Traduttore: C. Giorgetti Cima
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27/02/2007
Pagine: 413 p., Brossura
  • EAN: 9788804566106
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Recensioni dei clienti

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    Attilio Alessandro

    24/01/2016 15:27:36

    Non sono d'accordo con le altre recensioni. Per me siamo sempre negli standard altissimi di Mankell. Il racconto è ben costruito, i personaggi ben caratterizzati e la descrizione dei luoghi puntuale ed ineccepibile. Che poi il tutto sia pervaso da angoscia e tristezza....che dire. Mankell è sempre stato così, con la fatica di vivere. Bel libro.

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    Sofia

    16/09/2013 16:26:53

    E' la mia prima recensione negativa su Mankell: ho letto i nove libri che precedono questo e sono sempre rimasta piacevolmente colpita; con questo invece, anche se non sono ancora arrivata alla fine, provo una grande delusione. Non riconosco il Wallander delle precedenti storie, qui viene dipinto come un dispotico, patetico, vecchio poliziotto oramai sulla via del declino. Non ho trovato continuità con i libri precedenti, le questioni rimaste in sospeso non vengono riprese, sembra siano passati secoli dall'ultima indagine. Ciò che ne esce è una gran brutta copia di Wallander che non mi piace per niente. Un mito che crolla. Spero di ricredermi con "l'uomo inquieto".

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    Giuseppe

    24/03/2013 00:36:34

    Un libro tanto noioso da far rabbia. Trama inconsistente e scritta con superficialità . Giallo da serie B

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    marcello

    05/12/2012 14:14:27

    Non dei migliori: lento,involuto,troppo costruito. Insomma decisamente noioso

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    Gianni F.

    13/11/2012 15:27:22

    Sono un grande estimatore di Mankell del quale ho letto molto, oltre alle inchieste del commisario Wallander, del quale sono un convinto fan. Sinceramente è il primo libro che mi delude. Questo romanzo non ha nulla a che spartire con gli altri nove (ho già letto anche Piramide) che lo hanno preceduto. Soggetto fragile, personaggi sbiaditi e la protagonista Linda, figlia di Wallander, che non ha nulla da spartire con il padre. Linda è personaggio, sciatto, poco intelligente, per nulla attraente e molto antipatico. In questo romanzo, oltre alla mancanza di una storia coinvolgente, mancano le affascinanti riunioni della squadra investigativa con tutte le figure caratteristiche che la compongono. Un romanzo che pare scritto dal "segretario" di Mankell e non da lui stesso!

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    mitla77

    12/07/2010 20:31:14

    Nei libri precedenti Kurt Wallander lamentava spesso l'inefficienza della polizia svedese e in questo libro ce la dimostra tutta facendo arruolare la figlia Linda, ex aspirante suicida, ex aspirante tappezziera, attuale maleducata impicciona che approfitta delle assenze di un'amica per scroccarle appartamento, macchina e pure per leggerle il diario segreto. E fortuna che è un'amica. Ci si chiede inoltre se questa polizia è davvero una bufala o se Mankell ci piglia tutti da scemi quando, per fare un confronto vocale tra una telefonata e un presunto testimone dell'assassino, non disponendo della registrazione persa (??) si basa sull'imitazione della figlia Linda, che tale voce maschile peraltro l'ha sentita una sola volta. A parte la difficoltà oggettiva di imitare una voce senza studio del personaggio (ma lei la imita perfettamente, figuriamoci)mi chiedo quale tribunale accetterebbe una cosa talmente ridicola e soggettiva come prova in un procedimento penale per omicidio plurimo aggravato e tentata strage. Siamoben lontani dall'introspezione psicologica di "la falsa pista" o "Assassino senza volto", dove non riuscivi a staccare gli occhi dal libro. Lo consiglio solo se volete un giallonzolo per passare qualche pomeriggio sotto l'ombrellone. Vietato a chi ha letto la produzione precedente di Mankell.

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    silvia

    05/07/2010 11:47:13

    E' la prima volta che leggo questo autore e il mio giudizio è positivo. Certo non un capolavoro, ma scorre bene e piacevolmente. Ogni tanto la storia degli "invasati" prende un po' troppo il sopravvento ed è noioso...ma leggerò altri romanzi di Hennings.

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    Adriano

    10/06/2010 22:47:46

    A mio parere nettamente inferiore, in quanto a qualità di scrittura e trama, agli altri romanzi con Wallander protagonista.In questo "episodio" la figura della figlia è quasi fastidiosa ed in più momenti impedisce al lettore di lasciarsi andare e godersi la lettura, che comunque tende a deludere.Non lo ritengo un "passo falso", ma un infelice tentativo di variazione.

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    Katber

    12/10/2009 14:58:13

    Piu cupo e triste che mai in un crescendo di situazioni angoscianti e dolorose che culminano in un finale piuttosto scontato. Mankell scrive bene ma questa volta mi ha deluso.

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