Il primo passo nel bosco

Alessandro De Roma

Editore: Il Maestrale
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2010
Pagine: 208 p., Brossura
  • EAN: 9788864290126
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Recensioni dei clienti

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    Michele

    08/02/2012 09:26:37

    Boh...voto intermedio (né carne né pesce), così come interdetto mi ha lasciato il libro. Il protagonista inizialmene é talmene odioso da aver voglia di scaraventare il libro contro il muro, ma per lo stesso motivo che si prosegue la lettura, sperando quasi che gli succeda qualcosa di brutto prima o poi. In realtà, proseguendo, Serafino fa quasi pena, soffocato da se stesso. La trama però, la trovo inconsistente, la storia non parte mai. Ma evidentemente non é la storia ad essere importante in questo libro, anche se questo rende piuttosto pesante la lettura.

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    paola

    18/07/2010 14:58:40

    Una scrittura che conquista il lettore ( ancora una volta) Nessuna moda da seguire e nessun ammiccamento a temi facili e da scrittura giovane e “giovanilistica” ( le prigioni in cui si chiudono scrittori come Valeria Parrella, per esempio). Alessandro De Roma è un autore di carattere che non cade nelle facili trappole.

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    piero f.

    04/07/2010 11:43:20

    un assunto degli scrittori noir è che, utilizzando lo schema delitto-indagine, si voglia in realtà scandagliare l'animo umano, i suoi tormenti et similia; mi chiedo spesso perché non rappresentino direttamente l'animo umano e i suoi tormenti con una semplice storia, invece di riempirla di legioni di assassini e eserciti di ispettori depressi (americani, svedesi, sloveni o della papuasia che siano): e la risposta che mi son dato è che è più facile usare un canovaccio già pronto e strade già tracciate. semplice e profondo, una storia normale narrata come pochi autori fanno. è molto più difficile narrare una storia "normale" ("Come è facile scrivere difficile, e come è difficile scrivere facile!", si dice), riuscendo a catturare il lettore: e in questo libro de roma dimostra come sia un maestro della quotidianità, delle nevrosi, delle normalità dell'esistenza che tutti vediamo tutti i giorni in tutte le persone, senza scorciatoie investigative; un libro in cui spesso il non-detto - lo spazio bianco tra le righe - è altrettanto importante, e ci vuole una certa abilità per far parlare anche i silenzi. un libro che a poco a poco mi ha preso per i capelli senza che neanche me ne accorgessi, non per consolare (come oggi fa molta "letteratura" consolatoria), non per intrattenere (come oggi fa molta "letteratura" intrattenitrice) ma per emozionare. nella sua semplicità, un libro delicato e discreto che a poco a poco ti prende per i capelli e si insinua. serafino e amalia li senti respirare, per quanto sono vivi. serafino mi ha fatto pensare a una sorta di titanismo - però rinunciatario - e è ben reso il confronto con la vita di persone, che per quanto possano sembrare eccentriche, altro non sono che persone "normali", visto che tutti siamo normali e particolari: reso in maniera non pedadogica ma estetica: non c'è intenzione di spiegare il mondo, ma di mostrarlo: e ciò accade solo con gli scrittori di carattere. bravo de roma: camaleontico pur restando riconoscibile. mi ha ricordato "La morte di Ivan Il'ic"

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