Il professore di desiderio

Philip Roth

Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788806222932
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    Magico

    24/07/2017 11:32:44

    Libro bellissimo, scritto come solo Roth sa fare. Mi sono immedesimato molto nel personaggio, praticamente la storia della mia vita prima dei 34 anni, quando ho incontrato la mia attuale moglie. Forse per questo motivo mi ha coinvolto molto. Lo consiglio.

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    Raffaele

    21/08/2013 23:12:55

    Un romanzo sublime con diverse anime. Il dialogo finale tra David e Claire, già da solo, vale una lezione di scrittura creativa. Roth sempre più unico.

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    Maria

    26/03/2012 21:35:18

    Anche io, come letto in alcune recensioni precedenti, ho fatto fatica a ritrovare il Roth che ho amato, quello di Lamento di Portnoy, per citare solo uno dei suoi romanzi. La storia non mi ha coinvolto per niente, e questo personaggio non cattura. Cosa più grave, mi pare quasi che l'autore stesso si sia annoiato nel raccontare situazioni piuttosto banali,dialoghi senza mordente, senza fine. Stavolta è andata così,ma leggerò ancora Roth!

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    sordello

    05/11/2010 11:52:29

    da amante di Roth devo dire che questo romanzo non mi è piaciuto affatto; la storia, a differenza di altre, non è coinvolgente e ho fatto fatica a proseguire nella lettura.

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    claudio

    10/05/2009 17:45:14

    Non sono riuscito ad andare oltre le 50 pagine, con molta fatica. Pur avendo letto tutto Roth, a volte penso (ma cancello subito l'impressione) che ci stia prendendo in giro con la sua fobia del sesso.

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    Nicola Intrevado

    03/04/2009 22:00:27

    Quando esce un libro di Roth ,o una ristampa inedita come : " Il professore di desiderio " , ha la priorita' su tutto cio' che sto leggendo in quel momento.Sia pure un lavoro meritevole , e , persino se si tratta di un giallo. Vi confesso che si tratta del Larsson de " La Regina dei castelli di carta ".Lo acquisto alla mia prima uscita dall' Ospedale dove lavoro e , lo leggo con la lentezza estrema che un Opera complessa , quale la sua , richiede. Poi , con altrettanta calma ,lo rileggo una seconda volta e stavolta lo sottolineo , lo annoto , e, solo allora posso esprimere un parere. Ponderato. Digerito. Meditato. La dimostrazione tangibile del mio grado di nevrosi ossessiva.Lo so. E questo perche' : Roth e' l' intelligenza del pensiero dell' uomo moderno , almeno di quei pochi rimasti in vita. E' l' architettura perfetta , ardita e ostinata , delle parole alla ricerca di una struttura organizzativa e sintattica , posta , al servizio dell' arte della scrittura. E' l' ironia che si sveste dell' oscuro velo dell' inconscio , del buio del non detto , dell' inconfessato , del mito all' origine del pensiero irrazionale e inconfessabile dell' uomo. E' il verbale di una seduta collettiva da un' anlista freudiano e junghino , assieme. Abbracciati. E' la sintesi, fatta lettura , arte pura , dell' immenso amore e dello studio attento dei tanti , tanti libri letti. E pensati. E riletti.E solo allora , ripensati. E spiegati. E' la dimostrazione concereta dell' inconsistenza del Premio Nobel e affini , li' dove persino Fo e la Deledda sono stati premiati.In luogo di un Borges o di un Moravia che possono o no piacere. Ma hanno certo inciso , con un segno indelebile il panorama letterario mondiale. Roth , lo confesso senza imbarazzo, e' tutto cio' che avrei voluto essere se fossi stato uno scrittore.Non un libro di meno. Non una pagina di meno.Non una parola di meno. Quindi, non solo vi consiglio di leggere questo libro ,ma di leggere tutto Roth.Gia' domani.Ci conto.

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    Philip

    01/03/2009 15:20:19

    Uno dei migliori Roth in assoluto, con tutti gli elementi che lo hanno reso grande:l'ironia, il sarcasmo, la sincerità, il profondo lavoro di scavo psicologico nei contrastanti desideri del protagonista. Anche qua, imperdonabile il ritardo di pubblicazione (l'edizione originale risale addirittura al 1977). Scritto come sempre in maniera superba, l'ho trovato superiore al ben più celebrato "Lamento di Portnoy".

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