Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 277 p., Brossura
  • EAN: 9788806201586
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Recensioni dei clienti

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    AdrianaT.

    16/04/2016 13:46:02

    Più che l'estasi dell'amore, ne emerge la tragedia; più che la gioia degli incontri, rimane lo strazio degli abbandoni. The dark side of love: amori che finiscono unilateralmente, che si sovrappongono gli uni agli altri, che distruggono e che rinascono dalle macerie di quelli finiti lasciando una scia di morti e feriti. Buona la scrittura di Covacich, bello l'incastro delle due storie, meno buono il sapore che lascia in bocca.

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    Caterina brigati

    26/10/2013 12:06:15

    Prima di sparire de Covacich è un romanzo celebrale. È il racconto di una storia reale o pseudoreale infilata dentro un abbozzo di romanzo, con l'idea che le due storie si completino a vicenda. È un genere narrativo inusuale basato su quello che l'autore definisce, all'interno del romanzo, nuova arte: la vita vera che diventa inventata, la vita vera che, raccontata, perde i suoi reali connotati perché il racconto ne ha selezionato solo parti, rendendo quel resoconto di vita solo una finzione, un'opera d'arte. E quest'opera d'arte parla di abbandono, della strana, ma molto comune possibilità di amare contemporaneamente due persone delle quali non si può fare a meno, parla di separazioni che generano perdita, senso di frustrazione , di smarrimento, bisogno di conferma e contemporaneamente di nuove esperienze. È la storia di un'anima che mette a nudo le sue contraddizioni. Con uno stile asciutto,secco, a volte poco lineare Covacich ritrae la generazione dei quarantenni di oggi, schiacciati fra la rassicurante tenerezza del mondo già vissuto ed esperito e lo slancio di volare lontano per provare nuove esperienze. Il finale è aperto, almeno lo è per me che non sono ancora riuscita a comprenderne il significato; si conclude con il racconto di una separazione vissuta da uno dei protagonisti quando era bambino, e ricorda come quell'addio sia stato sereno, semplice, privo di traumatici postumi. Forse il messaggio dell'autore è che bisognerebbe vivere come i bambini, senza il peso della memoria, del senso di responsabilità, dell'obbligo per i doveri morali (cosa che chiaramente non è riuscita a lui) vivere la vita con più leggerezza, che, come diceva Calvino, non è superficialità. Caterina Brigati

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    sara_fiore

    02/06/2013 12:44:22

    ...ho letto, per cuirosità, le altre recensioni...molti lamentano e condannano la mancanza di una trama...boh, mi sembra critica insensata, perchè la trama c'è, anche se a volte sfocata o immobile... come del resto accade nella vita...un libro bello, che racconta la vita vera, quella che succede,anche se non l'hai immaginata per te, non l'hai cercata nè voluta.. Ninete di più lontano dal banale triangolo, si racconta invece la dualità, l'uncapacità di moversi sul tracciato che vorremmo per noi. Bello

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    Loris

    25/11/2011 14:39:24

    Ho preso questo romanzo per conoscere gli sviluppi delle vite di carta di Dario, Maura, Fiona. Sapevo che pero' vi avrei trovato soprattutto tracce della vita dell'autore, disposto a mettersi in scena in prima persona, raccontando sentimenti e vicende della sua sfera privata. Ho giocato a fare il voyeur, memore delle analoghe e felici prove di Emmanuel Carrere. Non ho chiuso la trilogia iniziata con 'A perdifiato' e 'Fiona', ma in compenso ho trovato pagine vibranti, coinvolgenti, ricche di citazioni letterarie e cinematografiche. Il tema dell'abbandono domina la narrazione, che pero' offre numerosi altri spunti di riflessione. A tratti Covacich pare quasi compiaciuto di esporre il proprio dolore, ma nella mia lettura prevale l'impressione di una finzione 'autentica'.

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    Paola

    02/10/2011 12:37:40

    E' il primo libro che leggo di questo autore(conosciuto positivamente in "vanity fair") ma sara' sicuramente anche l'ultimo. Romanzo insulso,senza capo ne' coda, volgarità gratuita. Incomprensibile poi il parallelismo con il libro che il protagonista sta scrivendo.bocciato.

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    Feliciana

    14/06/2011 04:24:00

    Mi ha ricordato un romanzo d'appendice di vetuste riviste femminili...e, inoltre, prima lo scrittore/protagonista ha problemi economici per le uscite con l'amante, che aumentano il budget famigliare. Poi, tutto d'un tratto, si trasferisce nella città di lei lasciando tutto all'ex moglie, lui senza lavorare e la nuova compagna ha un lavoro precarissimo...sarei curiosa di sapere di che cosa vive. Ritorna, purtroppo implacabile, "l'umiliazione delle stelle", il maratoneta e quant'altro. Non lo riacquisterei.

