Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 18 ottobre 2016
Pagine: 141 p., Brossura
  • EAN: 9788806228477
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Recensioni dei clienti

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    Caio

    03/11/2017 10:31:38

    Ho avuto un caso di suicidio in famiglia e ho esitato molto prima di comprarlo. Leggendolo, anche complice il coinvolgimento emotivo di un'esperienza diretta, l'ho trovato molto delicato e toccante. Scrivere di un tema così è una prova complessa che Giagni riesce a interpretare in modo molto solido.

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    Patrizio Trecca

    07/05/2017 19:46:04

    Non sono d'accordo con il sig. Galderisi. Ho trovato il libro un piacevole racconto di avventure oniriche, psicologiche, reali e surreali ben amalgamate tra loro. In questo libro c'è Platone, c'è Shakespeare, c'è Fellini e c'è persino Michel Gondry, se vogliamo. "Prima di perderti" affronta il lutto senza essere scontato, che poi a mio modo di vedere, non è il lutto il tema centrale, bensì tutto quello che non c'è stato prima, che non si è affrontato prima. Ho trovato alcune sfumature e alcuni colpi di penna sorprendenti. Questa opera seconda spiana sicuramente la strada al terzo romanzo, nel quale tra esperienza e esperimento arriverà la consacrazione. Consigliato!

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    Giorgio Galderisi

    31/12/2016 15:40:08

    "I toni di una tragedia shakespeariana", dovrebbe avere questo romanzo, secondo la presentazione sul retro. Dopo averlo letto, non posso che ridere di una simile introduzione. Tanto rumore per nulla. Il confronto di un giovane col padre defunto suicida. Il tema del confronto generazionale è abbozzato con una sequela di luoghi comuni, avvolti in una patina di falsa emozione (sì, per me non c'è nulla di autentico nell'emozione, nel risentimento, nel lutto che un personaggio dice di "dover elaborare". Dire che è poco autentico, è un eufemismo). Il tono saccente del narratore protagonista mi ha reso poco propenso a credere alla verità del personaggio, se devo dire il vero. Non mi ha trascinato nella sua storia, non mi ha attratto per niente, mi ha dato solo un senso di repulsione. Il conflitto col padre suicida è tutto dalla parte dell'io narrante, e la partita è impari già dall'inizio.

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Hanno detto de "L'estraneo":

«Il romanzo di un giovane che fa sentire vecchi, talmente è impastato nel presente e capace di spiazzare.» - Walter Siti, La Stampa

«Leggendo il romanzo di Giagni riconosciamo la consistenza purgatoriale del presente.» - Giorgio Vasta, la Repubblica