Il professore di desiderio

Philip Roth

Traduttore: N. Gobetti
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 234 p., Brossura
  • EAN: 9788806222932
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Descrizione
Da studente al college, David Kepesh si proclama "libertino fra gli eruditi, erudito fra i libertini". Non sa ancora quanto profetico - o fatale - si rivelerà questo motto. Perché seguendo Kepesh dall'ovattata vita familiare dell'infanzia fino allo sconfinato territorio selvaggio dell'opportunità erotica, da un ménage à trois a Londra ai travagli della solitudine a New York, Philip Roth crea un romanzo di suprema intelligenza, toccante e spesso esilarante, sul dilemma del piacere: dove lo cerchiamo, perché lo fuggiamo, con quanta fatica giungiamo a una tregua fra la dignità e il desiderio.

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Magico

    24/07/2017 11:32:44

    Libro bellissimo, scritto come solo Roth sa fare. Mi sono immedesimato molto nel personaggio, praticamente la storia della mia vita prima dei 34 anni, quando ho incontrato la mia attuale moglie. Forse per questo motivo mi ha coinvolto molto. Lo consiglio.

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    Raffaele

    21/08/2013 23:12:55

    Un romanzo sublime con diverse anime. Il dialogo finale tra David e Claire, già da solo, vale una lezione di scrittura creativa. Roth sempre più unico.

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    Maria

    26/03/2012 21:35:18

    Anche io, come letto in alcune recensioni precedenti, ho fatto fatica a ritrovare il Roth che ho amato, quello di Lamento di Portnoy, per citare solo uno dei suoi romanzi. La storia non mi ha coinvolto per niente, e questo personaggio non cattura. Cosa più grave, mi pare quasi che l'autore stesso si sia annoiato nel raccontare situazioni piuttosto banali,dialoghi senza mordente, senza fine. Stavolta è andata così,ma leggerò ancora Roth!

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    sordello

    05/11/2010 11:52:29

    da amante di Roth devo dire che questo romanzo non mi è piaciuto affatto; la storia, a differenza di altre, non è coinvolgente e ho fatto fatica a proseguire nella lettura.

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    claudio

    10/05/2009 17:45:14

    Non sono riuscito ad andare oltre le 50 pagine, con molta fatica. Pur avendo letto tutto Roth, a volte penso (ma cancello subito l'impressione) che ci stia prendendo in giro con la sua fobia del sesso.

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    Nicola Intrevado

    03/04/2009 22:00:27

    Quando esce un libro di Roth ,o una ristampa inedita come : " Il professore di desiderio " , ha la priorita' su tutto cio' che sto leggendo in quel momento.Sia pure un lavoro meritevole , e , persino se si tratta di un giallo. Vi confesso che si tratta del Larsson de " La Regina dei castelli di carta ".Lo acquisto alla mia prima uscita dall' Ospedale dove lavoro e , lo leggo con la lentezza estrema che un Opera complessa , quale la sua , richiede. Poi , con altrettanta calma ,lo rileggo una seconda volta e stavolta lo sottolineo , lo annoto , e, solo allora posso esprimere un parere. Ponderato. Digerito. Meditato. La dimostrazione tangibile del mio grado di nevrosi ossessiva.Lo so. E questo perche' : Roth e' l' intelligenza del pensiero dell' uomo moderno , almeno di quei pochi rimasti in vita. E' l' architettura perfetta , ardita e ostinata , delle parole alla ricerca di una struttura organizzativa e sintattica , posta , al servizio dell' arte della scrittura. E' l' ironia che si sveste dell' oscuro velo dell' inconscio , del buio del non detto , dell' inconfessato , del mito all' origine del pensiero irrazionale e inconfessabile dell' uomo. E' il verbale di una seduta collettiva da un' anlista freudiano e junghino , assieme. Abbracciati. E' la sintesi, fatta lettura , arte pura , dell' immenso amore e dello studio attento dei tanti , tanti libri letti. E pensati. E riletti.E solo allora , ripensati. E spiegati. E' la dimostrazione concereta dell' inconsistenza del Premio Nobel e affini , li' dove persino Fo e la Deledda sono stati premiati.In luogo di un Borges o di un Moravia che possono o no piacere. Ma hanno certo inciso , con un segno indelebile il panorama letterario mondiale. Roth , lo confesso senza imbarazzo, e' tutto cio' che avrei voluto essere se fossi stato uno scrittore.Non un libro di meno. Non una pagina di meno.Non una parola di meno. Quindi, non solo vi consiglio di leggere questo libro ,ma di leggere tutto Roth.Gia' domani.Ci conto.

