Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788806175689
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    Cristiano Cant

    01/12/2014 15:20:22

    Tremano i polsi ad azzardare una manciata di sillabe attorno a un monumento della letteratura mondiale, somma e annuncio di un Novecento tragico e follemente insensato. L'incudine delle imperfette freddezze della legge gettato dall'alto sul cuore di un uomo la cui irrisolvibile angoscia di vivere si risolve in un rassegnato consegnarsi al dramma. K come ogni anima pura, annullato da un sociale inumano e sordo, egoistico, dalle paurose e pericolosissime cadenze del potere, dal cattivo seme di un comprendere sfuggente, dalla solitudine che sbatte contro ogni minimo ascolto, e soprattutto dalle matasse contraddette e contraffatte in cui la giustizia è solo una parola. Immenso apologo su un destino che può farsi in un momento pratica viva cadendo come una scure nera e inattesa su chiunque, terribile fatalità che Kafka rende invincibile, rende verità insormontabile.

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    Borromini

    03/11/2014 18:49:25

    Letto due volte, per ricordarmi come si legge un capolavoro. L'angoscia di vivere.

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    nicola

    06/07/2014 12:43:34

    Superbo.Divino Kafka.Qui voglio essere un pò "stupidino"...immaginate un tema in classe, "oggetto" fuori da un contesto ordinario....bene: passate la penna al maestro Kafka. Insuperabile.

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    Paolo

    12/04/2014 08:28:08

    Kafka scrive un autentico capolavoro di introspezione psicologica, in cui la realtà più sembra surreale più invece è reale....ogni volta che lo leggo mi viene in mente un altro grande scrittore dalle infinite capacità di introspezione psicologica, Soseki, e capolavori come Anima e Cuore e il Minatore....

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    Jean

    26/03/2014 12:14:51

    In questa grande opera domina il surreale, un incubo per il protagonista a cui viene intentato un processo per qualcosa che non ha commesso e mai ne capirà il motivo. La trama è molto scorrevole e personalmente ritengo che una delle grandezze di Kafka sia il riuscire ad immergere il lettore nella vicenda narrata. Un romanzo che consiglio a chi non avesse mai letto Kafka al pari del suo più famoso romanzo "La Metamorfosi".

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    Nino Amico

    22/12/2013 15:03:41

    Romanzo complesso e profondissimo, surreale e geniale, denso di immagini che lasciano annichiliti. Visioni deliranti e potenti, ricche di spunti sui malesseri del nostro io più intimo e riflessioni sulle angosce dell'uomo, sulla colpa, sulla impossibilità della redenzione. Riflessioni sulla giustizia distorta e spietata dell'uomo sull'uomo, sulla giustizia divina, sul rapporto dell'uomo con la religione e con Dio. E poi immagini che raccontano dei difficili rapporti umani, del senso di sconfitta, di vuoto, di profondissima angoscia nei rapporti personali, amorosi o semplicemente intimi, della incapacità di raggiungere autenticità, condivisione e verità. Un mondo incredulo, infido, dove nessuno può fidarsi di nessuno o di se stessi, dove i propri pensieri non rassicurano, non chiariscono, non aiutano. Le sensazioni provate mentre si legge sono angoscianti, claustrofobiche, persino fisiche, si percepisce l'ansia e la si vive noi stessi assieme a K. e manca davvero l'aria come manca a K. e sembra quasi di provare la fatica di respirare. Sensazioni forti che sono prima di tutto sensazioni dell'anima. Pur essendo un manoscritto per certi versi frammentario, soprattutto nel finale, quasi abbozzato, dobbiamo ringraziare Max Brod per aver disobbedito alle volontà testamentarie di Kafka, il quale avrebbe voluto distruggere questo straordinario romanzo che tanto ha rappresentato e rappresenta ancora oggi per ognuno di noi.

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    Daniele75

    10/12/2013 09:57:20

    Sicuramente un libro da leggere anche per vedere come il surreale, a volte, possa prendere vita in situazioni di tutti i giorni.

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    Vito

    13/11/2013 22:04:18

    Probabilmente avrò sbagliato ad acquistarlo senza leggere prima la trama, cosa che faccio di solito, ma avendo trovato l'offerta del prendi due e paghi uno non ci ho pensato due volte. L'autore è un grande perchè riesce a narrare in questo romanzo le titubanze e le perplessità di un indagato, andando a scovare nelle parti più estreme della sua ragione.....a volte la lettura, ripeto non essendo del mio genere, è risultata un pò pesante...ma va bene uguale, ma non posso sminuire la scrittura e lo stile narrativo di un grande....

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    mateo

    04/06/2013 02:16:34

    voto 10 e lode , niente da dire capolavoro assoluto, ma direi di stare attenti a chiamare kafka il migior scrittore del 900 in quanto cera ancora in giro un certo sig.LUIGI PIRANDELLO saluti.

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    Raffaele

    19/09/2011 16:53:47

    Un magnifico incubo, la vera rappresentazione dell'angoscia e dell'ansia, atmosfere uniche. Kafka maestro indiscusso.

