La prima cosa che guardo

Grégoire Delacourt

Traduttore: R. Fedriga
Editore: TEA
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 maggio 2016
Pagine: 221 p., Brossura
  • EAN: 9788850242863
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Descrizione

«Delacourt non solo conosce l'arte di concatenare le storie, ma sa descrivere i sussulti dell'amore con grande sensibilità e con parole semplici ed esatte ci porta alle lacrime.» – Marie France

Che peso ha la bellezza nella vita? Siamo capaci di accettarci per quello che siamo? Si può essere amati per sé, o siamo amati per quello che colmiamo nell'altro? Queste domande giacciono nel profondo di noi stessi e non sempre abbiamo il coraggio di affrontarle prima che la realtà s'imponga con la sua risposta improrogabile. Sono gli stessi interrogativi dinanzi a cui si ritroverà improvvisamente Arthur, dopo che, una pigra sera di settembre, il destino busserà alla sua porta, cambiando per sempre la sua vita. Dopo la Jocelyne di "Le cose che non ho", un libro pieno di tenerezza e di commozione, che parla di identità, della vanità dell'apparire, della difficoltà e del coraggio necessari per costruire una relazione sincera con un altro essere umano. Un romanzo sui contorni dell'anima e la misura del cuore. E sul destino, che può sovvertire qualsiasi cosa.

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Recensioni dei clienti

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    Dal mio BLOG erigibbi.it

    04/10/2017 10:29:59

    Una sera di settembra Arthur sentirà bussare alla sua porta di casa, andrà ad aprire e si troverà di fronte Scarlett Johansson. O almeno, per un po’ crederà che quella dea sia proprio lei, perché è uguale, sembra la sua gemella e Scarlett non ha una gemella quindi sì, Arthur e noi lettori crederemo che quella persona sia proprio Scarlett. Poi però scopriremo che quella non è affatto Scarlett ma Jeanine, una comune ragazza qualsiasi che ha la fortuna o la sfortuna di assomigliare in tutto e per tutto a Scarlett quando invece lei non desiderà altro che assomigliare unicamente a se stessa, Jeanine per l’appunto. Questa è la sinossi che ho creato io perché dalla quarta di copertina non c’è scritto nulla del genere. Da quello che è stato scritto nella trama del libro io mi aspettavo tutt’altro. Mi aspettavo un libro che mi facesse veramente riflettere sul peso che la bellezza può avere nella vita, sulla capacità di accettare o meno il nostro corpo, sulla fortuna di essere amati da un’altra persona per quello che siamo e non per come appariamo. Sicuramente si parla di bellezza e del peso che questa può avere per Jeanine ma è tutto troppo banale, troppo inverosimile, troppo creato ad arte, finto. Nonostante questo ho segnato delle frasi che sono riuscite a colpirmi ma non sono abbastanza. Pensavo che avrei finito un intero evidenziatore per sottolineare e sottolineare righe e righe che mi facevano pensare, riflettere o che mi riscaldavano l’animo. Ora vi riporto nel dettaglio cos’ho deciso di ricordarmi di questo libro: Anche il silenzio ha la violenza delle parole. Ho sottolineato qualcosa che non c’entra nulla sul tema della bellezza. Non è un punto a favore del libro se capite il mio punto di vista. Arthur Dreyfuss scoprì una delle forme più semplici e pure di felicità: essere profondamente e inspiegabilmente felice in compagnia di un’altra persona. Questo è già meglio. Possiamo capire che la bellezza non è abbastanza ma la [rec. completa sul blog]

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    Giancarlo

    21/09/2014 21:37:13

    Ho letto questo romanzo perché accccattivato da una recensione poi risultata totalmente errata. Il libro non fa affatto ridere ma è invece pieno di poesia, di sentimento e di amore. E' un libro perfetto per chi ha voglia di rivivere l'emozione del primo incontro e del primo bacio. Ci sono pagine piene di poesie, di tristezza e di malinconia (in pieno e perfetto stile francese). Un bravo autore Delacourt, che ben conosce l'animo umano e le sue debolezze.

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