Editore: Einaudi
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 18 luglio 2014
Pagine: 268 p.
  • EAN: 9788806223427

68° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Classica (prima del 1945)

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Descrizione

Josef K. condannato a morte per una colpa inesistente è vittima del suo tempo. Sostiene interrogatori, cerca avvocati e testimoni soltanto per riuscire a giustificare il suo delitto di "esistere". Ma come sempre avviene nella prosa di Kafka, la concretezza incisiva delle situazioni produce, su personaggi assolutamente astratti, il dispiegarsi di una tragedia di portata cosmica. E allora tribunale è il mondo stesso, tutto quello che esiste al di fuori di Josef K. è processo: non resta che attendere l'esecuzione di una condanna da altri pronunciata.

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Recensioni dei clienti

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    Serena

    26/10/2018 09:11:22

    Molti conoscono Kafka per le "Metamorfosi". Pero consiglio davvero tanto questo libro perchè ti lascia con il fiato sospeso. Uso un aggettivo "avvolgente". Consigliatissimo...

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    raffaella

    21/09/2018 16:20:47

    Terrificante come il protagonista si trovi incastrato dagli eventi. Capolavoro

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    Anastasia

    20/09/2018 21:16:19

    Uno dei libri più avvincenti quando si tratta il tema dell'assurdo. Il protagonista attraversa vicende paradossali in un universo disordinato e dispotico alla mercé di un'idea di giusto inesistente. L'autore nel suo capolavoro pone al lettore non solk questioni di moralità ma anche quesiti che attengono alla sua quotidianità, sebbene racchiuda il tutto in un'ambientazione spettrale e decadente e a volte avvolta dal mistero del soprannaturale. L'edizione qui proposta è la migliore in circolazione per formato e traduzione del testo, rende bene le atmosfere e lo stile dello scrittore e il comodo formato permette una lettura costante in ogni luogo -cosa che è necessaria poiché il libro si legge tutto d'un fiato! Alla fine anche il lettore dovrà chiedersi dov'è il giusto e la legge, e come le nostre scelte possono influire sull'attuazione della giustizia.

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    Alessandro

    20/09/2018 16:57:53

    Aveva ragione Carmelo Bene ad asserire che Kafka è il più grande pornografo di tutti i tempi. Qui siamo al livello in cui la letteratura non è più letteratura perché è superata; si è andati oltre a qualsivoglia struttura letteraria. Da rileggere più volte e perdersi per sempre.

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    Cristiano Cant

    01/12/2014 15:20:22

    Tremano i polsi ad azzardare una manciata di sillabe attorno a un monumento della letteratura mondiale, somma e annuncio di un Novecento tragico e follemente insensato. L'incudine delle imperfette freddezze della legge gettato dall'alto sul cuore di un uomo la cui irrisolvibile angoscia di vivere si risolve in un rassegnato consegnarsi al dramma. K come ogni anima pura, annullato da un sociale inumano e sordo, egoistico, dalle paurose e pericolosissime cadenze del potere, dal cattivo seme di un comprendere sfuggente, dalla solitudine che sbatte contro ogni minimo ascolto, e soprattutto dalle matasse contraddette e contraffatte in cui la giustizia è solo una parola. Immenso apologo su un destino che può farsi in un momento pratica viva cadendo come una scure nera e inattesa su chiunque, terribile fatalità che Kafka rende invincibile, rende verità insormontabile.

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    Borromini

    03/11/2014 18:49:25

    Letto due volte, per ricordarmi come si legge un capolavoro. L'angoscia di vivere.

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    nicola

    06/07/2014 12:43:34

    Superbo.Divino Kafka.Qui voglio essere un pò "stupidino"...immaginate un tema in classe, "oggetto" fuori da un contesto ordinario....bene: passate la penna al maestro Kafka. Insuperabile.

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    Paolo

    12/04/2014 08:28:08

    Kafka scrive un autentico capolavoro di introspezione psicologica, in cui la realtà più sembra surreale più invece è reale....ogni volta che lo leggo mi viene in mente un altro grande scrittore dalle infinite capacità di introspezione psicologica, Soseki, e capolavori come Anima e Cuore e il Minatore....

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    Jean

    26/03/2014 12:14:51

    In questa grande opera domina il surreale, un incubo per il protagonista a cui viene intentato un processo per qualcosa che non ha commesso e mai ne capirà il motivo. La trama è molto scorrevole e personalmente ritengo che una delle grandezze di Kafka sia il riuscire ad immergere il lettore nella vicenda narrata. Un romanzo che consiglio a chi non avesse mai letto Kafka al pari del suo più famoso romanzo "La Metamorfosi".