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    simona

    15/11/2009 17:47:58

    Ho appena finito di leggere questo "romanzo": era tanto tempo che non leggevo una tale accozzaglia di parole scritte per riempire le pagine! Covachic racconta palesemente la sua esperienza per convincere il lettore che il suo tradimento non era poi così infimo visto che LUI ha sofferto così tanto? Io mi chiedo: descrive il suo dolore o soffre per scriverne? Mai letto niente di così falso e subdolo! Covachic, abbi un po' più fiducia nei tuoi lettori, ce ne sono di attenti!

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    simona

    15/11/2009 17:47:58

    Ho appena finito di leggere questo "romanzo": era tanto tempo che non leggevo una tale accozzaglia di parole scritte per riempire le pagine! Covachic racconta palesemente la sua esperienza per convincere il lettore che il suo tradimento non era poi così infimo visto che LUI ha sofferto così tanto? Io mi chiedo: descrive il suo dolore o soffre per scriverne? Mai letto niente di così falso e subdolo! Covachic, abbi un po' più fiducia nei tuoi lettori, ce ne sono di attenti!

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    il.pompa

    24/10/2009 16:52:51

    lui soffre, il lettore soffre. lui gode, il lettore gode. il massimo, per uno scrittore. per delusi e abbandonati, ma forse più per abbandonanti. bravo.

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    il.pompa

    24/10/2009 16:52:51

    lui soffre, il lettore soffre. lui gode, il lettore gode. il massimo, per uno scrittore. per delusi e abbandonati, ma forse più per abbandonanti. bravo.

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    benedetta

    25/09/2009 12:23:44

    come sempre ben scritto ma impossibile da finire, non esiste una trama, solo un'accozzaglia di fatti che non interessano particolarmente. Spero di riuscire a finirlo perchè me lo trascino da mesi. Peccato. Si svolge in parte nella mia città. Peccato perchè non assomiglia nemmeno a un po' al capolavoro di APERDIFIATO che consiglio vivamente. imperdibile.

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    benedetta

    25/09/2009 12:23:44

    come sempre ben scritto ma impossibile da finire, non esiste una trama, solo un'accozzaglia di fatti che non interessano particolarmente. Spero di riuscire a finirlo perchè me lo trascino da mesi. Peccato. Si svolge in parte nella mia città. Peccato perchè non assomiglia nemmeno a un po' al capolavoro di APERDIFIATO che consiglio vivamente. imperdibile.

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    patrizia

    27/06/2009 21:01:25

    Ho appena finito di leggere "Prima di sparire" ed è certamente un libro che non dimenticherò. Covacich scrive in maniera superlativa, e riesce a dare spessore e luminosità a personaggi e ambientazioni. Un libro che mi ha emozionata e coinvolta, ancor di più perchè parla di luoghi che conosco, visto che abito in Friuli, e Pordenone, il Piancavallo, Udine e Trieste fanno parte anche della mia esistenza. Ho provato anch'io, seppure con esiti diversi, la lacerazione fra due amori, uno "ufficiale" e l'altro clandestino, e mi sono riconosciuta in molti tratti.. Geniali certe riflessioni e la descrizione di persone e situazioni.. Credo proprio che leggerò tutti i suoi libri, perchè per me è stato amore a prima lettura.. Coraggiosa la scelta di parlare della propria vita e dei propri sentimenti.. Un libro che mi ha fatto sentire meno sola, e che mi è dispiaciuto finire...

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    patrizia

    27/06/2009 21:01:25

    Ho appena finito di leggere "Prima di sparire" ed è certamente un libro che non dimenticherò. Covacich scrive in maniera superlativa, e riesce a dare spessore e luminosità a personaggi e ambientazioni. Un libro che mi ha emozionata e coinvolta, ancor di più perchè parla di luoghi che conosco, visto che abito in Friuli, e Pordenone, il Piancavallo, Udine e Trieste fanno parte anche della mia esistenza. Ho provato anch'io, seppure con esiti diversi, la lacerazione fra due amori, uno "ufficiale" e l'altro clandestino, e mi sono riconosciuta in molti tratti.. Geniali certe riflessioni e la descrizione di persone e situazioni.. Credo proprio che leggerò tutti i suoi libri, perchè per me è stato amore a prima lettura.. Coraggiosa la scelta di parlare della propria vita e dei propri sentimenti.. Un libro che mi ha fatto sentire meno sola, e che mi è dispiaciuto finire...

