I primitivi. Tutta un'altra preistoria (Blu-ray)

(Early Man)

Titolo originale: Early Man
Regia: Nick Park
Paese: Gran Bretagna; Francia
Anno: 2018
Supporto: Blu-ray
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    Francesco Calò

    17/09/2018 18:00:38

    Film di animazione realizzato con la particolare tecnica della stop-motion dagli studios Aardman (Galline in fuga, Wallace & Gromit, Shaun the sheep, ecc.) è una simpatica parodia del mondo del calcio, trasportato all'età preistorica. Gag intelligenti e divertenti condiscono la storia con personaggi azzeccati. Ho apprezzato anche i messaggi di sportività, lavoro di gruppo e lealtà che il film trasmette ai bambini veicolando gli autentici valori che il calcio, come qualunque sport, dovrebbe trasmettere, mettendo anche un po' bonariamente in ridicolo quello che oggi è diventato il calcio professionistico.

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Battute sarcastiche sull'Inghilterra, l'evoluzione della specie e l'avidità di certi governanti

Trama

  Il giovane cavernicolo Dug vive nella foresta in armonia con la sua tribù, ancorata allo stile di vita elementare dell'Età della pietra, finché un gruppo di guerrieri già entrati pienamente nell'Età del bronzo caccia tutti i (relativamente più) primitivi nelle aride Badlands, sottraendo loro le terre più fertili. Ma Dug non si rassegna e si infiltra nel territorio del nemico, dove apprenderà che il gioco preferito nell'Età del bronzo è.... il calcio. E poiché alcune pitture su pietre rupestri rivelano alla sua tribù di aver avuto antenati calciatori, Dug decide di sfidare i nemici ad una partita: se vincerà riavrà la sua terra, in caso contrario tutta la sua tribù dovrà lavorare in miniera per i vincitori.
  Dopo Galline in fuga, Wallace and Gromit - La maledizione del coniglio mannaro, Giù per il tubo e Shaun, vita da pecora gli studi di animazione inglesi Aardman si cimentano con una nuova storia di riscatto in claymation, cioè girata in stop motion con figurine di plastilina.

I primitivi tra la retorica del gioco piu bello del mondo e la Brexit

La trama gira intorno a una partita di calcio in stile ‘Fuga per la vittoria’: vincere per restare liberi, perdere per diventare schiavi. Ma noi italiani stiamo attraversiamo la valle di lacrime di chi si trova a guardare il Mondiale in arrivo soltanto da spettatori.

C’è una complicazione tutta italica che accompagna l’arrivo al cinema de I primitivi, il nuovo lungometraggio di animazione stop-motion diretto dal premio Oscar britannico Nick Park. E non mi riferisco al doppiaggio, per quanto il confronto tra Eddie Redmayne-Tom Hiddleston-Maisie Williams vs. Riccardo Scamarcio-Salvatore Esposito-Paola Cortellesi uno comunque tenda a farlo.
La trama di questo film gira intorno a una partita di calcio (calcio paleolitico, comunque più moderato del calcio fiorentino), in stile Fuga per la vittoria: vincere per restare liberi, perdere per diventare schiavi. Ma noi, italiani nel senso di tifosi della Nazionale, quest’anno attraversiamo la valle di lacrime (esagerando) di chi si trova a guardare il Mondiale in arrivo soltanto da spettatori non-coinvolti, per colpa delle macumbe venturian-tavecchiane.
Quindi tutta la retorica del gioco più bello del mondo come portatore di civiltà, affrancatore di popoli ecc. ecc., di cui I primitivi è pervaso – nel film la magica sfera chiamata pallone è letteralmente un dono da un altro mondo, in forma di meteorite – a noi per forza risulta un po’ amara. Anche perché l’animo sportivo nazionale che viene risollevato da questo film è soprattutto quello inglese – ok, hanno inventato il calcio moderno e hanno il tifo più bello. Ma in quanto a palmarès mondiale…
Comunque. I primitivi racconta la storia di Dag e della sua tribù, che vive tranquilla in una valle verde (però sono scalzi) cacciando, quando riescono, furbissimi coniglietti – citazione da Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, ovviamente. Sono primitivi perché fermi all’Età della Pietra: ma un giorno la loro armonia è interrotta da una civiltà esterna che è già entrata nell’Età del Bronzo, e fa irruzione a bordo di mammut in assetto da guerra che ricordano quelli dell’esercito di Mordor.
Un popolo superiore dal punto di vista tecnologico (e della bigiotteria) ma inevitabilmente già corrotto. I primitivi quindi vengono cacciati dalla valle, ricca di risorse, ed esiliati in una landa sterile, piena di pericoli, lava e anatre giganti con le zanne. Ma Dag, che evidentemente ha una marcia in più dei suoi compatrioti, non ci sta e convince Lord Nooth, il capriccioso leader dei Bronzei, a giocarsi tutto con una partita di calcio. Quello, incredibilmente, acconsente. Da qui in poi è facile immaginare come andrà.
È interessante notare come nella versione originale i Bronzei abbiano un accento vagamente francese, che nel doppiaggio italiano diventa tedesco: perché nell’immaginario nostrano i cattivoni, soprattutto in fase pre-elettorale, sono gli eurocentrici sostenitori dell’austerity e delle quote latte. Ma in questo scontro/incontro tra continentali sofisticati e variegati (l’Unione Europea?) e degli isolani più autentici ma anche più arretrati c’è forse qualche sfumato accenno alla Brexit, e alla tendenza della Gran Bretagna a cercare di riappropriarsi del proprio felice passato non-globalizzato? Forse, ma non è del tutto chiaro dove sia la ragione. In fondo i Bronzei hanno inventato il pane in cassetta.
I primitivi è deliziosamente retrò, visivamente sfavillante, divertente e tenero, un po’ naif nelle gag, e come previsto dà il meglio nella varietà dei personaggi e nella ricchezza dei dettagli. E il doppiaggio è eccellente (originale, ma pure italiano, dai). Certo, è lo stesso spirito che trent’anni fa da ingrediente base alle storie targate Aardman, la casa di produzione che ha creato capolavori come Galline in fuga e Shaun, vita da pecora.
Forse con il passare degli anni l’umorismo di Nick Park si è fatto meno sovversivo, più rassicurante. Ma stiamo parlando di un signore gentile va per i 60 e porta avanti un’arte analogica, ormai estranea a questo tempo di CGI e supereroi strafottenti. Andate su YouTube e guardatevi un’intervista: vorreste soltanto sedervi lì con lui, bere un the e mangiare crackers e formaggio, proprio come fanno i suoi (e nostri) adorati Wallace e Gromit. Ma in mancanza di quello, c’è questo film.

Recensione di MARIO BONALDI

  • Produzione: Lucky Red, 2018
  • Distribuzione: Warner Home Video
  • Durata: 88 min
  • Lingua audio: Italiano (5.1 DTS-HD Master Audio); Inglese (5.1 DTS-HD Master Audio)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1.85:1 1080p 24fps
  • Area B
  • Contenuti: Conferenza stampa con i doppiatori italiani - La nascita - L'evoluzione - Cori das-tadio - Trailer