Prodigal Son (White Limited Edition)

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Artisti: Elliott Murphy
Supporto: Vinile LP
Numero supporti: 1
Etichetta: BTF
  • EAN: 8056518310324
Salvato in 1 lista dei desideri

€ 11,50

Punti Premium: 12

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
VINILE

Altri venditori

Mostra tutti (2 offerte da 11,50 €)

White Limited Edition.
Prodigal Son è il trentacinquesimo album di Elliott Murphy. Si compone di 9 nuove canzoni - le prime offerteci dal songwriter newyorkese in tre anni - tutte registrate al Question de Son Studio, la sala di registrazione dove artisti come Beck e Kanye West hanno lavorato ultimamente di passaggio a Parigi.
L'album è stato preceduto da "Chelsea Boots", un 7" a tiratura limitata pubblicato solo in Italia per il Record Store Day e contenente, sulla facciata B, un brano mai edito prima in cd o vinile; "Poetic Justice theme" è una canzone utilizzata anni fa da Murphy per accompagnare un suo racconto ispirato dai film di Sergio Leone.
Prodotto, missato e registrato da Gaspard Murphy, Prodigal Son, in cui sono protagonisti anche le tastiere alla Leon Russel di Leo Cotton e il violino di Melissa Cox, è stato concepito e scritto con l'idea di incorporare un coro gospel e l'impasto di voci che si innalzano per creare un effetto monumentale come in "Wit's end".Brani che si evidenziano nel disco sono il singolo "Chelsea boots", la love song "Let me in" e "Hey little sister", la toccante storia di una ragazzina che diventa donna. Per non dire della conclusiva "Absalom, Davy & Jacky O", un autentico film noir racchiuso in una canzone, che con i suoi oltre undici minuti risulta essere ad oggi la composizione più lunga pubblicata da Murphy nella sua carriera.
Questa importante uscita discografica segue di due anni Aquashow Deconstructed - che Route 61 aveva pubblicato nel 2015 e che presentava una interessante rilettura da parte di Murphy del suo album di esordio Aquashow (1973) - e il film/documentario "The second act of Elliott Murphy", che includeva tra l'altro interviste con Bruce Springsteen ("non penso che Elliott abbia mai scritto una brutta canzone") e Billy Joel ("dal momento in cui lo conobbi, giovanissimo, a Long Island capii di che pasta era fatto").
Disco 1
1
Chelsea Boots
2
Alone In My Chair
3
Hey Little Sister
4
Let Me In
5
The Prodigal Son
6
Karen Where Are You Going
7
Wit’S End
8
You’Ll Come Back to Me
9
Absalom, Davy & Jackie O
4
di 5
Totale 1
5
0
4
1
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    luca

    11/01/2020 10:55:37

    Grande prova di maturità di un artista che non ha mai avuto un grandissimo riscontro mediatico, forse perchè lavorando su registri espressivi a metà strada tra Springsteen e Dylan non ha trovato spazio adeguato. Ho consumato la puntina del giradischi con "Murph the surf" e "Party girls / Broken poets" negli anni 80, poi con l'avvento dei cd, ritenendo che la sua musica sia prettamente da ascoltare su vinile (al pari dei sopracitati mostri sacri del r'n'r), l'ho dimenticato. Passano gli anni, torna in auge il vinile e vedo questo disco tra l'altro a prezzo inspiegabilmente basso. Come usuale non faccio alcuna ricerca su internet ma mi fido della sensazione che mi trasmette la copertina: un'ombra su un muro, la silhouette inconfondibile di Murphy, come se venisse dichiarato che al centro del disco sono le canzoni e non l'autocelebrazione di un vecchio artista. Compro immediatamente e vengo ricompensato con un prodotto magico, degno dei migliori cantautori americani. Murphy, nelle note a margine dell'album lo definisce un concept album e ha ragione: "Chelsea boots" esordisce con un crescendo che mi riporta ai due album sopra citati, poi si passa a una serie di canzoni tra cui ho apprezzato tantissimo "wit's end", "hey little sister" e la monumentale "Absalom, Davy e Jackie O" di oltre 10 minuti (canzoni di tale durata sono riserva, fra l'altro occasionale, dei grandissimi della musica: Queen - Santana - Led Zeppelin - Pink Floyd - Dylan - Doors - Springsteen si è fermato a 9,5 min, perchè spesso intrasmettibili dalle radio e se non perfette stancano sicuramente l'ascoltatore). Non l'album assoluto di Murphy (a mio parere il titolo va a "Party girls....") ma sicuramente uno dei quattro migliori. A questo prezzo, con una registrazione pulita e scorrevole - visto anche il vinile bianco (e mi pare i 180 gr del disco - a sensazione) che fa la sua impressione - irrinunciabile.

Note legali