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    Robertino

    15/04/2009 11:52:38

    Non lo so se questo libro mi è piaciuto o no. Condivido molte delle considerazioni fatte dagli lettori, sia favorevoli che detrattori: che è un libro sentito, che i veri nomi sono un valore aggiunto, ma è anche vero che è senza trama, che il triangolo è dei più banali... Però non sono nemmeno riuscito ad abbandonarlo. A perdifiato mi era piaciuto con più facilità, ma Covacich rimane bravissimo a comunicare il sangue che scorre e a dare autoidentificazione al lettore. P.S. Per me la scena indimenticabile rimane quella nell'appartamentino di Mestre, dove l'autore trova la foto con Romolo Bugaro e... C'ero anch'io a Venezia quell'anno ciao

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    Robertino

    15/04/2009 11:52:38

    Non lo so se questo libro mi è piaciuto o no. Condivido molte delle considerazioni fatte dagli lettori, sia favorevoli che detrattori: che è un libro sentito, che i veri nomi sono un valore aggiunto, ma è anche vero che è senza trama, che il triangolo è dei più banali... Però non sono nemmeno riuscito ad abbandonarlo. A perdifiato mi era piaciuto con più facilità, ma Covacich rimane bravissimo a comunicare il sangue che scorre e a dare autoidentificazione al lettore. P.S. Per me la scena indimenticabile rimane quella nell'appartamentino di Mestre, dove l'autore trova la foto con Romolo Bugaro e... C'ero anch'io a Venezia quell'anno ciao

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    g. ausilio bertoli

    24/12/2008 01:02:55

    Sembra - a me - che Covacich abbia scritto questo romanzo con l'intenzione di sventolare le proprie emozioni e le proprie empatie quasi dovesse liberarsi di un laccio strettissimo che gli toglieva il respiro, impedendogli di ricominciare (tutto daccapo) ad amare, cioè a vivere pienamente, ossia senza nevrosi, frustrazioni, depressioni. Ho ripreso in mano, dopo averlo accantonato in uno scaffale, il romanzo "Eutanasia di un amore" di Giorgio Saviane, dove l'autore afferma che l'amore e, sì, un dato antico, ma rimane amore solo se si rinnova continuamente. Ebbene, Covacich cerca di rinnovarlo, il suo amore, attraverso continui e impietosi scandagli e perlustrazioni della sua intimità. Mediante una forma narrativa che credo si configuri esemplarmente nell' iperrealismo introspettivo. Certo, a parecchi lettori l'iperrealismo di tal genere ha il sapore della noia, seppure lieve. Ma Covacich è un maestro nella descrizione dei sentimenti e di ogni altro moto dell'animo. Anzi, è uno dei massimi esponenti italiani dell'intimismo. Una cosa vorrei però conoscere dall'autore: l'attrazione che ha provato - e prova - per la giornalista (la sua nuova fiamma) è forse il frutto di un'empatia istintiva, sorretta da un affetto del tutto simile a quello che gli riversava la madre? A mio giudizio, infatti, gli amori irrefrenabili (ineluttabili) sono effettivamente quelli che nascono improvvisi grazie all'empatia, all'attrazione sessuale e al sentimento materno (o paterno, a seconda) che un partner percepisce nell'altro. Mauro, attendo risposta! Ausilio Bertoli

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    g. ausilio bertoli

    24/12/2008 01:02:55

    Sembra - a me - che Covacich abbia scritto questo romanzo con l'intenzione di sventolare le proprie emozioni e le proprie empatie quasi dovesse liberarsi di un laccio strettissimo che gli toglieva il respiro, impedendogli di ricominciare (tutto daccapo) ad amare, cioè a vivere pienamente, ossia senza nevrosi, frustrazioni, depressioni. Ho ripreso in mano, dopo averlo accantonato in uno scaffale, il romanzo "Eutanasia di un amore" di Giorgio Saviane, dove l'autore afferma che l'amore e, sì, un dato antico, ma rimane amore solo se si rinnova continuamente. Ebbene, Covacich cerca di rinnovarlo, il suo amore, attraverso continui e impietosi scandagli e perlustrazioni della sua intimità. Mediante una forma narrativa che credo si configuri esemplarmente nell' iperrealismo introspettivo. Certo, a parecchi lettori l'iperrealismo di tal genere ha il sapore della noia, seppure lieve. Ma Covacich è un maestro nella descrizione dei sentimenti e di ogni altro moto dell'animo. Anzi, è uno dei massimi esponenti italiani dell'intimismo. Una cosa vorrei però conoscere dall'autore: l'attrazione che ha provato - e prova - per la giornalista (la sua nuova fiamma) è forse il frutto di un'empatia istintiva, sorretta da un affetto del tutto simile a quello che gli riversava la madre? A mio giudizio, infatti, gli amori irrefrenabili (ineluttabili) sono effettivamente quelli che nascono improvvisi grazie all'empatia, all'attrazione sessuale e al sentimento materno (o paterno, a seconda) che un partner percepisce nell'altro. Mauro, attendo risposta! Ausilio Bertoli