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    Nino Amico

    22/12/2013 15:03:41

    Romanzo complesso e profondissimo, surreale e geniale, denso di immagini che lasciano annichiliti. Visioni deliranti e potenti, ricche di spunti sui malesseri del nostro io più intimo e riflessioni sulle angosce dell'uomo, sulla colpa, sulla impossibilità della redenzione. Riflessioni sulla giustizia distorta e spietata dell'uomo sull'uomo, sulla giustizia divina, sul rapporto dell'uomo con la religione e con Dio. E poi immagini che raccontano dei difficili rapporti umani, del senso di sconfitta, di vuoto, di profondissima angoscia nei rapporti personali, amorosi o semplicemente intimi, della incapacità di raggiungere autenticità, condivisione e verità. Un mondo incredulo, infido, dove nessuno può fidarsi di nessuno o di se stessi, dove i propri pensieri non rassicurano, non chiariscono, non aiutano. Le sensazioni provate mentre si legge sono angoscianti, claustrofobiche, persino fisiche, si percepisce l'ansia e la si vive noi stessi assieme a K. e manca davvero l'aria come manca a K. e sembra quasi di provare la fatica di respirare. Sensazioni forti che sono prima di tutto sensazioni dell'anima. Pur essendo un manoscritto per certi versi frammentario, soprattutto nel finale, quasi abbozzato, dobbiamo ringraziare Max Brod per aver disobbedito alle volontà testamentarie di Kafka, il quale avrebbe voluto distruggere questo straordinario romanzo che tanto ha rappresentato e rappresenta ancora oggi per ognuno di noi.

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    Daniele75

    10/12/2013 09:57:20

    Sicuramente un libro da leggere anche per vedere come il surreale, a volte, possa prendere vita in situazioni di tutti i giorni.

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    Vito

    13/11/2013 22:04:18

    Probabilmente avrò sbagliato ad acquistarlo senza leggere prima la trama, cosa che faccio di solito, ma avendo trovato l'offerta del prendi due e paghi uno non ci ho pensato due volte. L'autore è un grande perchè riesce a narrare in questo romanzo le titubanze e le perplessità di un indagato, andando a scovare nelle parti più estreme della sua ragione.....a volte la lettura, ripeto non essendo del mio genere, è risultata un pò pesante...ma va bene uguale, ma non posso sminuire la scrittura e lo stile narrativo di un grande....

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    mateo

    04/06/2013 02:16:34

    voto 10 e lode , niente da dire capolavoro assoluto, ma direi di stare attenti a chiamare kafka il migior scrittore del 900 in quanto cera ancora in giro un certo sig.LUIGI PIRANDELLO saluti.

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    Raffaele

    19/09/2011 16:53:47

    Un magnifico incubo, la vera rappresentazione dell'angoscia e dell'ansia, atmosfere uniche. Kafka maestro indiscusso.

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    Davide

    23/04/2011 18:05:21

    Romanzo surreale, strutturato benissimo per entrare nei "paesaggi dell'anima", ricordando Hillman, Galimberti, Borgna. Va letto come un sogno, uno stato d'animo appunto, non deve essere razionalizzato più di tanto, limitiamoci alla sensazione che ci lascia.

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    Andrea

    26/02/2010 14:02:33

    Capolavoro indiscussio. Kafka rimane il più grande scrittore del 900.

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    Roby di Chivasso

    19/12/2009 10:22:32

    La caratteristica principale di questo capolavoro di Franz kafka e' l' incomunicabilita'. I dialoghi all' apparenza sembrano normali e tranquilli e non si nota una particolare conflittualita'. Si nota pero' tra i personaggi una freddezza, una diffidenza e un' incomunicabilita' angosciante, assurda e senza speranza. Mi viene in mente " Il grido " di Munch, ma nelle opere di Kafka questo grido non e' nemmeno liberatorio ed e' sempre represso e soffocato.

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    guith

    05/11/2009 20:05:13

    capolavoro !!! è inutile e ridondante proferire parole ulteriori.

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    Paolo

    21/09/2009 13:38:05

    Immorale definire noioso "Il Processo", così come lo è rammaricarsi per la sua incompiutezza. Le opere del Maestro, si parli pur anche de "Il Castello" o "Amerika", si vantano del proprio essere senza finale, poiché il vero finale è proprio non averne e poter seguitare nella mente del lettore. Anche senza mai finire.

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    *Sir Psycho Sexy*

    22/06/2009 19:42:30

    interessante il tema; noioso, confuso e pesante lo svolgimento...

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