Un prosciutto e dieci ducati

Enrico De Agostini

Editore: IoScrittore
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 15 giugno 2016
Pagine: 196 p.
  • EAN: 9788867200849
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:
Descrizione
Circello, provincia di Capitanata, 1798. Il vento della rivoluzione che sta scuotendo l'Europa sembra soffiare anche su questo sperduto paesino del Regno di Napoli. Vittima della confusa voglia di nuovo don Giovanni, l'amministratore dei possedimenti di don Nicolò di Somma, principe del Colle, marchese di Circello e signore della Terra di Reino. Filo-borbonico o giacobino? Don Giovanni viene accusato dai suoi nemici di essere prima l'uno, poi l'altro, ma gli attentati e il processo che subisce sono lo specchio di un'epoca tumultuosa di stravolgimenti sociali e politici... Sullo sfondo si agitano prelati e briganti, notabili e donne accorte, garzoni, soldati e braccianti, in una grandiosa commedia umana, che unisce la Storia e le storie dei singoli. Basato su una cronaca inedita dell'epoca, un romanzo storico che restituisce l'epopea di un uomo e della sua famiglia tra il 1792 e il 1815 e ci racconta un'Italia tanto lontana, ma sempre e comunque tanto simile a quella di oggi.

€ 11,25

€ 15,00

Risparmi € 3,75 (25%)

Venduto e spedito da IBS

11 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Gorgo

    05/01/2018 18:52:26

    Il 1799 in provincia (o in periferia). Libro di piacevole lettura: storia intrigante, ambientazione e riferimenti storici curiosi e curati senza alcuna pedanteria, personaggi vivi, narrazione spesso ironicamente didascalica. L’inconsueta veste editoriale concessa a un’opera prima faceva un po’ temere, ma la scommessa è stata vinta: rari i refusi, le piccole contraddizioni e il linguaggio talvolta singolarmente arcaico talvolta piatto e frusto si potevano evitare con un editing più accurato; ma più spesso le espressioni sono pregnanti, le similitudini brevi e ironiche. Un po’ diseguale la narrazione nel contrasto fra le parti dedicate al protagonista, in cui la voce narrante è colta e misurata, e dall’altro lato le scene di massa o quelle in cui ci sono popolani, con voce narrante verghiana, da anonimo popolano, corposa e sarcastica. La nota, nonché la prefazione di un assai entusiasta docente universitario, giocano su verità e finzione: “l’autore ha attinto con libertà, ma con scrupolo filologico e metodo storico [??], alla congerie del vastissimo materiale memorialistico” della sua famiglia. Il difetto principale del romanzo sta forse proprio nell’eccessiva fedeltà alla fonte storica e al protagonista: le scene drammatiche non raggiungono quasi mai l’acme, le violenze perpetrate sono spesso solo tentate, i “miracoli” salvatori sempre letti con scetticismo e quindi mai spiegati del tutto. Le migliori scene? Quelle popolari, in cui è maggiore la libertà d’invenzione, la libertà di svariare rispetto all’“understatement” da diplomatico, al misurato razionalismo dell’autore che egli ha proiettato di riflesso sul suo antenato-personaggio. Storici, assai realistici ma per certi versi attuali gli scontri di potere tra notabili meridionali, spesso provenienti dalla rampante borghesia rurale, che talvolta usavano per i loro scopi anche malviventi locali o veri e propri briganti, dotati questi ultimi di bande numerose e impuniti grazie alle connivenze.

  • User Icon

    Everaldo Russo

    11/01/2017 20:32:00

    Romanzo avvincente,una storia narrata con maestranza come una diapositiva reale di un tempo a noi passato non facile e travagliato.Valido anche per gli appassionati di Storia meridionale e preunitaria.Nel lieto fine un esempio umano del trionfo del bene sul male.Il Sannio e' anche questo.Grazie sig.De Agostini

  • User Icon

    Giusy Nazzaro

    03/09/2016 10:34:39

    Romanzo appassionante, ricco di suspense e di colpi di scena, che racconta in maniera minuziosa e diretta la quotidianità di questo sperduto e meraviglioso angolo di mondo, in un periodo storico caratterizzato da cambiamenti epocali. Un romanzo che si ama da subito, pagina dopo pagina, e "la fame di sapere" non si placa e si continua a leggere per ore ed ore senza rendersene conto, in un susseguirsi di avvincenti episodi. Il lettore diventa uno spettatore della storia e si compie quella sorta di magia (che può essere vissuta solo attraverso i libri) grazie alla quale si sente forte il desiderio di chiudere gli occhi e immaginare e ritrovarsi lì a rivivere le stesse emozioni dei protagonisti. Don Giovanni filo borbonico o giacobino? Qualunque cosa sia stato,resta comunque come un personaggio positivo, che rispecchia in pieno la caparbietà e la fierezza della gente del Sannio ed in particolare dell'alto Tammaro, che ha saputo risollevarsi sempre e comunque da ogni catastrofe. ...in attesa di un nuovo entusiasmante romanzo... Magari in qualche cassetto dimenticato della sua antica dimora è racchiuso un altro "papiello" pronto a prendere vita... Apra tutti i cassetti della sua anima e ci doni ancora parole. Grazie dal profondo del cuore per aver spalancato questa finestra sulla storia, la nostra storia.

Scrivi una recensione