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    Arcangela Cammalleri

    15/12/2008 22:46:59

    Covacich confessa di aver raccontato 18 mesi della sua vita precedenti la stesura del romanzo dove il ricordo è la sua versione del ricordo e dove la vita di tanti si è trasformata nella scrittura di uno solo. La trama: LUI che abbandona la moglie per un’altra donna, una moglie che tradisce il marito e seguiamo gli incontri clandestini di questi due amanti e un atleta, il marito tradito, diventato per puro caso un performer. Uno scrittore di successo che tra conferenze, presentazione di libri, reading consuma un amore non completamente spento per un altro non pienamente convinto. Si strugge d’amore e per amore e se non fosse per la scrittura dirompente, iperrealistica ed incisiva, potrebbe la trama rassomigliare ad un romanzo sentimental-rosa. Impressiona in positivo non tanto la storia di per sé non particolarmente avvincente, quanto la tecnica narrativa: l’io narrante interno/esterno, il lessico attualizzato di inglesismi, la minuzia descrittiva dei particolari fisici, ambientali. Es: studio televisivo; i riflettori neutri, senza gelatina, le parti metalliche delle telecamere, i cavi pendenti, la lucida convessità degli obiettivi, la compostezza minerale degli assistenti di studio… Covacich scandaglia persone, sentimenti, ambienti al microscopio, individua i frammenti cellulari dell’animo umano e al pari di un chirurgo viviseziona e segmenta ogni percezione sensoriale. In questo senso smonta il congegno complesso del cervello scindendo pensieri e riflessioni e pulsioni emotive. La centralità della storia sta non nelle azioni, ma negli stati emozionali del protagonista che mette a nudo senza filtri le sue debolezze e le sue sofferenze. E’ senz’altro un romanzo di qualità in cui la scrittura trascina sempre più lontano lo scrittore al di là delle sue intenzioni, la letteratura si sottomette alla vita.

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    Arcangela Cammalleri

    15/12/2008 22:46:59

    Covacich confessa di aver raccontato 18 mesi della sua vita precedenti la stesura del romanzo dove il ricordo è la sua versione del ricordo e dove la vita di tanti si è trasformata nella scrittura di uno solo. La trama: LUI che abbandona la moglie per un’altra donna, una moglie che tradisce il marito e seguiamo gli incontri clandestini di questi due amanti e un atleta, il marito tradito, diventato per puro caso un performer. Uno scrittore di successo che tra conferenze, presentazione di libri, reading consuma un amore non completamente spento per un altro non pienamente convinto. Si strugge d’amore e per amore e se non fosse per la scrittura dirompente, iperrealistica ed incisiva, potrebbe la trama rassomigliare ad un romanzo sentimental-rosa. Impressiona in positivo non tanto la storia di per sé non particolarmente avvincente, quanto la tecnica narrativa: l’io narrante interno/esterno, il lessico attualizzato di inglesismi, la minuzia descrittiva dei particolari fisici, ambientali. Es: studio televisivo; i riflettori neutri, senza gelatina, le parti metalliche delle telecamere, i cavi pendenti, la lucida convessità degli obiettivi, la compostezza minerale degli assistenti di studio… Covacich scandaglia persone, sentimenti, ambienti al microscopio, individua i frammenti cellulari dell’animo umano e al pari di un chirurgo viviseziona e segmenta ogni percezione sensoriale. In questo senso smonta il congegno complesso del cervello scindendo pensieri e riflessioni e pulsioni emotive. La centralità della storia sta non nelle azioni, ma negli stati emozionali del protagonista che mette a nudo senza filtri le sue debolezze e le sue sofferenze. E’ senz’altro un romanzo di qualità in cui la scrittura trascina sempre più lontano lo scrittore al di là delle sue intenzioni, la letteratura si sottomette alla vita.

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