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Dettagli

2017
12 aprile 2017
160 p., ill. , Rilegato
9788865438534

Descrizione

La copertina, inedita, è stampata su una speciale carta "a squame di armadillo", per un'edizione realmente spettacolare.

Cinque anni dopo l'uscita in libreria della versione "colore 8-bit", La profezia dell'armadillo di Zerocalcare, che nel frattempo ha venduto centomila copie, torna in libreria in questa bellissima Artist Edition. La storia torna al bianco e nero con retini grigi della versione originale autoprodotta, ma il volume è più grande, per far risaltare meglio i disegni, ed è preceduto da una storia inedita di dodici pagine, in bicromia, che ha l'intento di fare da raccordo tra questo classico di Zerocalcare e il suo prossimo libro, che uscirà alla fine del 2017.

Valutazioni e recensioni

4,6/5
Recensioni: 4/5
(108)

Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.

Recensioni: 5/5

Molto sopravvalutato secondo me. Un autore da leggere con poche aspettative.

Recensioni: 5/5

Il primo di Zerocalcare. Qui ci apre il suo mondo e dopo tanti anni siamo qui ad aspettare le nuove uscite....

Recensioni: 5/5

Bellissimo esordio, da collezione.

Recensioni: 5/5

La profezia dell'armadillo è un fumetto che alterna comicità, disagio esistenziale e malinconia con una naturalezza impressionante. Non è soltanto una raccolta di battute o situazioni surreali: dietro l’ironia c’è una fotografia molto lucida di una certa generazione cresciuta tra precarietà emotiva, paura del fallimento e incapacità di sentirsi davvero adulti. Tutto ruota attorno alla celebre “profezia dell’armadillo”, definita come: «qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti». Ed è difficile, soprattutto per chi ha vissuto un’adolescenza complicata o fuori dagli schemi, non ritrovarsi almeno in parte nelle dinamiche raccontate da Zerocalcare. Il protagonista vive in un continuo oscillare tra autoironia, ansia sociale, aspettative irrealistiche, senso di inadeguatezza e paura del giudizio. Una fragilità raccontata però senza vittimismo, ma attraverso dialoghi brillanti, situazioni assurde e una comicità molto romana e generazionale. Probabilmente è anche per questo che il libro divide molto a seconda dell’età del lettore. Nel nostro Gruppo di Lettura gli over 60 lo hanno apprezzato poco, non tanto perché brutto, ma perché culturalmente distante dal loro vissuto. Per chi invece è cresciuto negli anni ’80 e ’90, molte situazioni risultano immediatamente familiari. Io non mi sono riconosciuto in tutto, ma in diversi episodi sì. E credo che Zerocalcare abbia avuto il merito di fare con certi adolescenti “non lineari” quello che Fantozzi fece con gli impiegati: trasformare un disagio personale in qualcosa di universale. Forse non è un capolavoro assoluto, ma è sicuramente un’opera intelligente, autentica e molto più profonda di quanto possa sembrare a una lettura superficiale.