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    Davide

    23/04/2011 18:05:21

    Romanzo surreale, strutturato benissimo per entrare nei "paesaggi dell'anima", ricordando Hillman, Galimberti, Borgna. Va letto come un sogno, uno stato d'animo appunto, non deve essere razionalizzato più di tanto, limitiamoci alla sensazione che ci lascia.

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    Andrea

    26/02/2010 14:02:33

    Capolavoro indiscussio. Kafka rimane il più grande scrittore del 900.

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    Roby di Chivasso

    19/12/2009 10:22:32

    La caratteristica principale di questo capolavoro di Franz kafka e' l' incomunicabilita'. I dialoghi all' apparenza sembrano normali e tranquilli e non si nota una particolare conflittualita'. Si nota pero' tra i personaggi una freddezza, una diffidenza e un' incomunicabilita' angosciante, assurda e senza speranza. Mi viene in mente " Il grido " di Munch, ma nelle opere di Kafka questo grido non e' nemmeno liberatorio ed e' sempre represso e soffocato.

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    guith

    05/11/2009 20:05:13

    capolavoro !!! è inutile e ridondante proferire parole ulteriori.

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    Paolo

    21/09/2009 13:38:05

    Immorale definire noioso "Il Processo", così come lo è rammaricarsi per la sua incompiutezza. Le opere del Maestro, si parli pur anche de "Il Castello" o "Amerika", si vantano del proprio essere senza finale, poiché il vero finale è proprio non averne e poter seguitare nella mente del lettore. Anche senza mai finire.

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    *Sir Psycho Sexy*

    22/06/2009 19:42:30

    interessante il tema; noioso, confuso e pesante lo svolgimento...

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    Ant.74

    16/02/2009 08:23:35

    Leggere il processo è una esperienza unica. Ci si trova impelagati in situazioni senza senso, dove tutto ciò che si pensa e si crede non è propriamente così. Il protagonista è accusato e poi condannato per una colpa di cui non gli è dato conoscere il perchè, ma che non è nota neppura al "tribunale" stesso. Al tribunale non interessa il colpevole di per sè, ma la "colpa" in sè. Josef K. si aggira per terreni tortuosi, angusti dall'odore stantio, dove non esiste un barlume di legge. Non è dato oltrepassare la porta della Legge, è protetta dal guardiano. Leggetelo!

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    Lucia

    05/12/2008 10:08:59

    Claustrofobico, asfittico, angosciante. Tutte definizioni azzeccate. Più di tutto però questo romanzo è onirico. E'un viaggio allucinante e senza ritorno verso una fine inevitabile, è un tentativo inutile di districarsi da una ragnatela sempre più fitta e stretta, è un cercare una via d'uscita in un labirinto che non ne ha. Il brancolare del protagonista è costellato di personaggi inquietanti, quasi diabolici che lo accompagnano per un breve tratto e poi passano il testimone ad altri. Leggendolo si hanno le sensazioni angoscianti che si provano nei sogni, sembra di salire una scala che non porta a niente o di aprire una porta che dà sul vuoto. E forse sono proprio le atmosfere opprimenti, i soffitti bassi, l'aria irrespirabile e la nebbia fitta che non permettono al lettore di staccarsi dalla lettura, che lo tengono incollato alle pagine fino alla fine agghiacciante. Come ha detto un nostro amico recensore, le chiavi di lettura sono molte e ognuno può vedere nel romanzo ciò che più gli aggrada. Resta il fatto che si tratta di una lettura bellissima e terribile.

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    francesco

    04/10/2008 13:02:08

    Asfittico romanzo di Kafka,dominato da un senso di inquietudine,poi sapientemente tramutata in angoscia esistenziale,ed in fine in passiva rassegnazione davanti all'Ineluttabile che si oppone all'esistenza (ammesso che essa abbia senso),riesce tuttavia ad avvincere.Il tratto dominante del racconto,ove oscure corti giudiziarie innominabili si arrogano il diritto di tramutare in una penosa fatica di sisifo il lavoro della difesa giudiziale relegata ai margini di un sistema processuale cripto inquisitoriale fatto di maceranti attese e claustrofobiche rincorse per gli imputati(carne da macello),sembra essere la mancanza di uscita da un'assurda situazione di cui rimane vittima inconsapevole Joseph,che mai sapra' di cosa e' accusato e da chi.Aporia assoluta.Significativo il colloquio avvenuto con il pittore ,segregato in spazi talmente ristretti da sfiorare l'inverosimile:tutto il libro e' avvolto da reminiscenze gotiche,surrealistiche,quasi da incubo.E' piu facile difendersi davanti a giudici dipinti su tela che auspicare di essere assolti previa esposizione delle proprie ragioni davanti al tribunale fantasma,macchina onnivora relegata nei bui anfratti di un solaio,capace di distruggere vite e stritolare innocenti.Joseph rimane schiacciato da questo infernale meccanismo.Paradossale.

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    fabrizio morgagni

    06/09/2008 16:59:28

    non trovo le parole giuste per descrivere la grandezza di questo testo, perciò dovete fidarvi sulla fiducia se vi consiglio più che vivamente di leggerlo. é come costruire un puzzle con le parti già disposte in ordine ma dove l'immagine sarà chiara soltanto alla fine. assolutamente da leggere!!!!!!

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