni emigra, come tanti, al Nord e capita in un'elegante città, dove lavora per mantenersi agli studi e dove incontra il grande amore della sua vita. Laureatosi, fa inaspettatamente il percorso inverso, ritornando nella sua terra. Qui incontra grandi difficoltà ma, pur nella durezza della sua esistenza, affronta ardue sfide politiche ed umane: il disagio di vivere e le condizioni del Paese, lo avevano spinto verso la politica, così come accadrà a molti altri giovani alcuni anni dopo. Con questa passione si regala un'esistenza difficile, a volte tormentosa ma sempre intensa e in definitiva fortunata. Quando è alle soglie della vecchiaia, ripercorre con la memoria le tappe della sua formazione e le sue scelte umane, politiche e sentimentali e le sue esperienze sessuali, queste ultime raccontate con inusitata franchezza. Ne viene fuori l'affresco di un'epoca...

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    Romano

    12/05/2013 15:17:10

    Ho impiegato appena sette giorni per la lettura del libro, alla media per me eccezionale di quasi 70 pagine al giorno, e tale risultato testimonia l'interesse da me suscitato dalle vicende umane e professionali dell'Autore. E' ovvio che, essendo all'incirca, come ritengo, un suo coetaneo, io abbia trovato delle affinità con la mia vita, anch'essa segnata dalla guerra pur se, fortunatamente, senza drammi familiari. Mi hanno coinvolto e commosso le pagine in cui l'Autore racconta la cattura e le torture del futuro cognato, privato della sua giovinezza e, in fondo, della vita, dalla violenza cieca della guerra. Delicatissime le pagine dedicate alla moglie, tenere quelle del "padre" per i due figli, e, ancor più, del "nonno" per il suo nipotino; splendidi gli aforismi ritrovati nell'avitico cassettone unitamente ad altri utilissimi e rivelatori "reperti", testimonianze di una vita in formazione. Significativo l'amaro ma consapevole e sereno richiamo dei versi di Hikmet sul "significato" della vita, che va colto nella professione di fede (laica) di un nostro impegno totale come "dovere" morale che ne realizzi le aspettative. Infine, la mezza pagina di conclusioni, stupenda metafora della immortalità dell'uomo nella propria discendenza e testimonianza di una fede nel futuro che onora l'umanità: "Pensai che il giorno dopo di sicuro ci sarebbe stato bel tempo".

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