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Pedro Chagas Freitas

Traduttore: E. Corsini
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2016
Pagine: 349 p. , Rilegato

8 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Rosa

  • EAN: 9788811672395


Solo chi ama corre il rischio di perdere. Sono stati gli innamorati e i folli a cambiare il mondo.

«L’autore di un caso editoriale nel mondo grazie al passaparola» - TTL

«Un autore da 100.000 copie vendute.» - Raffaella de Santis, la Repubblica

«Per Pedro Chagas Freitas in amore vince chi sbaglia e non si arrende.» - Manuela Sasso, Diva e Donna

Prometto di perdere.
Perché solo chi ama corre il rischio di perdere; gli altri corrono solo il rischio di essere perduti.
Prometto di perdere.
Perché solo chi non ha mai amato non ha mai perso.


L’amore non è una cosa semplice. Per niente. Come non è semplice parlare di amore. Perché l’amore ha mille volti, mille sfaccettature. È come un gioco di specchi, è una cosa e il suo opposto, è la somma di tutte le sue contraddizioni.

E in questo libro, Pedro Chagas Freitas ha deciso di raccontarle tutte, di prendere tutte le voci dell’amore e dargli uno spazio dove potersi esprimere per raggiungere tutti noi. Il risultato, come sempre, è un romanzo-non romanzo, un alternarsi di storie, un susseguirsi di spunti e di stimoli da leggere con calma e poi custodire dentro di noi.
Ancora una volta l’autore portoghese ci fa capire che per arrivare davvero all’anima delle cose bisogna guardare il mondo da un punto di vista diverso, bisogna lasciare da parte le certezze e abbandonarsi all’immaginazione e al sogno. Bisogna abbandonarsi alla vita, perché altro non è che l’amore stesso. Ed è allora che tutte le nostre fragilità trovano un senso, è allora che riusciamo a capire che la perfezione non ha valore, perché l’amore si nutre anche di debolezza e di incoerenza e di pazzia. E che alla base di ogni relazione ci sono anche i litigi e le lacrime, il senso di sconfitta e la paura di ferire, il sacrificio e la perdita.

No, l’amore non è una cosa semplice. Ma porta con sé una promessa straordinaria: quella di mantenersi vivi e rinascere ogni volta, quella di non sentirsi mai perduti.


Le prime frasi del romanzo

Siamo tutti innamorati e folli.

Così disse lei, con quell’aria inconcludente con cui diceva quasi tutto.
Siamo tutti innamorati e folli.
Lui continuava a non capire. Non l’aveva mai vista prima e intanto stava lì, in mezzo alla strada, ad ascoltare una sconosciuta che avrebbe desiderato abbracciare (ti sposerei all’istante – per la miseria, cosa farei se accettasse? – chissà chi sei tu, ma ti sposerei all’istante, te lo giuro).

Sono i folli e gli innamorati che cambiano il mondo, lo sai?

Lui fece cenno di sì con la testa (è così bella, quanto la desidero e non so chi sia, come si chiama, che diavolo vuole da me, è così bella e la sposerei subito). Stava per spiccicare una frase ma fu interrotto.
Ho già parlato con il sacerdote e mi sposo con te oggi alle quattro, vieni?
Lui balbettò (sì, sì, certo che sì, adesso, ora, immediatamente, è già troppo tardi, se proprio vuoi saperlo), la pelle prese un colorito simile al rosso torrido, riuscì soltanto a chiedere perché, impiegando dieci secondi buoni – forse di più, mai una parola così corta avrebbe potuto sembrare tanto interminabile.

Odio le spiegazioni, preferisco le sensazioni. Ti amo dalla prima volta che ti ho visto. Da circa due minuti. È già un buon motivo per sposarsi, non credi? Ci si sposa per amore e io ti amo. Mi è più che sufficiente. E a te?
Lui rimase senza parole (i tuoi occhi, la tua bocca, le tue mani, la tua voce, voglio tutto questo per sempre, quale altro motivo ci può essere per sposarsi con qualcuno se non desiderare quegli occhi e quella bocca e quelle mani e quella voce per sempre?).
Poi agì: la afferrò per un braccio e la portò con sé fino alla chiesa, non senza prima aver dato una mancia a due mendicanti affinché assistessero alla cerimonia (se il denaro serve a qualcosa è per aiutare ad amare, per questo è stato inventato: per essere strumento d’amore, cos’altro?).

Sì, come un pazzo.

Rispose, quando il sacerdote gli chiese se volesse sposare quella donna di cui aveva appena conosciuto il nome (sarai mia, che fortuna, sarai mia, chi devo ringraziare per questa fortuna? Dimmelo subito, chi devo ringraziare per la fortuna di averti?).
Quando tornerò in me rinchiudimi in un manicomio.
Lui disse sì, certo. Ai due mendicanti scese una lacrima, non si sa se per la noia o per l’emozione. E il sacerdote diede il permesso di baciare la sposa.