Primavera di bellezza

Beppe Fenoglio

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: XXVIII-186 p.
  • EAN: 9788806184223
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    Hyeronimus52

    15/10/2015 21:54:39

    Johnny, un giovane piemontese, vive i mesi precedenti l'armistizio del 8 settembre 1943 tra scuola allievi ufficiali e vita da caserma alla periferia di Roma; il ribaltone del governo Badoglio spinge Johnny, dopo un difficile viaggio attraverso la penisola verso i luoghi natii, a una presa di coscienza che lo spinge ad entrare in una banda partigiana. Nella prima parte il racconto è un po' lento e privo di brio, successivamente l'azione si anima, il racconto si accende e ti prende fino al folgorante epilogo.

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    sandro landonio

    07/09/2014 15:38:10

    Due sentimenti dominano il romanzo e sono l' incertezza e la vergogna. All'inizio si tratta di sensazioni non perfettamente delineate, ma i nodi arrivano al pettine quando, l' 8 settembre del '43, l'incerto esercito italiano si sfalda come neve al sole, nel contraddittorio contrasto fra lo stolido orgoglio degli ufficiali e la completa concreta disorganizzazione. Arrendersi di fronte ai tedeschi, anche se si è venti volte più numerosi non può non provocare vergogna al singolo uomo, forse la Resistenza dei soldati di leva è nata anche da questo sentimento di fronte al fatto che alcuni giovani uomini, fra cui Johnny, non sopportassero il fatto di stare a guardare e subire. Lo scrivere di Fenoglio non vuole essere avvincente, anzi cerca nella sobrietà dei toni una mediazione, che rende certe volte ridicoli i singoli uomini (Pezzullo fra tutti), ma mai melodrammatico il conflitto; è solo nel finale che la vicenda si infiamma, con un finale che lascia aperto lo spazio a nuove vicende. A mio parere comunque, il valore di testimonianza di quegli anni supera abbondantemente la qualità letteraria.

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    marina

    06/07/2010 13:33:44

    Sono d’accordo con Oskar: è più difficile degli altri romanzi, però dà un’idea ben precisa del disordine - dello sbando anzi – conseguente all’armistizio dell’8 settembre 1943, quando i soldati rimasero senza più comando, senza direttive in alcun senso. Moltissimi si persero, vennero catturati o uccisi. La prosa di Fenoglio è sempre unica. Bellissimo il finale, l’ultima pagina vale la lettura del libro.

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    OskarSchell

    06/05/2009 09:39:22

    Più 'difficile' degli altri romanzi e racconti di Fenoglio, ma comunque molto bello. Consigliato altamente!

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