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    Philip

    01/03/2009 15:20:19

    Uno dei migliori Roth in assoluto, con tutti gli elementi che lo hanno reso grande:l'ironia, il sarcasmo, la sincerità, il profondo lavoro di scavo psicologico nei contrastanti desideri del protagonista. Anche qua, imperdonabile il ritardo di pubblicazione (l'edizione originale risale addirittura al 1977). Scritto come sempre in maniera superba, l'ho trovato superiore al ben più celebrato "Lamento di Portnoy".

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"Finalmente riesco a dar voce - in un assordante unisono - ai dubbi così a lungo taciuti, e ora le meste, solenni emozioni che mi hanno dominato nel corso di questa giornata si coagulano in qualcosa di altrettanto palpabile e terrificante di uno stiletto. Solo un intermezzopenso, e come se fossi davvero stato pugnalato e la forza vitale sgorgasse fuori da me, mi sento sul punto di ruzzolare giù dalla sedia. Solo un intermezzo. Non conoscerò mai qualcosa di duraturo. Soltanto gli irrinunciabili ricordi di sentimenti discontinui e provvisori; un'interminabile saga di tutto ciò che non ha funzionato..."

Il professore di desiderio era già uscito anni fa per Bompiani. Ora ritorna nelle librerie italiane, in una bianca e nuova edizione Einaudi, con Amore e Psiche di Canova in copertina. È questa una delle tre opere di Philip Roth con protagonista David Kepesh. I fatti si collocano cronologicamente prima de Il seno e prima de L’animale morente. David Kepesh è il professore di desiderio. Docente di letteratura in un college dell’East Coast, nel suo corso invita gli studenti a instaurare una relazione referenziale, intima, con i libri. Libri in cui è rintracciabile il desiderio erotico. Ed egli stesso si fa libro, testo, svelando le sue esperienze personali. Gli studenti saranno i suoi voyeur. Per certi versi siamo testimoni di una seconda metamorfosi del protagonista. Non più fisica e allegorica, non più kafkiana, come quando Kepesh, in un altro volume della trilogia, si trasforma in un enorme seno. Ma, azzardo, è una metamorfosi quasi da realityGioca a carte con la metanarrazione. Siamo tutti studenti di Keplesh, tutti guardoni della libertina vita dell'intellettuale ebreo, alter ego dell'autore.

La prima parola del romanzo, nella versione originale, è temptation. Tentazione, cadere in tentazione, resistere o abbandonarsi, la caduta e la redenzione. Questa è la vita di David Kepesh, ragazzo di origini ebraiche, i suoi genitori gestiscono un albergo, che si scopre presto ossessionato dal desiderio sessuale. Al college gli affibbiano il soprannome di Casanova perché corre dietro alle ragazze. Ma è solo a Londra, disinibita e pruriginosa, che Kepesh si spoglia dei suoi tabù lanciandosi in un acrobatico triangolo sessuale con due ragazze svedesi. Elisabeth, innamorata e passiva e Birgitta, questa sì musa ispiratrice e complice delle sue perversioni. L’altra grande forza divoratrice di Kepesh è la letteratura. In nome della letteratura abbraccerà tentativi di redenzione, abbandonerà l’amica svedese. Poi una nuova donna, Helen, affascinante e complicata. Si sposeranno. Non riusciranno a resistere. Divorzieranno. La depressione, l’analisi, la voglia di ricominciare con una nuova donna, Claire, bionda e salvifica, tranquilla come un’anatra in un lago, ma incapace (senza colpe) al dunque di renderlo pago. Perché Kepesh lotterà contro se stesso per non gettare via quell’impressione di serenità che il destino sembra avergli donato. Ma si renderà conto che la sua natura incombe all’orizzonte, il temporale arriverà inevitabile a travolgere il suo rapporto con Claire. Il desiderio, il desiderio di Claire, è mutevole, e il corpo prima bramato, cercato, si scopre asettico ai suoi occhi, al suo tatto.

Roth scrive di erotismo con una consapevolezza ironica e suicida. Come se inserisse la chiave nel motorino di accensione di un’auto che non si fermerà mai. La confessione della propria libido ha in Roth una connotazione religiosa? Quanto Kepesh aspetta il perdono, desidera la redenzione per se stesso? Il character di questo romanzo prova a scappare dal proprio desiderio. Nella maturità seppellisce nel proprio giardino i vent'anni, le avventure, l'incoscienza sessuale, come un bambino che nasconde sotto terra scatole di latta con i propri giochi d'infanzia. Prova a mettere su famiglia, prova a crogiolarsi nella serenità di un rapporto sentimentale. Ma il vento dell'inquietudine smuove il terreno, l'ironia di Roth scava e riaccende ogni fiamma che sembrava essersi spenta.

Recensione di Francesco Marchetti