Il profumo delle bugie

Bruno Morchio

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 febbraio 2015
Pagine: 207 p., Brossura
  • EAN: 9788811688693
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Descrizione

La famiglia D'Aste è una delle più in vista della città: una ricchezza antica e continuamente accresciuta grazie all'attività immobiliare e a solide relazioni con i "poteri forti" della città, a cominciare dai politici. Su tutti, nell'ampia villa dove risiedono i D'Aste, domina il vecchio patriarca, il nonno Edoardo. Visti i pessimi rapporti con i figli, ha deciso di puntare tutto sul venticinquenne nipote Francesco: sarà il volto nuovo della famiglia, a cui viene affidato il risanamento di un vecchio quartiere. Le tensioni non mancano: tra Edoardo e i figli, il padre di Francesco, che è medico, e zia Lena, che è tornata dopo un lungo soggiorno in India. Perché anche le donne hanno un ruolo centrale, negli equilibri e nelle faide familiari: la moglie di Edoardo, anziana e malata; sua nuora Rosita, che non essendo "nata bene" resta per sempre un corpo estraneo al clan; e soprattutto la giovane Dolores, la fidanzata di Francesco, con la sua leggerezza e la forza seduttiva della sua giovinezza e la sua sensualità. Sarà lei a scardinare l'ipocrisia che ha sempre regolato i rapporti familiari e a far divampare contrasti soffocati troppo a lungo, nell'arco di poche settimane - raccontate attraverso il punto di vista dei tre uomini della dinastia - che conducono a un Natale decisivo per la vita di tutti.

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    Vera

    29/03/2013 18:14:55

    I personaggi sono un po' tutti stereotipati, ma la narrazione è scorrevole e prende. Piacevole senso di seduzione e soprattutto intrigante in certi passaggi. Per dirla in modo colto un romanzo senza infamia nè lode.

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    ROBERTO

    03/01/2013 10:06:27

    Decisamente un bel libro, anche se il finale e' un "strappato", alla Camilleri per intendersi. c'era spazio per renderlo un poco piu' compiuto. Unico neo, di una bella saga famigliare.

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    Renata Occhi

    19/12/2012 14:14:42

    Divertente saga famigliare, che ho letto in pochissimo tempo. Rispecchia certe situazioni che spesso si vivono quotidianamente anche nella realtà seppure a volte ben mascherate. La villa sul mare e l'ambientazione mi ricordano nonostante non ci sia alcun riferimento particolare la Genova di "Bacci Pagano"

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    SANDRA

    18/12/2012 11:31:51

    E' talmente brutto che non sembra nemmeno l'abbia scritto Morchio. Peccato!

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    Antonella

    17/12/2012 11:49:12

    Divertente saga familiare. Scritta con la solita verve di Bruno Morchio. Un quadretto borghese in cui gli acuti possono riconoscere i tratti di alcuni dei personaggi che quotidianamente ci circondano a cui si augura un Buon Natale ;-)

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    Carla Ragazzi

    11/12/2012 16:16:26

    Il solo pregio del libro è che si legge d'un fiato. Per il resto mi permetto di dire che i personaggi sono tutti stereotipi tagliati con l'accetta dello psicologo. Dolores è l'unica che non appartiene allo stereotipo ma solo e soltanto perché è puro frutto di un fantasioso e ottimista sogno. Bello il dettaglio della biancheria bianca (massimo della seduzione!)della caposala. La preparazione del Martini cokctail lascia a desiderare. Appena meglio per il Negroni (ma l'arancia?). Il finale? Bruno non sa che il lettore si appassiona agli eroi negativi e, in fondo fondo, tifa per loro? La giustizia trionfa? Lieto fine, insomma? Aspetto con ansia una nuova indagine di Bacci.

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    maurizio luciano

    09/12/2012 00:09:04

    Una mini saga da leggere tutta d'un fiato. Ritmo ironia in una grottesca tragedia di una famiglia che fa pensare all'ipocrisia che ci circonda. Bravo Bruno Morchio anche senza il suo Bacci.

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    anna laura bobbi

    08/12/2012 21:49:14

    La storia avvince, i personaggi ti si svelano pagina dopo pagina nel labirinto delle loro storie. Non puoi esimerti dal seguirli nelle introspezioni e nelle dolorose rivelazioni. Non c'è niente di scontato, nessun indugio a risarcimenti, neanche nel finale. E rimani lì a interrogarti e a pensare che cosa sarebbe stato dei protagonisti se avessero avuto un'altra opportunità. Non è stata loro concessa. Ma così è giusto che sia. E' un libro a cui ripensi perchè la storia è di quelle che pescano in un immaginario intimo e comune e negli scenari del nostro paese flagellato dal costume di piegare il bene collettivo al bene dei potenti. E' un libro a cui ripensi perchè lo leggi d'un fiato, senza poter staccare gli occhi da una scrittura fascinosa e agile al tempo stesso. La voce del narratore mi ricorda le sferzate di Baci Pagano; sembra che l'investigatore abbia vestito i panni del cantore, asciutto, ironico, onesto e sensuale.

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    paolo antonio lagomarsino

    08/12/2012 19:14:32

    Bravo all'autore che dimostra di sapersi muovere anche senza la sua coperta di Linus. Una prova che andava affrontata e che alla luce dei fatti è stata superata. Un invito a chi si avvicina al libro di farlo con mente libera senza forzosi confronti con la 'saga' di Bacci Pagano. Per onestà devo dire che sono un lettore un po' di parte: dell'autore sono coetaneo, conterraneo, e probabilmente ci lega lo stesso 'idem sentire'. Se mi è permesso un appunto vorrei farlo alla copertina elegante ma un po' anonima: il libro nello scaffale va cercato...

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