La prima cosa bella

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Anna Nigiotti nel Settantuno era una giovane e bellissima mamma proclamata Miss del più popolare stabilimento balneare di Livorno, ignara di suscitare le attenzioni maliziose della popolazione maschile, i sospetti rabbiosi del marito Mario e la vergogna del primogenito Bruno. Oggi, ricoverata alle cure palliative, Anna sbalordisce i medici con la sua irresistibile e contagiosa vitalità e fa innamorare i degenti terminali. Bruno invece, ha ormai tagliato i ponti con la sua città, la sua famiglia, il suo passato. Insegna senza entusiasmo in un Istituto Alberghiero e conduce un'esistenza cocciutamente priva di affetti. Ma la sorella Valeria lo convince a venire a salutare la madre per l'ultima volta, e Bruno torna malvolentieri a Livorno. L'incontro, dopo tanti anni, con quella mamma esplosiva, ancora bella e vivacissima, che a dispetto delle prognosi mediche sembra non aver nessuna intenzione di morire, costringe Bruno a rievocare le vicissitudini familiari che aveva voluto a tutti i costi dimenticare.
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    Claudia

    20/12/2018 16:55:14

    Virzì non delude mai. I suoi film non sono capolavori, ma hanno qualcosa di sincero e onesto, forse anche grazie alla scelta degli attori. Il perno di questo film è un personaggio femminile fragile, dolce e ingenuo che ricorda alcuni personaggi interpretati dalla Sandrelli nei tempi d'oro del cinema italiano. Non a caso in questo film la Sandrelli c'è e interpreta lo stesso personaggio in età avanzata. Una bella storia italiana di abbandoni e ritorni.

2010 - Nastri d'Argento Miglior Attrice Protagonista Sandrelli Stefania
2010 - Nastri d'Argento Miglior Attrice Protagonista Ramazzotti Micaela
2010 - David di Donatello Miglior Attrice Protagonista Ramazzotti Micaela
2010 - David di Donatello Miglior Attore Protagonista Mastandrea Valerio

  • Produzione: Medusa Home Entertainment, 2016
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 116 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti; Inglese; Francese
  • Formato Schermo: 1,85:1
  • Area2
  • Valerio Mastandrea Cover

    "Attore italiano. Esordisce sul grande schermo nel 1994 con Ladri di cinema di P. Natoli e nel 1996 interpreta un poliziotto in Palermo-Milano solo andata di C. Fragasso. Simbolo dei giovani disorientati e, spesso, disoccupati, è protagonista di commedie generazionali come Cresceranno i carciofi a Mimongo (1996) di F. Ottaviano e Tutti giù per terra (1997) di D. Ferrario. Immerso nelle atmosfere della sua città, a teatro con Rugantino e al cinema con La carbonara (2000) di L. Magni, è nel cast di Domani (2000) di F. Archibugi, prima di fornire una delle sue prove più convincenti e mature interpretando il meccanico di Ostia, amante delle donne e dei motori truccati, protagonista di Velocità massima (2002) di D. Vicari. Nel 2004 è un tenente dei carabinieri in Lavorare con lentezza di G.?Chiesa... Approfondisci
  • Micaela Ramazzotti Cover

    Attrice italiana. Dopo le prime esperienze nei fotoromanzi e le fugaci apparizioni in La via degli angeli (1999) di P. Avati e Vacanze di Natale 2000 (1999) di C. Vanzina, nel suo vero esordio sul grande schermo è associata all’immagine della ragazza di borgata, sradicata e problematica: è così protagonista del segmento Norma nel film a episodi La prima volta (1999) di M. Martella, ma anche del fumettistico-parodico Zora la vampira (2000) dei Manetti Brothers. La Giulia di Commedia sexy (2001) di C. Bigagli, coinvolta in scambi di coppia da pochade, è l’ultimo ruolo prima di una pausa che coincide con un’intensa attività televisiva. La consacrazione cinematografica arriva con Non prendere impegni stasera (2006) di G.M. Tavarelli, per il quale – nei panni della giovane amante Veronica – ottiene... Approfondisci
  • Stefania Sandrelli Cover

    "Attrice italiana. La sua bellezza acerba e provocante, notata a un concorso di miss che vince a soli quindici anni, le fa ottenere un piccolo ruolo in Il federale (1961) di L. Salce. Ma il suo pigmalione al cinema è P. Germi che, prima con la seduttrice fintamente ingenua di Divorzio all'italiana (1961), poi con la giovinetta costretta alle nozze riparatrici da un padre-padrone nella Sicilia arcaica e spietata di Sedotta e abbandonata (1964), ne sfrutta appieno la spontaneità perturbante, adattissima anche alla ragazza senza qualità alla vana ricerca del successo in Io la conoscevo bene (1965) di A. Pietrangeli. Con i lineamenti moderni eppure tradizionali, la languida fisicità esibita a mo' di ironico sfottò, il broncio infantile pronto a cedere il passo a un sorriso disarmante, S. sa farsi... Approfondisci
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